Scuole visitandine malpighi




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SCUOLE VISITANDINE MALPIGHI

PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA

Liceo Scientifico

anno scolastico 2010/2011

INDICE
LA STORIA DELL'ISTITUTO VISITANDINE-MALPIGHI pag. 4

LA NOSTRA PROPOSTA EDUCATIVA pag. 5

A. Solidità delle basi culturali pag. 5

B. Lo studio come scoperta pag. 5

C. Apertura europea pag. 5



IL LICEO SCIENTIFICO pag. 5

1. Il Piano di Studi pag. 5

1.1. Le materie umanistiche pag. 6


    1. L'inglese pag. 7

    2. Le materie scientifiche pag. 8

2. Orario settimanale delle lezioni pag. 8
COME LAVORIAMO pag. 10

    1. L'impostazione della didattica pag. 10

    2. Insegnare e imparare un metodo di studio pag. 10

    3. Fare per capire: le strade dell'esperienza pag. 11

    4. La valutazione pag. 11

4.1. I criteri per la valutazione del comportamento pag. 12

5. Attività di sostegno e di recupero debiti formativi pag. 12

5.1. Primo e secondo quadrimestre pag. 12

5.2. Scrutinio Finale pag. 13

6. Preparazione agli esami finali e credito scolastico pag. 14

7. I tempi del percorso formativo pag. 15


ORGANIZZAZIONE E STRUTTURE pag. 15

1. I docenti pag. 15

2. Lo staff pag. 15

3. Il rapporto con le famiglie pag. 16

4. Gli organi collegiali pag. 16

5. L'ambiente scolastico e i laboratori pag. 16

6. Il progetto per l'uso integrato delle nuove tecnologie pag. 17
IL SITO WEB pag. 17

BORSE DI STUDIO, SCONTO FRATELLI E SOLIDARIETA' pag. 17

REGOLAMENTO ALUNNI pag. 19

Art. 1 – Inizio delle lezioni, ritardi ed uscite anticipate

Art. 2 – Giustificazione delle assenze

Art. 3 – Uso del libretto delle giustificazioni

Art. 4 – Comportamento degli alunni

Art. 5 – Uso delle strutture e degli spazi

Art. 6 – Divieto di fumo

Art. 7 – Assemblea di classe

Art. 8 – Sanzioni disciplinari
I SERVIZI DI SEGRETERIA pag. 22

LA STORIA DELL’ISTITUTO VISITANDINE MALPIGHI


L’Istituto Visitandine-Malpighi nasce nel corso dell’anno scolastico 2008-2009, nel momento in cui la Fondazione “Ritiro S. Pellegrino”, ente appartenente alla Diocesi di Bologna che regge anche l’Istituto Malpighi di Bologna, inizia a gestire l’Istituto Visitandine di Castel San Pietro Terme.
L’Istituto Malpighi è una struttura educativa che mira alla formazione umana, culturale, sociale dei giovani, in rapporto con la formazione familiare e nell’ambito specifico della attività didattica e culturale.

Nato come Ginnasio nel 1883 per iniziativa di un parroco bolognese, nel 1911 ha assunto l’attuale denominazione, ampliando e modificando nel tempo la propria offerta formativa con l’attivazione del quinquennio di Liceo Scientifico (1943), del Liceo Linguistico (1982) e del corso di Medie Inferiori (1999). La scuola è gestita dal 1988 dalla Fondazione “Ritiro S. Pellegrino”.


Le Scuole Visitandine sono sorte a Castel San Pietro Terme nel 1922 ad opera delle due sorelle suor Elisa e suor Pia Bagnoli, appartenenti alla Societa' delle Visitandine dell'Immacolata, famiglia religiosa costituita a Vedrana di Budrio nel 1883, sotto la direzione spirituale del parroco Don Giuseppe Codicè. Prima scuola media del paese, crescendo nel tempo ha in seguito generato due corsi superiori: nel 1962 è nato l'Istituto Professionale, con la finalità di preparare i giovani ad inserirsi nelle aziende che stavano nascendo nel territorio; nel 1966 è stato avviato l'Istituto Magistrale che è poi divenuto Liceo della Comunicazione.
Attualmente l’Istituto Visitandine-Malpighi propone un corso di Scuola Secondaria di I Grado e due corsi di Scuola Secondaria di II Grado, il Liceo della Comunicazione (classi dalla III alla V) e l’Istituto Professionale per i Servizi Commerciali (classi dalla III alla V).

