Piero Cantoni Novus Ordo Missae e Fede Cattolica




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Capitolo

Ottavo




TESTI LITURGICI

A DIRETTO CONFRONTO

Al fine di valutare, come ci siamo proposti all'inizio del nostro lavoro, se fra il NOM e i riti protestanti – nonostante l'innegabile avvicinamento ecumenico – permanga una differenza essenziale, abbiamo esaminato soprattutto l'IGMR alla luce delle posizioni teologiche storiche dei riformatori. Abbiamo concluso per la permanenza dei punti discordanti fondamentali: sacrificio vero e proprio; presenza vera, reale, sostanziale; sacerdozio ministeriale e non soltanto comune. Occorre tuttavia verificare questo fatto anche nei riti concretamente celebrati, pur tenendo conto che un rito non è un trattato, e quindi non vi dobbiamo cercare queste differenze espresse con la precisione di un enunciato teologico. Già le abbiamo riscontrate in due pratiche rituali: la Messa celebrata dal solo sacerdote e il culto eucaristico extra Missam. A cui si potrebbe aggiungere l'applicazione della Messa per i defunti (solo la Prex eucharistica IV manca di una formula particolare per un defunto, mentre al n. 316 della IGMR si dice che «ogni Messa... è offerta tanto per i vivi quanto per i defunti»).

Innanzitutto vedremo, nelle parti essenziali che ci interessano, le liturgie «storiche» della Riforma: la liturgia di Lutero, quella di Calvino e quella di Cranmer. Quindi la liturgia di Taizé, come massimo avvicinamento, anche sul piano rituale alle posizioni cattoliche. Infine le tre nuove preghiere eucaristiche del NOM e le preghiere eucaristiche V e VI introdotte nel Rito Ambrosiano.

1. La liturgia eucaristica di Lutero145


Inizialmente Lutero cerca di interpretare i riti tradizionali nel senso della sua teologia. Nel De captivitate babylonica riconosce che soprattutto il Canone Romano ha un forte significato sacrificale.

Tuttavia pensa di potere interpretare le espressioni sacrificali come interamente riferite all'offerta del pane e del vino, materia del sacramento, o ai sacrifici spirituali dei cristiani, oppure alla preghiera, «sacrificio delle labbra».

«Anche le parole del canone sembrano esprimere questa opinione (l'erronea opinione che la Messa sia un sacrificio offerto a Dio), dove è detto: "Questi doni, queste offerte, questo santo sacrificio", e più giù: "questa offerta". Similmente in modo chiarissimo si chiede che riesca accetto a Dio il sacrificio, come fu gradito il sacrificio di Abele, ecc. Perciò Cristo viene definito vittima dell'altare. Concordano con queste opinioni le parole dei santi Padri, numerosi esempi ed una lunga tradizione costantemente mantenuta nel mondo intero. (...) Quali argomenti dunque contrapporremo al canone della messa e all'autorità dei Padri? Innanzitutto rispondo che, se non c'è niente da dire, è meglio negare tutto, piuttosto che considerare la messa come un'opera buona o un sacrificio, per non andare contro la parola di Cristo, perdendo insieme la fede con la messa. Tuttavia, per salvare gli argomenti dei Padri, diremo che dall'Apostolo (1 Cor 11, 18) apprendiamo come i cristiani erano soliti riunendosi per la messa portare con sé cibo e bevande che chiamavano collette, da distribuire ai poveri, seguendo l'esempio degli Apostoli (At 4,34); dalle collette si prendevano il pane e il vino destinati alla consacrazione. E poiché erano consacrati con parole e preghiere secondo il rito ebraico, per cui erano levati in alto, come si legge in Mosè, sono rimaste le parole e il rito di sollevare il pane e il vino in segno di offerta, pur essendo stato abolito da gran tempo l'uso di raccogliere i cibi e le bevande da offrire. (...) Perciò le parole sacrificio e offerta si devono riferire non al sacramento e al testamento di Cristo, ma alle collette. Perciò è rimasta la parola colletta per le preghiere fatte durante la messa.

Per il medesimo motivo è avvenuto che il sacerdote, dopo aver consacrato il pane e il calice, li innalzasse [rito dell'elevazione] non con l'intenzione di offrire a Dio qualche cosa, poiché neppure con una parola ricorda la vittima o l'offerta; è anche questo un resto del rito ebraico, per il quale si levavano in alto quelle offerte che venivano considerate accette a Dio insieme con il rendimento di grazie (...).

I sacerdoti, in questo secolo di rovina e di dannazione, stiano attenti, mentre celebrano la messa, innanzitutto a riferire le parole del canone maggiore e minore, con le collette che apertamente parlano di sacrificio, non al sacramento, ma al pane e al vino, oppure alle preghiere; ma quando il pane è stato benedetto e consacrato non può più essere offerto, ma viene ricevuto in dono da Dio ...»146.

In seguito però Lutero cercò di adattare il rito alle sue concezioni. Gli scritti nei quali si occupò in modo particolare della riforma liturgica sono i seguenti: Dell'ordine del servizio divino nella comunità («Von der Ordnung des Gottesdienstes in der Gemeinde») preparato nel 1523 per la comunità di Leisnig (Sassonia elettorale) che gli aveva chiesto un ordinamento per il culto pubblico; la Formula missae et communionis, del medesimo anno, composta per il predicatore Nicolaus Hausmann di Zwickau, che si era lamentato con lui della eccessiva varietà di forme liturgiche esistenti; e la Messa tedesca e ordine del servizio divino («Deutsche Messe und Ordnung des Gottesdienstes») del 1526.

La riforma liturgica di Lutero si risolve in una soppressione radicale del Canone; nel suo «Servizio divino» non si riscontra neppure la struttura di una preghiera eucaristica. Al suo posto (nella Deutsche Messe) c'è un prefazio, trasformato in una esortazione, con le parole dell'istituzione e della comunione. Il nucleo centrale della Messa, con uno schematismo che riflette meccanicamente la teologia eucaristica elaborata per es. nel De captivitate babylonica, consta di due parti: a) il testamento divino, cioè le parole dell'istituzione e b) la distribuzione del sacramento.

La struttura si articola così: Introito, Kyrie, Colletta, Epistola e Vangelo, Professione di fede, Omelia, Parafrasi del Pater, Azione eucaristica (testamento e distribuzione), Inno eucaristico, Sanctus, Colletta e benedizione.

