Università “La Sapienza” Dipartimento di Sociologia e Comunicazione Dottorato in Scienze della Comunicazione e delle Relazioni Pubbliche




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5. Il rapporto tra accessibilità ed usabilità


L’approccio di analisi proposto in questo lavoro tende ad affrancare il discorso sull’accesso da una mera questione di norme e specifiche tecniche per contestualizzarlo in una prospettiva pubblica più ampia che tenga conto e si preoccupi di tutte le diverse angolature: dal rispetto delle linee guida fino alla semplificazione dei contenuti digitali, dalle imposizioni normative fino alla garanzia di accesso per tutti ai servizi e alle informazioni.

Infatti la riflessione sul tema dell’accessibilità vista, in un’accezione non tecnica ma di relazione comunicativa, non può non tener conto dell’analisi sulla centralità dell’utente e degli studi sull’usabilità37.


Generalmente i due concetti sono trattati in maniera distinta:

-l’usabilità è intesa come la possibilità di utilizzare un’interfaccia web in modo efficiente, efficace e soddisfacente. Un recente studio europeo sulla percezione della qualità dei servizi online evidenzia come gli aspetti di usabilità ritenuti più importanti da parte degli utenti siano legati alla facilità di reperire ed usare un servizio (easy to use, language understandable, easy to find the service; si veda figura 1)38.

-l’accessibilità è considerata come “la capacità, dei sistemi informativi, di erogare servizi ed informazioni, senza discriminazioni, anche per coloro che, a causa di disabilità, necessitano di tecnologie assistive”39.
Poiché l’accessibilità si è affermata a seguito di regolazioni normative, quali la Section 508 negli USA e la legge 4/2004 in Italia, o di linee guida emanate da Consorzi internazionalmente riconosciuti, quali il W3C, nella sua elaborazione, grande importanza hanno assunto gli aspetti più tecnici, di rispondenza oggettiva agli standard, laddove l’usabilità si basa invece maggiormente su metodologie e valutazioni più centrate sull’utente.

Importanza
Figura 140. Usabilità: importanza dell’indicatore considerato e correlazione con l’effettiva presenza dell’indicatore stesso nei servizi analizzati. Dati: European Commission, 2004
In questo senso si è affermato un approccio che considera l’accessibilità specificamente come aderenza a certi requisiti tecnici, particolarmente settati sulle esigenze di utenti disabili.

Tutto ciò ha contribuito a creare non semplicemente modelli distinti di analisi delle problematiche (di usabilità ed accessibilità), ma addirittura “gruppi di pensiero e di discussione”, che si confrontavano (e si confrontano) su quale tra i due approcci fosse preminente e guidasse l’altro.

Alcuni esperti autorevoli tendono invece a preferire un approccio sinergico, che consideri maggiormente i punti di contatto tra i due ambiti, più che le differenze.
A questo proposito, anche nella “Metodologia per la valutazione dell’accessibilità e dell’usabilità dei siti pubblici da parte delle categorie svantaggiate”, pubblicata dalla “Segreteria tecnico-scientifica della Commissione interministeriale permanente per l'impiego delle ICT a favore delle categorie deboli o svantaggiate”, si riprende un modello in cui i due aspetti dell’usabilità e dell’accessibilità confluiscono in maniera integrata nel concetto di “qualità web”.
Al fine di inquadrare in maniera più specifica questa relazione, sarà opportuno leggerla in base alle normative internazionali e nazionali che hanno affrontato, con modalità e finalità diverse, i temi dell’accessibilità e dell’usabilità.

Va detto che, mentre non esiste (giustamente) una regolamentazione specifica in materia di usabilità web (ma semmai una serie di approcci, metodi ed euristiche valutative), si è registrata invece, negli ultimi anni, un’attenzione crescente, anche normativa, per categorizzare i parametri dell’accessibilità.

Tale divergenza è dovuta probabilmente al fatto che, in un’accezione semplificata e tecnicista del concetto di accessibilità, questo appare più facile da “normare”, controllare e valutare.

5.1 Le linee guida internazionali del W3C: una ricognizione sull’accessibilità e l’usabilità web

5.1.1 Le WCAG 1.O


Come già accennato nel paragrafo 3.2, le Web Content Accessibility Guidelines 1.0, ossia le 14 linee guida che analizzano i problemi di accessibilità per i siti web proponendo soluzioni correttive, vengono pubblicate nel maggio 1999, dal World Wide Web Consortium (W3C).

Le WCAG 1.0 sono pensate come una raccolta di raccomandazioni destinate sia ai progettisti di siti web, che ai grafici, che ai responsabili dei contenuti. Le linee guida affrontano sostanzialmente due compiti: uno, più tecnicistico, volto ad assicurare una trasformazione gradevole della pagina, l’altro più cognitivo, per rendere i contenuti comprensibili e navigabili, quindi in altre parole usabili.

Nello specifico, mentre le prime undici raccomandazioni riguardano elementi più tecnici e legati al codice del documento – dalla creazione delle tabelle all’uso dei fogli di stile - le ultime tre danno indicazioni relative alla fruibilità dell’informazione, alla sua comprensibilità e all’uso di meccanismi di navigazione chiari.

Si tratta di obiettivi, sia concettualmente che operativamente diversi, che richiedono competenze e approcci sostanzialmente differenti, se pur sinergici: infatti nell’appendice A alle linee guida, nella sezione dedicata alla validazione dell’accessibilità, si consiglia l’utilizzo sia di “strumenti automatici, più rapidi e convenienti”, ma anche in qualche modo più limitati, sia della “verifica umana, che può facilitare la chiarezza del linguaggio e la facilità della navigazione”.


Dall’analisi delle linee guida, il tema dell’usabilità emerge quindi relazionato con quello dell’accessibilità. In particolare nella pagina dedicata alle FAQ, del sito del W3C, si legge un accenno diretto all'usabilità:

Molte caratteristiche delle linee guida miglioreranno in realtà l'usabilità dei siti Web per gli utenti non disabili, garantendo che i siti siano più facilmente navigabili e che vi si possa accedere attraverso una varietà di tipi differenti di periferiche piuttosto che soltanto attraverso un tradizionale browser grafico con un computer da tavolo”.


D’altro canto le linee guida, non esplicitano chiaramente l’esistenza di una relazione netta fra usabilità ed accessibilità: “il W3C punta ad estendere il concetto di accessibilità verso il design for all, ossia definendo l’accessibilità come la possibilità offerta a qualsiasi utente di accedere a dei contenuti indipendentemente non solo dalla disabilità, ma anche dalla tecnologia utilizzata”41.

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