Nell’ Anno Scolastico 2009-2010 viene attivato un nuovo corso di Liceo Scientifico.

Nel corso degli anni il Malpighi ha sempre visto una crescita dei propri iscritti.



Le scuole Malpighi sono paritarie; gli esami finali dei cicli scolastici vengono quindi effettuati secondo le medesime modalità previste per le scuole statali.

La nostra proposta educativa

Sono tre, in sintesi, gli aspetti fondamentali della nostra proposta:


A. Solidità delle basi culturali

Per giudicare il presente e guardare il futuro occorre partire dalla ricchezza di esperienza che ci ha preceduto. Se la nostra tradizione culturale è posseduta criticamente i ragazzi possono sviluppare in modo creativo la propria personalità. Perché questo accada occorrono figure di "maestri” attenti ed appassionati che li accompagnino in questo cammino.


B. Lo studio come scoperta

Lo scopo che ci proponiamo è quello di educare i ragazzi ad usare adeguatamente la ragione, provocandoli a chiedersi il perché di tutte le cose. La realtà, infatti (e dunque anche una poesia, un teorema, un fenomeno chimico o fisico, un brano musicale, un quadro) ha un significato che vale la pena scoprire. È questa l'ipotesi da cui partiamo. Per questo desideriamo educare i nostri allievi ad un atteggiamento di apertura, disponibilità ed attenzione nei confronti di tutto ciò che incontrano, a partire dall'ora di lezione. Introduciamo così i ragazzi all'appassionante avventura della conoscenza, non solo offrendo loro strumenti di interpretazione dei vari linguaggi, ma sollecitandoli, sin dai primi anni, ad una capacità di giudizio personale.


C. Apertura europea

Poiché le nuove generazioni sono sempre più destinate a muoversi in una prospettiva internazionale, grande è l'importanza che nel nostro Istituto, a tutti i livelli e in tutti gli indirizzi, si dà allo studio delle lingue e delle civiltà straniere. Nel corso dei cinque anni degli indirizzi superiori sono previste esperienze di studio all’estero e stage formativi presso importanti realtà aziendali europee.

IL LICEO SCIENTIFICO
1. Il piano di studi
E’ stato progettato e sviluppato con l’obiettivo di formare persone capaci di muoversi con criticità e flessibilità nell’ambito degli studi e delle ricerche di tipo scientifico, pur mantenendo la caratterizzazione “aperta” e “generale” propria della formazione liceale.

Rispetto al piano orario della classe prima così come proposto dalla recente riforma dei Licei, sono state apportate alcune modifiche utilizzando la flessibilità consentita dalla normativa sull’autonomia. In questo senso, è stato ampliato il monte ore relativo all’insegnamento di lingua Inglese, che passa così da 3 ore a 4, per la preparazione agli esami di certificazione internazionale ed interventi di lettori madrelingua; è stata inoltre aggiunta 1 ora all’insegnamento della Geografia, che passa da 1 a 2, agevolando in tal modo uno svolgimento “in parallelo” con Scienze (molti gli argomenti in comune) ed esaurendosi così nell’arco di tempo della prima classe di corso. Abbiamo poi reso graduale l’approccio alle materie scientifiche riducendo il numero delle materie nel primo anno di corso, che prevede ovviamente la Matematica, con 5 ore settimanali, e le Scienze, con due ore settimanali, mentre l’insegnamento della Fisica viene spostato al secondo anno.

Per tutto il quinquennio un ruolo formativo fondamentale è svolto dall’attività di laboratorio prevista sia nel campo chimico che in quello biologico, fisico e informatico (con applicazioni nella matematica) per consentire una graduale acquisizione del metodo scientifico. Un approccio diretto e operativo alle tecniche della ricerca è inoltre reso possibile da periodi di stage in laboratori universitari, tra cui si distingue quello al Life Learning Centre nel IV anno di corso.
1.1. Le materie umanistiche

Le materie umanistiche si propongono di fornire una educazione linguistico-­letteraria ed un'educazione storica.

L'educazione linguistica comporta lo sviluppo e il consolidamento delle abilità orali, di lettura e di scrittura, attraverso uno studio via via più approfondito e sistematico della lingua, in relazione al potenziamento delle capacità e alla maturazione di esperienza degli alunni.