Riporto qui di seguito la parafrasi del Pater e l'azione eucaristica che – nella Deutsche Messe – sostituiscono l'offertorio e la Preghiera eucaristica della Messa cattolica. Le rubriche sono in corsivo:

Dopo la predica deve seguire una parafrasi pubblica del Padre Nostro e una monizione per quelli che vogliono ricevere il sacramento, nel modo che segue o in un modo migliore.

Segue una predica che sta al posto dell'Offertorio e del Prefazio della Messa Romana. Riportiamo solo la fine

.. D'altra parte vi ammonisco nel Cristo, affinché accogliate con retta fede il testamento di Cristo e soprattutto le parole, nelle quali Cristo ci dà il suo corpo e il suo sangue per la remissione. Prendetele saldamente nel cuore, affinché vi ricordiate dell'amore gratuito che ci ha dimostrato, salvandoci tramite il suo sangue dall'ira divina e dalla morte e dall'inferno e quindi prendiate esteriormente il pane e il vino, cioè il suo corpo e il suo sangue, come vostra assicurazione e pegno. Dopo di che vogliamo compiere ed usare il suo testamento nel suo nome e dietro suo ordine mediante le sue proprie parole.

... Ma l'ammonizione può diventare una pubblica confessione.

actio eucharistica

Poi segue l'azione [das Amt] e cioè nel modo che segue.

exemplum

Nostro Signore Gesù Cristo nella notte in cui fu tradito, prese il pane, ringraziò e lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli e disse: Prendete e mangiate. Questo è il mio corpo, che viene dato per voi. Tutte le volte che fate questo, lo fate in memoria di me. Lo stesso fece col calice dopo la cena e disse: Prendete e bevetene tutti, questo è il calice, un nuovo testamento nel mio sangue che viene sparso per voi in remissione dei peccati. Tutte le volte che fate questo bevete in memoria di me.

La differenza appare con evidenza nell'assenza totale di Preghiera eucaristica e quindi di riferimento sacrificale.

Quello che Lutero ha inteso principalmente eliminare perché particolarmente scomoda per la sua teologia è l'anamnesi offerta: «Unde et memores ... offerimus ...»147, oltre che, naturalmente, le preghiere dell'offertorio: «Suscipe, sancte Pater» e «offerimus tibi, Domine, calicem salutaris ...».

L'anamnesi-offerta rimane però nelle tre preghiere eucaristiche nuove, dando un chiaro e inequivocabile significato sacrificale all'azione eucaristica. Per rendersi conto di come ci si allontani qui sostanzialmente dalla teologia di Lutero, basta confrontare l'anamnesi –offerta della Preghiera II (la più povera di significati sacrificali): «Celebrando il memoriale (...) ti offriamo, Padre, il pane della vita e il calice della salvezza ...», con la chiara posizione luterana: «Quando il pane è stato benedetto o consacrato non può più essere offerto ma viene ricevuto in dono da Dio»148.

Lutero avrebbe respinto questa formula con lo stesso vigore con cui respinse l'«Unde et memores ...», perché, pur nella sua povertà, racchiude il nocciolo della posizione cattolica. Si possono lecitamente rimpiangere le ricchezze delle preghiere offertoriali soppresse e l'insistenza delle non inutili ripetizioni, dobbiamo però riconoscere che le nuove preghiere intendono accompagnare ed esprimere l'offerta di un sacrificio.

In alcune forme liturgiche luterane attuali la preghiera eucaristica ha fatto la sua ricomparsa, tuttavia sempre con riferimenti precisi alle posizioni tipiche del luteranesimo: enfasi particolare nel sottolineare l'unicità e la sufficienza del sacrificio della Croce, pane e vino come «segno della presenza di Cristo», presenza di Cristo «nel pane e nel vino» o «sotto il pane e il vino», ecc.149.

Così, per esempio, nell'attuale liturgia valdese (che ha però come principale fonte di ispirazione la teologia di Calvino), se ha fatto la sua ricomparsa una formula che riecheggia l'anamnesi-offerta, essa non esce dallo schema luterano del testamento-comunione: «Noi vogliamo ora commemorare il sacrificio del nostro Salvatore, partecipando alla comunione del suo corpo e del suo sangue nella celebrazione della santa cena».

L'anamnesi si consuma interamente nella comunione, mentre, se di offerta si può parlare, essa è soltanto la offerta riconoscente della nostra vita»150 intesa come ben distinta da quella di Cristo Salvatore. Così, in un'altra formulazione: «Commemorando il sacrificio unico e perfetto del Signore nostro Gesù Cristo sulla croce, nella gioia della risurrezione e nell'attesa della sua venuta, ti offriamo noi stessi in sacrificio vivente e santo ...»151. Il sacrificio attualmente offerto è dunque il sacrificio vivente e santo di Rm 12, 1, non il sacrificio unico e perfetto di Cristo presente sotto i segni sacramentali.

2. La liturgia eucaristica di Calvino152


Per Calvino la predicazione è l'unico mezzo di grazia che comunica la salvezza, mentre i sacramenti si limitano a confermarla. La sua riforma liturgica sfocia quindi naturalmente in un culto tutto incentrato sulla predicazione.

La struttura che prende il «Servizio divino» con la riforma di Calvino (1553) è la seguente: 1) Preghiera per la Chiesa; 2) Lettura della narrazione dell'istituzione secondo Paolo; 3) Scomunica dei peccatori scellerati; 4) Esortazione sulla dottrina della Cena; 5) Comunione; 6) Ringraziamento; 7) Benedizione finale.

Riportiamo il testo del racconto dell'istituzione con la rubrica che l'accompagna.

Poi, dopo aver fatto le preghiere e la confessione di fede per testimoniare a nome del popolo che tutti vogliono vivere e morire nella dottrina e religione cristiana, dice ad alta voce:

Ministro: Ascoltiamo come Gesù Cristo ci ha istituito la sua santa Cena secondo che san Paolo lo racconta nell'undicesimo capitolo della prima ai Corinti ...

Segue il testo di 1 Cor 11, 23-29 che costituisce l'«anamnesi».

È evidente il totale prevalere dell'aspetto di narrazione e quindi di memoria puramente soggettiva.

