Rabdomiolisi da tricholoma equestre




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RABDOMIOLISI da TRICHOLOMA EQUESTRE

Il fungo epigeo Tricholoma equestre è sempre stato considerato un eccellente commestibile ora dalle ultime ricerche risulta responsabile di gravi intossicazione, provocando una malattia degenerativa muscolare: la rabdomiolisi che purtroppo ha spesso esito letale.

Sul New England Journal of Medicine sono descritti 12 casi di rabdomiolisi, di questi, tre decessi verificatisi in Francia in seguito all’ingestione (pasti ricchi e ripetuti) di Tricholoma equestre.

La rabdomiolisi è una malattia degenerativa del muscolo, l’agente tossico sconosciuto agisce distruggendo le cellule del muscolo scheletrico e nel corso della malattia possono essere colpiti i reni e il muscolo cardiaco, fino alla morte.

Nella maggior parte dei casi (nove su dodici) il muscolo è riuscito a rigenerarsi e i pazienti sono completamente guariti.

Il caso del Tricholoma equestre fa riflettere molto gli addetti del controllo micologico, specie prima considerata commestibile è inserita negli allegati I e II del DPR n. 376/1995 e recentemente eliminata con l’Ordinanza del Ministero della Salute del 20 agosto 2002.


La domanda che si porranno molti colleghi micologi è la seguente, quante altre specie commestibili sono potenzialmente tossiche?

La micotossicologica è una scienza molto recente, solo in alcune specie in gran parte quelle “mortali” sono stati studiati gli effetti e le relative tossine. Molte erano le specie nel passato considerate degli ottimi commestibili come ad esempio la Gyromitra esculenta o il Paxillus involutus responsabili poi di terribili avvelenamenti e di decessi.

La Gyromitra esculenta, P. involutus e il T. equestre sono l’esempio di funghi che se consumati a piccole dosi non provocano evidenti disturbi, ma se assunti a determinate condizioni: pasti ripetuti, cotture inadeguate, provocano gravi danni all’organismo. Peraltro non si può neanche escludere che dosi minime non provochino poi leggeri disturbi o siano cancerogeni nel tempo.

Un altro esempio è la sindrome orellanica citotossica. Micologi affermati come Korad e Maublanc, Pillat ecc descrivevano in vari testi scientifici il Cortinarius orellanus come una specie innocua e commestibile, solo nel 1957 il dr Grzymala descrisse numerosi casi di intossicazione in una zona della Polonia intorno a Posen ben 102 casi di cui 11 con esito letale nell’arco di un anno, tutti gli intossicati avevano mangiato il C. orellanus, il periodo di incubazione era estremamente lungo dai 3 a 15 e più giorni dal pasto.

Nei casi gravi la morte sopravveniva entro 6-161 giorni per nefrite tossica, solo nel 1962 dopo lunghe ricerche il dr. Grzymala riuscì a trovare la tossina responsabile e la chiamò appunto orellanina.

L’uomo quindi inconsapevolmente si ritrova a fare da cavia. Un anedotto che si racconta è quello del grande micologo italiano, l’abate Giacomo Bresadola che alla seconda metà dell’800 offriva ai propri confratelli i funghi da lui raccolti per poi classificarli nelle sue opere micologiche in funghi buoni o velenosi!

E’ auspicabile che sull’intero territorio nazionale siano attivati gli Ispettorati Micologici, collegati a livello regionale ed extra regionale e che siano a loro volta collegati con le banche dati dei centri antiveleni europei, solo così si potranno segnalare nuove specie “tossiche” .

Questa Segreteria Nazionale già da diverso tempo ha attivato sul nostro sito una piccola banca dati delle intossicazioni da funghi al fine di dare informazioni utili ai colleghi impegnati ogni giorno in questo delicato lavoro.


Segretario Generale Aggiunto

Referente Nazionale degli Ispettori Micologi Giovanni ROSSI

E-mail:micotec@libero.it



Scheda micotossicologica:
Specie = Tricholoma equestre

Periodo di latenza = 24-72 ore e più

Tossina = a tutt’oggi sconosciuta (nelle prove sperimentali tutti gli estratti del T. equestre si sono rivelati tossici per i topi, sia gli estratti con acqua, che quelli con cloroformio/metanolo)

Dose letale = 500 grammi di Tricholoma per tre giorni (pasti abbondanti e ripetuti)

Sintomatologia = senso di fatica e debolezza muscolare accompagnata da mialgia nelle prime 24-72 ore dopo l’ultimo pasto di funghi. La debolezza muscolare peggiora nell’arco di 3-4 ore con manifestazione di rigidità degli arti e presenza di urine di colore scuro accompagnato da eritema facciale, nausea lieve ma non vomito, intensa sudorazione. Possibilità di decesso.
(Fonte consultata: Bedry R. et al Brief Report Wild Mushroom Intoxication as a cause of Rhabdomyolsis )

ORDINANZA DEL MINISTRO DELLA SALUTE 20 agosto 2002

Divieto di raccolta, commercializzazione e conservazione del fungo epigeo denominato Tricholoma equestre.”



(GU n. 201 del 28-8-2002)

IL MINISTRO DELLA SALUTE

Vista la legge 30 aprile 1962, n. 283, recante disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 1980, n. 327, recante regolamento di esecuzione della legge 30 aprile 1962, n. 283, e successive modificazioni in materia di disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e dellebevande;

Visto il decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 155;

Vista la legge 23 agosto 1993, n. 352, recante norme quadro in materia di raccolta e commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 14 luglio 1995, n. 376 concernente la disciplina della raccolta e della commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati;

Visto in particolare l'art. 4, comma 1, che consente la commercializzazione delle specie di funghi freschi spontanei e coltivati elencate nell'allegato I;

Visto l'art. 9, comma 1, che consente la conservazione dei funghi sott'olio, sott'aceto, in salamoia, congelati, surgelati o altrimenti preparati elencati nell'allegato II;

Visto che nei citati allegati I e II e' presente il fungo epigeo denominato Tricholoma equestre;

Considerato che sono stati segnalati nella letteratura scientifica 12 casi di avvelenamento in Francia, con tre decessi, per rabdomiolisi, collegati al consumo del Tricholoma equestre;

Considerato che alcune regioni e province autonome hanno richiesto l'eliminazione del fungo epigeo Tricholoma equestre dalle liste positive di cui agli allegati I e II del decreto del Presidente della Repubblica n. 376/1995;

Visto il parere dell'Istituto superiore di sanita' del 3 luglio 2002 che ha proposto di eliminare, in via cautelativa, dagli allegati I e Il del decreto del Presidente della Repubblica n. 376/1995 il Tricholoma equestre, dopo aver consultato le piu' accreditate fonti scientifiche nel settore biomedico;

Considerato che occorre adottare, ai fini della tutela della salute pubblica, misure sanitarie cautelative urgenti;

Considerato che la modifica per via ordinaria del decreto del Presidente della Repubblica n. 376/1995 non consentirebbe un intervento tempestivo ai fini della tutela della salute pubblica;

Visto l'art. 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833;

Visto l'art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112

Ordina:

Art. 1.

1. La raccolta, la commercializzazione e la conservazione del fungo epigeo denominato Tricholoma equestre e' vietata su tutto il territorio nazionale.

La presente ordinanza sara' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ed entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione.



Roma, 20 agosto 2002

Il Ministro della salute

Girolamo Sirchia


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