Dal punto di vista didattico, l'intervento degli insegnanti opera su due livelli:



  • da una parte mira a consolidare la conoscenza consapevole del sistema linguistico, anche attraverso una riflessione guidata, in particolare sulla grammatica;

  • dall’altra punta ad accompagnare gli allievi, attraverso l'incontro e l'analisi dei testi, sia alla capacità di leggerli e comprenderli nella loro complessità, sia alla capacità di produrli in modo autonomo e sensato.

Questi due momenti non sono separati: l'educazione linguistica infatti non è la comunicazione di una tecnica, non è un addestramento finalizzato ad ottenere nei ragazzi determinate abilità o competenze; né intende indicare regole da seguire pedissequamente.

La lingua è infatti lo “strumento cognitivo” più potente a disposizione dell'uomo per capire se stesso e la realtà che lo circonda. Le parole non sono ingranaggi sostituibili, non sono vuote: rimandano a una realtà, ne sono segno; il linguaggio non esiste in sé, ma rimanda a un contesto di esperienza senza il quale non ha senso.

Si tratta, dunque, di scoprire la "densità" della parola: è attraverso la lingua, infatti, che impariamo a conoscere noi stessi, la realtà che ci circonda, la realtà degli autori che studiamo; la lingua è lo strumento attraverso cui si sviluppano in noi immaginazione e progettualità.

Permanere dentro questo orizzonte ci permette di imparare scoprendo la bellezza, la passione e il gusto in ciò che leggiamo, vediamo, ascoltiamo.

Per quanto riguarda l'educazione letteraria, che assume centralità e prevalenza nel triennio superiore del liceo, occorre sottolineare che viene privilegiato l’incontro diretto col testo: solo addentrandosi nell'avventura dell’interpretazione, il lettore può compiere infatti un'esperienza reale nella quale comprendere, cambiare, crescere.

Lo studio delle materie umanistiche implica inoltre un'educazione storica, come sviluppo della capacità di cogliere la "profondità del tempo”, ovvero la specificità dei contesti culturali dai quali prendono vita le varie forme espressive dell'umanità.

Lo studio storico è studio del presente, e non del passato, sia perché è oggi che nascono le domande alle quali si cerca risposta nell'indagine delle epoche trascorse, sia perché è l'esperienza presente ad essere illuminata dall'emergere delle sue radici nel tempo. Ma la storia è soprattutto studio dell'uomo, perché attraverso la conoscenza dell'infinita varietà delle forme assunte nel tempo dalle civiltà, con i relativi prodotti artistici, tecnici, scientifici, filosofici e politici, emerge la permanenza costante delle dimensioni che caratterizzando il "cuore" umano, dimensioni che ci consentono, anche a distanza di secoli, di riconoscerci e commuoverci davanti all'opera di coloro che ci hanno preceduto.


1.2. L’ lnglese

Nella nostra scuola l’insegnamento della lingua straniera poggia sui seguenti principi metodologici:

La lingua come reale strumento di comunicazione: l’ora di lezione è concepita in modo da divenire essa stessa veicolo di un’ esperienza reale e motivante. Fin dalle prime ore di lezione l’insegnante si esprime di regola in lingua, mirando a coinvolgere continuamente gli alunni che si trovano a dover utilizzare, fin dai livelli più elementari, tutti i mezzi che hanno a disposizione nella lingua straniera per esprimersi e comunicare con l’insegnante e i compagni.

La varietà delle attività e delle forme di interazione: per tenere sempre alto l’interesse ed andare incontro alle diverse attitudini degli alunni si dà grande importanza ad una organizzazione attenta dell’ora di lezione, nel corso della quale si alternano, per esempio, attività in laboratorio linguistico e informatico, esercizi in coppia o a piccoli gruppi, simulazioni, giochi di ruolo, momenti di lettura, scrittura e riflessione personale e discussioni con l’insegnante e tutta la classe.