Significative, fra tante altre, anche queste espressioni, contenute nell'esortazione:

Eleviamo i nostri spiriti in alto, dove è Gesù Cristo nella gloria del suo Padre e dove l'attendiamo in nostra redenzione. E non ci attardiamo su questi elementi terreni e corruttibili, che vediamo con gli occhi e tocchiamo con le mani, per cercarlo qui, come se fosse imprigionato nel pane e nel vino ... Contentiamoci dunque, d'avere il pane e il vino per segni e testimonianze, cercando spiritualmente la verità dove la parola di Dio promette che la troveremo.

3. La liturgia eucaristica di Cranmer153


La liturgia di Cranmer è la liturgia anglicana introdotta col decreto di Edoardo VI (1547), dopo l'approvazione del senato (21 gennaio 1549), nel «Book of the common prayer and administration of the sacraments and other rites and ceremonies of the churche after the use of the churche of England». In questa prima edizione Cranmer si ispira agli ordinamenti luterani e zwingliani. Ne risulta un servizio liturgico con questa struttura: Introito e Kyrie, Gloria, Collette, Lezioni e professione di fede, Omelia o esortazione alla comunione, Offertorio, Prefazio, Preghiera eucaristica, Anamnesi, Preghiera domenicale, Rito della pace, Confessione prima della comunione, Invocazione dell'assoluzione, Preghiera prima della comunione, Comunione sotto le due specie, Canto alla comunione, Rendimento di grazie dopo la comunione, Benedizione del popolo.

Non c'è elevazione né ostensione del Sacramento per i fedeli. Nella II edizione del Prayer Book sono eliminate anche le intercessioni che, tolte dal canone, si riducono alla preghiera dei fedeli e viene soppressa anche l'anamnesi. Anamnesi che tuttavia, anche nella I edizione, rispondeva alla dottrina teologica di Zwinglio, che è quella che accentua maggiormente il carattere soggettivo del memoriale.

Ecco la preghiera eucaristica (le sottolineature sono nostre):

È veramente cosa degna e giusta, nostro dovere rendere grazie in ogni tempo e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Per questo, con gli angeli e gli arcangeli, e con tutta la santa compagnia dei cieli, noi lodiamo ed esaltiamo il tuo nome glorioso, lodandoti senza fine e dicendo Santo, santo, santo, il Signore Dio degli eserciti. Il cielo e la terra sono pieni della tua gloria! Osanna nel più alto dei cieli. Benedetto è colui che viene nel nome del Signore: Gloria a te, o Signore, nei cieli altissimi.

Dio onnipotente e da sempre vivente, che, per mezzo dei tuoi santi apostoli, ci hai insegnato a rivolgerti preghiere e suppliche e a rendere a te grazie per tutti gli uomini: noi umilmente ti supplichiamo di ricevere nella tua grande misericordia queste preghiere che noi offriamo alla tua divina maestà, supplicandoti di ispirare continuamente la chiesa universale con lo Spirito di verità, di unità e di concordia; accorda a tutti coloro che confessano il tuo santo nome di intendersi nella verità della tua santa parola e di vivere nell'unità e nell'amore divino.

In modo particolare, noi ti preghiamo di salvare e difendere il tuo servo Edoardo nostro re, in modo che sotto di lui possiamo essere governati nella pietà e nella tranquillità. Accorda a tutto il suo Consiglio e a tutti coloro che egli ha provvisto di autorità sotto di sé di amministrare la giustizia vera ed equa, per punire la malvagità e il vizio e mantenere la divina religione e la virtù.

O Padre celeste, dona a tutti i vescovi, pastori e parroci la grazia, sia per la loro vita sia per la loro dottrina, di esporre la tua parola vivente e veritiera e di amministrare degnamente e fedelmente i tuoi sacramenti; e a tutto il popolo dona la tua grazia celeste perché, con cuore umile e conveniente riverenza, esso ascolti e riceva la tua santa parola, servendoti veramente nella santità e nella giustizia per tutti i giorni della vita. Noi ti supplichiamo molto umilmente, o Signore, di consolare e soccorrere nella tua bontà tutti coloro che, in questa vita passeggera sono nel turbamento, nelle preoccupazioni, nelle necessità, nella malattia o in qualsiasi altra avversità. Specialmente raccomandiamo alla tua bontà misericordiosa questa comunità, qui radunata nel tuo nome per celebrare la commemorazione della gloriosissima morte del tuo Figlio. E ti rendiamo la più alta lode e le più sincere azioni di grazie per la grazia e la virtù meravigliosa che hai fatto risplendere nei tuoi santi fin dall'inizio del mondo; prima di tutto nella gloriosa e sovranamente beata Vergine Maria, Madre del tuo Figlio Gesù Cristo, nostro Signore e Dio e nei santi patriarchi, profeti, apostoli, e martiri: sia tua volontà, o Signore, accordarci di seguire i loro esempi, la loro fermezza nella tua fede, e di osservare i tuoi santi comandamenti.

Raccomandiamo alla tua misericordia, o Signore, tutti gli altri tuoi servitori, che ci hanno lasciati con il segno della fede e ora riposano del sonno della pace: accorda loro, te ne supplichiamo, la tua misericordia e la pace eterna; nel giorno della risurrezione generale noi e tutti coloro che appartengono al corpo mistico del tuo Figlio, potremo essere messi insieme alla tua destra e sentire la sua gioiosa parola: Venite a me, o voi, benedetti del Padre mio: possedete il regno che vi è stato preparato fin dall'inizio del mondo; accordacelo, o Padre, per l'amore di Gesù Cristo, nostro unico mediatore e avvocato.

