Sapindaceae acer cappadocicum Gled subsp lobelii (Ten.) Murray




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SAPINDACEAE - Acer cappadocicum Gled. subsp. lobelii (Ten.) Murray


Nome volgare: acero di Lobelius.

Biologia: fanerofita arborea caducifoglia, fiorisce tra maggio e giugno con fioritura contemporanea alla foliazione e fruttifica tra settembre ed ottobre.

Distribuzione: endemismo dell’Appennino presente dal Lazio fino alla Calabria. È relativamente diffuso nei boschi montani della Basilicata, anche se con esemplari isolati o con pochi individui. Aggiungere notazioni per il SIC

Ecologia: specie mesofila, vegeta in stazioni fresche, con elevata piovosità e/o su suoli profondi, umidi, meso-eutrofici, da alcalini a subacidi; proprio in rapporto alle pronunciate esigenze edafiche sembra prediligere luoghi in cui vi sia accumulo di strati umiferi, come all’interno di fratturazioni della roccia affiorante o a ridosso di massi isolati. Spesso si rinviene in stazioni di forra. I limiti altitudinali sono generalmente compresi tra 750 e 1700 m s.m., in Basilicata vegeta in condizioni ottimali entro una fascia compresa tra 1100 e 1400 metri. È specie gregaria nei boschi montani, sia nelle cerrete mesofile che nelle faggete di bassa quota dove caratterizza una particolare associazione denominata Aceri lobelii-Fagetum Aita, Corbetta, Orsino 1984. Mostra una discreta capacità di ricaccio di polloni radicali.

Habitat e/o biotopo elettivo/i all’interno del SIC: 9210* - Faggeti degli Appennini con Taxus e Ilex (habitat prioritario); 9220* - Faggeti degli Appennini con Abies alba e faggete con Abies nebrodensis (habitat prioritario).

Minacce: riduzione o degradazione degli habitat di pertinenza, brusche aperture del piano arboreo con isolamento eccessivo delle chiome, eliminazione di piante portasemi in occasione di diradamenti, ripetute ceduazioni.

Livello di minaccia nel SIC: alto (a breve-medio termine) a causa della ridotta diffusione e dell’esigua consistenza della specie.

Conservazione e protezione: è riportata tra le entità segnalate per la Basilicata nelle Liste Rosse Regionali delle Piante d’Italia oltre che nell’Atlante delle specie a rischio di estinzione della flora nazionale, nella categoria a minor rischio (LR). È specie protetta della flora lucana ai sensi del DPGR 55/2005 e contemplata nel novero delle specie a protezione limitata speciale.


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