Lo sviluppo di una sicura padronanza nell’uso delle strutture di base delle lingue: l’impostazione comunicativa e motivante dello studio della lingua non significa una minore attenzione agli aspetti strutturali su cui si fonda la lingua stessa. Si chiede agli alunni di sviluppare poco a poco capacità di analisi e di utilizzo consapevole e corretto delle strutture morfo-sintattiche e lessicali, sfruttando quindi le capacità logiche e di astrazione, ed andando oltre uno studio puramente mnemonico ed imitativo delle forme. A questo scopo si opera in accordo con gli insegnanti di italiano e latino, materie che sono supporto indispensabile ad un apprendimento maturo delle lingue straniere.

In particolare in questo liceo scientifico, l’obiettivo principale è quello di fare in modo che tutti gli studenti riescano a conseguire, attraverso il normale percorso curricolare, le certificazioni linguistiche di lingua inglese proposte dall’Università di Cambridge (PET al termine del biennio e FIRST CERTIFICATE al termine del quarto anno).



Il contributo di esperti madrelingua: nel corso del quinquennio gli alunni lavorano anche con diversi esperti madrelingua, che, a seconda delle loro specifiche competenze, affiancano e sostengono il lavoro degli insegnanti, svolgendo moduli concordati “ad hoc” per le singole classi

Lo studio della letteratura, ovvero incontro e confronto con testi ed autori di una cultura diversa dalla propria: nel triennio superiore gli alunni affrontano la lettura di testi letterari, dal medioevo ai nostri giorni. All’interno di un’ impostazione cronologica (che permette agli alunni, tramite un confronto con altre materie quali letteratura italiana, storia, filosofia e storia dell’arte, di formarsi una solida cultura di base di respiro europeo) si privilegiano quelle opere e quegli autori capaci di suscitare domande e di appassionare gli studenti, in modo che essi si sentano continuamente coinvolti in un lavoro di interpretazione e discussione dei testi e siano stimolati ad utilizzare la lingua in un contesto realmente comunicativo.

Una particolare attenzione al metodo di studio: gli insegnanti danno indicazioni e consigli riguardo ai modi e ai tempi migliori per l’organizzazione del lavoro personale, sulle tecniche di memorizzazione e sull’utilizzo degli strumenti più appropriati (libri, audiovisivi, computer, quaderno, ecc.) e sostengono l’impegno degli alunni tramite un controllo puntuale dei lavori svolti a casa. Si impara davvero una lingua straniera solo se ci si applica con continuità e se si diventa appassionati ed autonomi ricercatori del metodo migliore per apprenderla



Esperienze di soggiorno e di studio all’estero: numerose sono le forme e le modalità che verranno attuate dall’Istituto per permettere agli studenti di conoscere dal vivo i paesi di cui studiano la lingua, favorendo così il contatto diretto con la cultura e la civiltà del posto. Se da una parte la “full immersion” rappresenta una modalità privilegiata per l’apprendimento della lingua, tale esperienza va molto al di là del suo contenuto prettamente linguistico, perché offre all’allievo la possibilità di entrare in contatto, conoscere, capire e rispettare un punto di vista diverso dal proprio, così come gli chiede di rendersi conto più profondamente e di dare ragione della modalità che gli è propria. La condivisione di tale esperienza con i compagni di classe ed il confronto costante con l’insegnante che li accompagna e li guida sono la modalità concreta con cui un periodo di una, due o tre settimane all’estero può rivelarsi un’ esperienza di valore inestimabile per la crescita umana e professionale dello studente.
1.3. Le materie scientifiche
Nello svolgere il percorso didattico delle discipline dell’ambito scientifico, la preoccupazione primaria è quella di rendere consapevoli i ragazzi che la matematica, la fisica, la chimica non sono semplicemente materie definite da una serie di formule, regole e leggi da imparare ed applicare, ma rappresentano metodi diversi per guardare e comprendere la realtà, attraverso la costruzione di modelli esplicativi di essa. Per incrementare questa consapevolezza, si ritiene importante, quando possibile, tenere presente la dimensione culturale e storica in cui i singoli argomenti sono inseriti.

Questo modo di guardare la realtà viene innanzitutto comunicato dall’insegnante, che non ripete schemi precostituiti, ma si coinvolge con i ragazzi nel cammino della conoscenza.

Si ritiene importante, in questo senso, il costante richiamo ad alcune categorie:

Esperienza. Si educa alla scienza attraverso l’esperienza e tale educazione avviene attraverso un rapporto, una relazione tra soggetti che fanno esperienza. La prima esperienza in un corso di carattere scientifico è quella dell’osservare, innanzitutto quello che già si conosce e poi il nuovo che viene proposto e questo richiede un atteggiamento attivo da parte dei ragazzi. L’esperienza del fare scienza è un modo di guardare e un modo di lavorare.