O Dio, Padre celeste, nella tua commovente misericordia, ci hai dato il tuo unico Figlio Gesù Cristo perché soffrisse la morte sulla croce per la nostra redenzione: egli vi ha compiuto (con la sua unica oblazione offerta una sola volta) un pieno, perfetto e sufficiente sacrificio, oblazione e soddisfazione per i peccati del 'mondo intero; ha istituito e ci ha comandato nel suo santo vangelo di celebrare una perenne memoria della sua preziosa morte fino a che egli ritorni; ascoltaci, o Padre misericordioso, te ne supplichiamo e, con il tuo Spirito santo e con la tua parola, sia tua volontà benedire e santificare i tuoi doni qui presenti, queste creature di pane e di vino, in modo che essi siano per noi il corpo e il sangue del tuo dilettissimo Figlio Gesù Cristo. Egli, nella notte in cui fu tradito, prese del pane e, avendolo benedetto e reso grazie, lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli dicendo: Prendete e mangiate: questo è il mio corpo dato per voi; fate questo in memoria di me. Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese la coppa e, avendo reso grazie, la diede loro dicendo: Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue del nuovo testamento, sparso per voi e per molti in remissione dei peccati: fate questo, tutte le volte che ne berrete, in memoria di me. Per questo, o Signore e Padre celeste, secondo l'istruzione del tuo dilettissimo Figlio, salvatore nostro Gesù Cristo, noi tuoi umili servi, celebriamo e facciamo, alla presenza della tua divina maestà, con questi santi doni che vengono da te, il memoriale che il tuo Figlio ha voluto che noi compissimo, ricordando la sua beata passione, la sua possente risurrezione e la sua gloriosa ascensione, rendendo a te le nostre più sincere azioni di grazie, per i benefizi innumerevoli che egli ci ha così procurati, desiderando solamente dalla tua bontà paterna che voglia accettare misericordiosamente questo nostro sacrificio di lode e di azione di grazie: supplicandoti molto umilmente di accordare, per i meriti e la parte del tuo Figlio Gesù Cristo, e per la fede nel suo sangue, che noi e la tua chiesa intera, possiamo ottenere la remissione di tutti i nostri peccati e tutti gli altri benefici della sua passione.

E noi, o Signore, qui ti offriamo e ti presentiamo, noi stessi, le nostre anime, i nostri corpi come sacrificio conveniente, santo e vivente ai tuoi occhi, supplicandoti umilmente che tutti coloro che parteciperanno alla tua santa comunione possano ricevere degnamente il preziosissimo corpo e sangue del tuo Figlio Gesù Cristo, possano essere ripieni della tua grazia e della tua benedizione celeste ed essere fatti un solo corpo con il tuo Figlio Gesù Cristo in modo che egli dimori in essi ed essi in lui.

E sebbene noi siamo indegni (per i nostri numerosi peccati) di offrirti qualunque sacrificio, tuttavia ti supplichiamo di accettare questo nostro doveroso servizio, e di comandare che queste preghiere e suppliche, per il ministero dei tuoi santi angeli, siano portate fino al tuo santo tabernacolo, davanti alla tua divina maestà, non avendo riguardo ai nostri meriti, ma perdonandoci le nostre offese: per Cristo nostro Signore, per il quale, e con il quale siano a te, o Padre onnipotente, nell'unità dello Spirito santo, ogni onore e gloria, nei secoli dei secoli. Amen.

Si noti l'enfasi con cui si sottolinea l'unicità e la sufficienza del sacrificio di Cristo, contrapposta alla memoria che viene ora celebrata. Termini come memoria, commemorazione, ricevono incontestabilmente dal contesto teologico in cui sono immersi e da cui nascono un senso di semplice ricordo soggettivo. La «nuda commemorazione» appunto, condannata da Trento.

I presupposti teologici traspaiono dalle formule liturgiche: che cosa vien offerto nella celebrazione eucaristica? Non il sacrificio di Cristo la cui «unica oblazione» è stata «offerta una sola volta». Il sacrificio che attualmente si compie è «di lode e di azione di grazie» e consiste nell'offerta di «noi stessi, le nostre anime, i nostri corpi» e di «queste preghiere e suppliche». Si confronti la preghiera «ti supplichiamo ... di comandare che queste preghiere e suppliche, per il ministero dei tuoi santi angeli ...» con il «supplices te rogamus» del Canone Romano (a cui certamente si ispira): nel Canone Romano quello che l'angelo deve portare davanti alla maestà divina è «la vittima pura, santa e immacolata, pane santo della vita eterna e calice dell'eterna salvezza», che trova il suo tipo nei sacrifici di Abele, Abramo e Melchisedech; nella preghiera di Cranmer sono soltanto «queste preghiere e suppliche» ... Il memoriale di cui si parla è dunque vuoto della Divina Vittima che rinnova la sua offerta e si risolve in una preghiera-ricordo.

Questa influenza zwingliana si è fatta sentire anche nelle confessioni protestanti nate in seno all'anglicanesimo.

Ecco come si esprime per es. Alexander McLuren, uno dei massimi predicatori battisti del secolo XIX: «Tutte le teorie circa il significato e il valore del servizio di comunione vanno rinchiuse dentro quell'unica parola [in memoria]: si tratta di un rito commemorativo, e assolutamente niente di più»154. In moltissimi casi dunque l'espressione «memoriale», nel contesto liturgico del protestantesimo anglosassone, deve essere letta tenendo conto di questa pesante ipoteca dottrinale.

Recentemente c'è stata, è vero, una certa riscoperta della nozione tradizionale. Per es., sempre in campo battista, «nella guida esplicativa sulla cena del Signore data in The Lord's Supper [pubblicazione del 1981 della Unione battista inglese] viene ricordato che la parte della liturgia della cena chiamata Words of Institution (parole dell'istituzione) "corrisponde a quella che è stata tradizionalmente conosciuta come l'anamnesi o memoriale. Il memoriale, però, è assai più che un ricordare eventi del passato (...). Esso, piuttosto, richiama ciò che appartiene al passato e proclama la sua potenza vivente per il presente ... Il memoriale ripete davanti alla congregazione lo spezzamento del corpo di Cristo e il versamento del suo sangue mediante il quale noi siamo redenti ora. È per questo che la morte e la resurrezione sono tanto strettamente unite come simbolo e come presenza. Sono una sola cosa nel sacramento. La storia diventa presente, il Cristo crocifisso è in questo momento presente in mezzo al suo popolo, la potenza salvifica del Signore è visibile ora per tutti coloro che la vogliono vedere"»155.

Tuttavia, l'anamnesi è sempre nel contesto della comunione: «prendi questo pane nel ricordo...»156 e non comprende in sé l'«offerimus». A Dio sono offerte «le nostre anime e i nostri corpi in sacrificio vivente»157, mentre il corpo e il sangue di Gesù Cristo sono solo ricevuti.



4. La liturgia di Taizé158


La punta dell'avvicinamento ecumenico protestante alle posizioni cattoliche in campo liturgico è certamente rappresentata dalla liturgia di Taizé.

Riportiamo solo la preghiera eucaristica. Le sottolineature sono nostre.


Epiclèse

O notre Père, Dieu des forces du ciel,

rempli de ta gloire

notre sacrifice de louange


+


cette offrande,

benis-la, achève-la, accepte-la

comme la figure

du sacrifice unique de notre Seigneur

+


envoie ton Saint-Esprit

sur nous et notre eucharistie:

consacre ce pain au corps du Christ

et cette coupe au sang du Christ;

que le Saint-Esprit createur

accomplisse la parole de ton Fils bien-aimé



Institution


qui, dans la nuit où il fut livré,

prit du pain,

et, après avoir rendu grâces, le rompit

et le donna à ses disciples en disant:

prenez, mangez,

ceci est mon corps donné pour vous;

faites ceci en mémorial de moi.

+


De même, après avoir soupé,

il prit la coupe,

et, après avoir rendu grâces,

la donna à ses disciples en disant:

buvez-en tous,

cette coupe est la Nouvelle Alliance

en mon sang,

repandu pour vous, pour une multitude,

pour la rémission des pechés;

toutes les fois que vous en boirez.

Faites ceci en mémorial de moi.

+


Ainsi, toutes les fois

que nous mangeons ce pain

et que nous buvons cette coupe,

nous proclamons la mort du Seigneur,

jusqu'à ce qu'il revienne.

Mémorial


C'est pourquoi, Seigneur,

nous accomplissons dévant toi

le mémorial de l'Incarnation

et de la Passion de ton Fils,

de sa Résurrection du séjour des morts,

de son Ascension dans la gloire des cieux,

de son intercession perpétuelle

en notre faveur;

nous attendons et nous implorons son rétour.

+


Tout vient de toi et notre seule offrande

est de rappeler tes merveilles et tes dons.

+


Aussi, nous te présentons, Seigneur de gloire,

comme notre action de grâce

et notre intercession,

les signes du sacrifice éternel du Christ,

unique et parfait, vivant et saint,

le pain de la vie qui descend du ciel et

la coupe du répas en ton royaume


+


dans ton amour et ta miséricorde

accueille notre louange et notre prière

dans le Christ,



comme tu as bien voulu accepter

les présents de ton serviteur Abel le juste,

le sacrifice d'Abraham notre père

et celui de Melchisédech,

ton souverain prêtre.

Invocation


Nous t'en supplions, Dieu tout-puissant,

fais porter cette prière,

par les mains de ton Ange,

là-haut, sur ton autel, en ta présence;

et quand nous récevrons,

n communiant à cette table,

le corps et le sang de ton Fils,

puissions-nous tous être remplis du Saint-Esprit,

comblés des grâces

et des bénédictions du ciel,

par le Christ, notre Sauveur.

Conclusion


Par lui, Seigneur, toujours

tu crées, tu sanctifies, tu vivifies, tu bénis

et tu nous donnes tous tes biens.

+


Par lui,

et avec lui,

et en lui,

te sont rendus,

Père tout-puissant

dans l'unité du Saint-Esprit,

tout honneur et toute gloire,

à travers tous les siècles des siècles.



T Amen.

Il tentativo di avvicinamento al cattolicesimo è innegabile: se non altro per l'insistenza con cui ricorrono i termini «oblazione» e «sacrificio». Basta fare il confronto con la liturgia di Calvino («frère» Thurian, vice-priore di Taizé, è calvinista). Tuttavia rimaniamo (purtroppo) nell'ambito della concezione protestantica. L'offerta eucaristica non è che la «figura del sacrificio unico di Cristo». Una figura vuota, perché «la nostra sola offerta è di ricordare le tue meraviglie e i tuoi doni». Ciò che viene presentato non è lo stesso sacrificio di Cristo, ma «i segni del sacrificio eterno di Cristo». Come la liturgia di Cranmer, anche quella di Taizé riprende alcune espressioni del Canone Romano: il parallelismo che ne deriva permette di stabilire un confronto in cui la differenza teologica si staglia in modo nettissimo. Riportiamo i due testi a fronte (quello del Canone Romano nell'attuale traduzione italiana).




Canone Romano

Taizé







... offriamo alla tua maestà divina,




tra i doni che ci hai dato,




la vittima, pura, santa e immacolata,




pane santo della vita eterna




e calice dell'eterna salvezza.




Volgi sulla nostra offerta

Dans ton amour et ta miséricorde

il tuo sguardo sereno e benigno,

accueille notre louange et notre prière

come hai voluto accettare

dans le Christ,

i doni di Abele, il giusto,

comme tu as bien voulu accepter

il sacrificio di Abramo, nostro padre nella

les présents de ton serviteur Abel le juste,

[fede

le sacrifice d'Abraham notre père

e l'oblazione pura e santa

et celui de Melchisédech,

di Melchisedech, tuo sommo sacerdote

ton souverain prêtre,

Ti supplichiamo, Dio onnipotente:

Nous t'en supplions, Dieu tout-puissant,

fa' che questa offerta

fais porter cette prière,

per le mani del tuo angelo santo,

par les mains de ton ange,

sia portata sull'altare del cielo

là-haut, sur ton autel, en ta présence ...

davanti alla tua maestà divina...



Questa differenza teologica, sebbene in modo molto meno definito, permane anche nel confronto con le nuove preghiere eucaristiche. Ciò che viene offerto non è una semplice preghiera, ma il Corpo e il Sangue di Cristo e il suo sacrificio159.

II. «Ti offriamo, Padre, il pane della vita e il calice della salvezza ... Per la comunione al corpo e al sangue di Cristo lo Spirito Santo ci riunisca in un solo corpo».

III. «Ti offriamo, Padre, in rendimento di grazie questo sacrificio vivo e santo. Guarda con amore e riconosci nell'offerta della tua Chiesa, la vittima immolata per la nostra redenzione; e a noi, che ci nutriamo del corpo e sangue del tuo Figlio, dona la pienezza dello Spirito Santo perché diventiamo in Cristo un solo corpo e un solo spirito».

IV. «Ti offriamo il suo corpo e il suo sangue, sacrificio a te gradito, per la salvezza del mondo».

5. Le nuove preghiere eucaristiche


Tralasciamo la I Preghiera eucaristica, perché si tratta del vecchio Canone Romano. È vero che sono state introdotte modifiche, però – a parte la formula di consacrazione – riguardano tutte punti di dettaglio. Sono stati soppressi 24 segni di croce, le genuflessioni (nell'ambito del canone) sono state portate da 5 a 2, inoltre la conclusione delle singole preghiere (per Christum Dominum nostrum) è stata resa facoltativa in latino e soppressa nella traduzione italiana.