Razionalità. E’ l’esigenza di una comprensione totale di quello che si sta facendo. E’ l’esigenza di chi osservando la realtà ha la necessità di rispondere ad alcune domande che essa pone. In questo senso ciò che aiuta a sviluppare tale capacità è un approccio ai diversi contenuti “per problemi”. Lo stare davanti al problema (di qualunque tipo) costituisce un momento fondamentale dell’educazione alla razionalità. In questo senso si abitua il ragazzo a porsi domande, a rendersi conto dei dati conosciuti, a rendersi conto di ciò che viene richiesto dal problema, a cercare procedure di soluzione utilizzando conoscenze già acquisite, a confrontare procedure diverse analizzando quelle più consone all’obiettivo.

Linguaggio. Indispensabile per qualunque disciplina è il linguaggio, non solo come capacità di usare correttamente i simboli, ma come espressione dell’esigenza di una comunicazione chiara e precisa. Ogni disciplina infatti ha un proprio metodo per conoscere ed un proprio linguaggio per poter essere comunicata.

Criticità. L’esercizio della razionalità porta alla capacità critica, che non è appena il saper dire la propria opinione intorno ad un oggetto o saper entrare in dialettica con altri, ma capacità di giudicare con consapevolezza. Nell’ambito scientifico davanti a problemi non risolti, a postulati non evidenti stare con lucidità e rigore nell’intento di risolverli può portare allo sviluppo di una creatività capace di procedere nel cammino della conoscenza.

In questo senso le discipline non possono essere pensate come la somma di tanti segmenti, bensì costituite da nuclei che si sviluppano su diversi livelli all’interno del corso.

Un approccio di tipo storico può aiutare in modo sostanziale lo sviluppo di tale capacità e la consapevolezza di una conoscenza non statica, ma dinamica.
2. Orario settimanale delle lezioni

Il quadro orario settimanale prevede per la I e la II scientifico 27 ore di lezione distribuite su 5 giorni dal LUNEDÌ al VENERDÌ dalle ore 8.00 alle 12.50, ad eccezione delle attività di Educazione Fisica che si svolgeranno nel primo pomeriggio (martedì per la I, venerdì per la II) secondo un’ organizzazione modulare.




Orario settimanale classe prima




Orario settimanale classe prima

DISCIPLINA

ORE




DISCIPLINA

ORE

Italiano

4




Italiano

4

Latino

3




Latino

4

Matematica

5




Matematica

5

Inglese

4




Inglese

4

Storia

2




Storia

2

Geografia

2




Geografia

1

Scienze

2




Scienze

2

Religione

1




Religione

1

Disegno

2




Disegno

2

Scienze Motorie

2




Scienze Motorie

2

Totale

27




Totale

27


Scansione dell’orario giornaliero

7.55Entrata in classe

8.00Inizio prima ora

8.55Inizio seconda ora

9.50Inizio terza ora

10.45Fine terza ora – Inizio intervallo

10.55Avviso di entrata in classe durante l’intervallo

11.00Inizio quarta ora

11.55Inizio quinta ora

12.50Fine delle lezioni

COME LAVORIAMO


1. L’impostazione dell’attività didattica

Lo studio, quale scoperta del senso delle cose e della realtà tutta, richiede la presenza di un maestro appassionato e preparato, che possa guidare l’allievo nel percorso didattico.

Perché tale rapporto esplichi le sue potenzialità, non è possibile prescindere da un lavoro comune tra gli insegnanti e da un rapporto vivo con gli studenti. L’azione congiunta tra i professori non può essere semplicemente un accostamento di campi di sapere: l’interdisciplinarietà, anche qualora presenti progetti bellissimi, è superficiale e formale se non si basa sulla condivisione di un’ ipotesi educativa. E’ questo desiderio che guida la riflessione all’interno delle riunioni di area, dei consigli di classe e dei collegi dei docenti.

Il lavoro tra i professori, il rapporto con gli studenti e le loro famiglie traggono inoltre giovamento dalla stabilità del corpo insegnante e dalla conseguente continuità didattica.


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