La formula consacratoria merita un discorso a parte. Ecco i due testi a fronte:




Formula antica

Formula nuova







Hoc est enim Corpus meum

Hoc est enim Corpus meum, quod




pro vobis tradetur







Hic est enim Calix Sanguinis

Hic est enim calix Sanguinis

mei, novi et aeterni testamenti:

mei novi et aeterni Testamenti,

mysterium fidei: qui pro vobis

qui pro vobis et pro multis

et pro multis effundetur

effundetur in remissionem

in remissionem peccatorum.

peccatorum.







Haec quotiescumque feceritis,

Hoc facite in meam

in mei memoriam facietis.

commemorationem.

«L'espressione Mysterium Fidei, tolta dal contesto delle parole di Cristo Signore, e detta dal sacerdote, serve da introduzione all'acclamazione dei fedeli» (Missale Romanum). L'acclamazione, che si presenta in tre versioni alternative, esprime l'aspetto «prognostico» dell'eucaristia.

La modifica di una formula di consacrazione di uso plurisecolare è certamente un fatto non trascurabile. Ci si può chiedere quale sia stata la gravissima ragione che ha costretto ad un simile intervento: i cambiamenti, quanto più toccano materie delicate, tanto più devono essere solidamente motivati. Nella Missale Romanum, oltre ad imprecisati «motivi di ordine pastorale», si adduce il «fine di facilitare la Concelebrazione». La cosa rimane, almeno per noi, misteriosa.

Quello che soprattutto conta, però, è che il cambiamento avvenuto è accidentale e non sostanziale. L'essenza della forma sacramentale non è toccata.

Che cosa è cambiato? I mutamenti sono quattro:

1) alla formula di consacrazione del pane è stato aggiunto «quod pro vobis tradetur», espressione tolta da 1 Cor 11, 24;

2) l'inciso Mysterium fidei viene spostato fuori dalla formula vera e propria e introduce una acclamazione di carattere escatologico;

3) il comando di Cristo viene riportato secondo i termini della S. Scrittura (Lc 22,19 e 1 Cor 11, 24);

4) «Pro multis» nelle traduzioni diventa, generalmente, «per tutti».

Nessuno di questi cambiamenti tocca l'essenza della forma. Infatti, secondo l'opinione comune dei teologi (compreso san Tommaso) la forma essenziale è «Hoc est corpus meum», «Hic est calix sanguinis mei» (o anche: «Hic est sanguis meus»). Alcuni tomisti sostengono che le parole che seguono la formula consacratoria del vino sono anch'esse essenziali, perché esprimono il fine propiziatorio del sacrificio160 (16). Nell'ipotesi della verità dell'una o dell'altra tesi la nuova formula contiene sempre l'essenziale. Anzi, il «quod pro vobis tradetur» rinforza il significato propiziatorio (l'espressione è presente anche in altre liturgie venerabili). Il Mysterium f idei non è, con tutta evidenza, essenziale, non tanto perché non ricorre nella Scrittura, quanto perché è assente da altre liturgie venerabili161. Anche l'acclamazione escatologica (di origine paolina: 1 Cor 11, 26) non fa difficoltà: «Cristo non ha concluso l'epopea della salvezza; l'ha soltanto inaugurata. Essa è sempre in corso, in attesa del suo compimento nel regno dei cieli. Questa è la vera conclusione del processo salvifico, in Dio. Nella revisione del testo arcaico [del Canone Romano] secondo il De Sacramentis, la clausola escatologica finale paolina, comune a tutte le liturgie, è stata omessa; il Canone ambrosiano l'ha mantenuta e largamente sviluppata: "Haec quotiescumque feceritis, in meam commemorationem facietis..., adventum meum sperabitis, donec iterum de coelis veniam ad vos". La clausola si trovava ancora nel testo gregoriano del Messale di Stowe, ma poi scomparve per motivi che non conosciamo»162.

Quanto al «pro multis» e «per tutti» bisogna considerare due cose:

a) Questa espressione è presa dalla Scrittura (il Catechismo del Concilio di Trento dice: «Le parole: per voi e per molti, prese separatamente da Matteo (26, 28) e da Luca (22, 20), sono riunite dalla santa Chiesa, ispirata da Dio, per esprimere il frutto e l'utilità della passione», n. 216, p. 261), è dunque nel contesto biblico che bisogna innanzitutto cercare il suo significato pieno. Ora, tutti gli interpreti cattolici, soprattutto dopo gli abusi dei predestinaziani e dei calvinisti, sono d'accordo nel vedere in questa espressione un equivalente di «pro omnibus» o, meglio ancora, una espressione con un significato piuttosto indefinito: «per una moltitudine»163. Nella spiegazione del catechismo tridentino: «con ragione ... non è stato detto: per tutti, trattandosi qui soltanto dei frutti della passione, la quale apporta salute soltanto agli eletti» dobbiamo dunque vedere soltanto una ragione di convenienza, non di necessità. Si può dire convenientemente «per molti», ma non è affatto sbagliato dire «per tutti», perché Cristo è morto per tutti.

b) In molti testi liturgici antichi si trova nel «Qui pridie» l'inciso «pro nostra omniumque salute» o formule equivalenti. Questa espressione è rimasta nel rito ambrosiano fino ai nostri giorni. Questo mostra bene che l'espressione «pro multis» conserva nel contesto liturgico il significato largo e indefinito che ha in quello biblico.

Naturalmente ci si può chiedere se questa traduzione non può portare acqua al mulino di quell'esagerato ottimismo salvifico che c'è oggi nell'aria (ottimismo del tutto antiscritturistico). È necessario dunque spiegare accuratamente che il «per tutti», nell'indefinita formula biblica, sottolinea il piano della redenzione oggettiva (la salvezza è alla portata di tutti, perché Cristo ha meritato in modo sovrabbondante per tutti), mentre lascia in ombra quello della redenzione soggettiva, che comporta la cooperazione dei singoli ... Così come deve essere spiegato il «pro multis», per evitare che sia inteso in senso giansenistico e fatalistico.

La II Prex eucharistica è quella che ha sollevato (e solleva) più problemi. Il riferimento sacrificale è in essa veramente assai tenue. Generalmente, nel rispondere alle critiche, ci si è accontentati di trincerarsi dietro l'origine venerabile per antichità di questa preghiera. Così argomenta p. Congar: «... è del tutto inesatto che le nuove preghiere eucaristiche mettano in ombra o perfino ignorino l'idea di sacrificio. Il termine stesso figura due volte nell'offertorio; l'accenno è ancora più formale nelle preghiere eucaristiche terza e quarta. Quanto alla seconda, si noti che è presa quasi letteralmente dal più antico testo liturgico conosciuto, quello della Tradizione apostolica di sant'Ippolito (inizio del III secolo). Quello stesso Ippolito che, dopo essersi opposto al papa Callisto da lui accusato d'essere troppo indulgente coi peccatori, si ritrovò con il successore di questo pontefice, s. Ponziano, condannato come lui per la fede, ad essere deportato in Sardegna!»164. Basta un confronto, anche superficiale, con l'antica anafora per rendersi conto di cosa valga questo argomento165. Anche p. Lanne, che non può certamente essere annoverato fra gli avversari della riforma liturgica, rileva che «nella nuova anafora romana... quanto si riferisce all'opera salvatrice di Cristo è stato arbitrariamente abbreviato perché male si adattava alla mentalità moderna. Cristo con la sua Passione libera coloro che credono in lui; egli ha spezzato i vincoli del diavolo, calpestato l'inferno, illuminato i giusti ... Il testo ippolitiano dice: "Et petimus ut mittas spiritum tuum sanctum in oblationem sanctae ecclesiae, in unum congregans de omnibus qui percipiunt sanctis in repletionem spiritus sancti ad confirmationem fidei in veritate ut ..." ... È stata ritenuta... la domanda perché coloro che partecipano al Corpo e al Sangue di Cristo siano uniti come una sola cosa mediante lo Spirito Santo, mentre è scomparso l'oggetto di questa unione per opera dello Spirito: la confermazione della fede nella verità. Si noterà che questa soppressione corrisponde a quella fatta poco prima nella commemorazione dei vari elementi dell'opera salvatrice di Cristo: la Passione libera coloro che credono in lui. Per ben due volte quindi in questa anafora d'Ippolito la fede viene posta al primo piano, mentre è scomparsa nel nuovo testo. Tutta l'eucaristia come proclamazione della fede risente di una certa incrinatura»166.

Tuttavia, benché tenue, il riferimento sacrificale, che specifica quel «celebrando il memoriale del Signore» c'è. Lo sottolineiamo nel testo. Per apprezzarlo nel suo valore, conviene considerare che si tratta di un'aggiunta rispetto all'antica anafora di sant'Ippolito e confrontarlo coll'analoga espressione del Canone Romano: «Ti offriamo... la vittima pura, santa e immacolata, pane santo della vita eterna e calice dell'eterna salvezza».


Padre veramente santo,

fonte di ogni santità,

santifica questi doni

con l'effusione del tuo Spirito,

perché diventino per noi

il corpo e + il sangue di Gesù Cristo

nostro Signore.

Egli, offrendosi liberamente alla sua passione,

prese il pane e rese grazie,

lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli, e disse:


prendete, e mangiatene tutti:

questo è il mio corpo

offerto in sacrificio per voi.
Dopo la cena, allo stesso modo,

prese il calice e rese grazie,

lo diede ai suoi discepoli, e disse:
prendete, e bevetene tutti:

questo è il calice del mio sangue

per la nuova ed eterna alleanza,

versato per voi e per tutti

in remissione dei peccati.
fate questo in memoria di me.
Mistero della fede
Il popolo acclama dicendo:

1. Annunziamo la tua morte, Signore,

proclamiamo la tua risurrezione,

nell'attesa della tua venuta.


Oppure:

2. Ogni volta che mangiamo di questo pane

e beviamo a questo calice

annunziamo la tua morte, Signore,

nell'attesa della tua venuta.
Oppure:

3. Tu ci hai redenti con la tua croce

e la tua risurrezione:

salvaci, o salvatore del mondo.


Celebrando il memoriale

della morte e risurrezione del tuo Figlio,



ti offriamo, Padre,

il pane della vita e il calice della salvezza,

e ti rendiamo grazie

per averci ammessi alla tua presenza

a compiere il servizio sacerdotale.


Ti preghiamo umilmente:

per la comunione

al corpo e al sangue di Cristo

lo Spirito Santo ci riunisca in un solo corpo.
Ricordati, Padre, della tua Chiesa

diffusa su tutta la terra:

rendila perfetta nell'amore

in unione con il nostro Papa N.,

il nostro Vescovo N.,

tutto l'ordine sacerdotale.


Formula particolare per un defunto (omessa)

Ricordati dei nostri fratelli,

che si sono addormentati

nella speranza della risurrezione,

e di tutti i defunti che si affidano alla tua clemenza:

ammettili a godere la luce del tuo volto.

Di noi tutti abbi misericordia:

donaci di aver parte alla vita eterna,

insieme con la beata Maria,

Vergine e Madre di Dio,

con gli apostoli e tutti i santi,

che in ogni tempo ti furono graditi:

e in Gesù Cristo tuo Figlio

canteremo la tua gloria.


Per Cristo, con Cristo e in Cristo,

a te, Dio Padre onnipotente,

nell'unità dello Spirito Santo,

ogni onore e gloria

per tutti i secoli dei secoli.
Anche nelle preghiere III e IV la «celebrazione del memoriale» viene specificata come attuale offerta di un sacrificio. Questo sacrificio poi non è altro che il sacrificio stesso di Cristo (III: «riconosci nell'offerta della tua Chiesa, la vittima immolata per la nostra redenzione»; IV: «guarda con amore... la vittima che tu stesso hai preparato per la tua Chiesa»). Le espressioni «vittima immolata per la nostra redenzione», «sacrificio di riconciliazione», «sacrificio a te gradito per la salvezza del mondo» indicano inequivocabilmente il fine propiziatorio del sacrificio, anche se non con la stessa forza e lo stesso nitore del «Suscipe sancte Pater...» dell'antico offertorio o dei passi equivalenti del Canone Romano («salvaci dalla dannazione eterna ...»)167.

Sottolineiamo i passi più significativi e omettiamo l'acclamazione, uguale in tutte e quattro le preghiere.


Preghiera eucaristica III
Padre veramente santo,

a te la lode da ogni creatura.


Per mezzo di Gesù Cristo,

tuo Figlio e nostro Signore,

nella potenza dello Spirito Santo

fai vivere e santifichi l'universo,

e continui a radunare intorno a te un popolo,

che da un confine all'altro della terra



offra al tuo nome il sacrificio perfetto.
Ora ti preghiamo umilmente:

manda il tuo Spirito

a santificare i doni che ti offriamo,

perché diventino il corpo e + il sangue

di Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore, che ci ha comandato

di celebrare questi misteri.


Nella notte in cui fu tradito,

egli prese il pane,

ti rese grazie con la preghiera di benedizione,

lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli, e disse:


prendete, e mangiatene tutti:

questo è il mio corpo

offerto in sacrificio per voi.
Dopo la cena, allo stesso modo,

prese il calice,

ti rese grazie con la preghiera di benedizione,

lo diede ai suoi discepoli, e disse:


prendete, e bevetene tutti:

questo è il calice del mio sangue

per la nuova ed eterna alleanza,

versato per voi e per tutti

in remissione dei peccati.
fate questo in memoria di me.
Acclamazione
Celebrando il memoriale del tuo Figlio,

morto per la nostra salvezza,

gloriosamente risorto e asceso al cielo,

nell'attesa della sua venuta



ti offriamo, Padre, in rendimento di grazie

questo sacrificio vivo e santo.
Guarda con amore

e riconosci nell'offerta della tua Chiesa,

la vittima immolata per la nostra redenzione;

e a noi, che ci nutriamo del corpo e del sangue del tuo Figlio,

dona la pienezza dello Spirito Santo

perché diventiamo in Cristo

un solo corpo e un solo spirito.
Egli faccia di noi un sacrificio perenne a te gradito,

perché possiamo ottenere il regno promesso

insieme con i tuoi eletti:

con la beata Maria, Vergine e Madre di Dio,

con i tuoi santi apostoli,

i gloriosi martiri,

e tutti i santi,

nostri intercessori presso di te.


Per questo sacrificio di riconciliazione

dona, Padre, pace e salvezza al mondo intero.

Conferma nella fede e nell'amore

la tua Chiesa pellegrina sulla terra:

il tuo servo e nostro Papa N.,

il nostro Vescovo N., il collegio episcopale,

tutto il clero

e il popolo che tu hai redento.

Ascolta la preghiera di questa famiglia,

che hai convocato alla tua presenza.

Ricongiungi a te, Padre misericordioso,

tutti i tuoi figli ovunque dispersi.
Accogli nel tuo regno i nostri fratelli defunti

e tutti i giusti che, in pace con te,

hanno lasciato questo mondo;

concedi anche a noi di ritrovarci insieme

a godere per sempre della tua gloria,

in Cristo, nostro Signore,

per mezzo del quale tu, o Dio,

doni al mondo ogni bene.


Per Cristo, con Cristo e in Cristo

a te, Dio Padre onnipotente,

nell'unità dello Spirito Santo

ogni onore e gloria

per tutti i secoli dei secoli.
Preghiera eucaristica IV

Questa Preghiera eucaristica forma un tutt'uno con il suo prefazio ...

Omettiamo il dialogo iniziale del Prefazio.


È veramente giusto renderti grazie,

è bello cantare la tua gloria,


Padre santo, unico Dio vivo e vero:

prima del tempo e in eterno tu sei,

nel tuo regno di luce infinita.
Tu solo sei buono e fonte della vita,

e hai dato origine all'universo,

per effondere il tuo amore su tutte le creature

e allietarle con gli splendori della tua luce.


Schiere innumerevoli di angeli

stanno davanti a te per servirti,

contemplano la gloria del tuo volto,

e giorno e notte cantano la tua lode.

Insieme con loro anche noi,

fatti voce di ogni creatura,

esultanti cantiamo:
Santo, Santo, Santo il Signore Dio dell'universo.

I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.

Osanna nell'alto dei cieli.

Osanna nell'alto dei cieli.


Padre santo, hai tanto amato il mondo

da mandare a noi, nella pienezza dei tempi,

Il tuo unico Figlio come salvatore.

Egli si è fatto uomo per opera dello Spirito Santo

ed è nato dalla Vergine Maria;

ha condiviso in tutto, eccetto il peccato,

la nostra condizione umana.

Ai poveri annunziò il vangelo di salvezza,

la libertà ai prigionieri,

agli afflitti la gioia.


Per attuare il tuo disegno di redenzione

si consegnò volontariamente alla morte,

risorgendo distrusse la morte e rinnovò la vita.
E perché non viviamo più per noi stessi

ma per lui che è morto e risorto per noi,

ha mandato, o Padre, lo Spirito Santo,

primo dono ai credenti,

a perfezionare la sua opera nel mondo

compiere ogni santificazione.


Ora ti preghiamo, Padre:

lo Spirito Santo

santifichi questi doni

perché diventino il corpo e + il sangue

di Gesù Cristo, nostro Signore,

nella celebrazione di questo grande mistero,

che ci ha lasciato in segno di eterna alleanza.
Egli, venuta l'ora d'essere glorificato da te,

Padre santo,

avendo amato i suoi che erano nel mondo,

li amò sino alla fine;

e mentre cenava con loro,

prese il pane e rese grazie,

lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli, e disse:
prendete, e mangiatene tutti:

questo è il mio corpo

offerto in sacrificio per voi.
Allo stesso modo,

prese il calice del vino e rese grazie,

lo diede ai suoi discepoli, e disse:
prendete, e bevetene tutti:

questo è il calice del mio sangue

per la nuova ed eterna alleanza,

versato per voi e per tutti

in remissione dei peccati.
fate questo in memoria di me.
Acclamazione
In questo memoriale della nostra redenzione

celebriamo, Padre, la morte di Cristo,

la sua discesa agli inferi,

proclamiamo la sua risurrezione

e ascensione al cielo, dove siede alla tua destra,

e, in attesa della sua venuta nella gloria,



ti offriamo il suo corpo e il suo sangue,

sacrificio a te gradito, per la salvezza del mondo.
Guarda con amore, o Dio,

la vittima che tu stesso hai preparato

per la tua Chiesa;

e a tutti coloro

che mangeranno di quest'unico pane

e berranno di quest'unico calice,

concedi che,

riuniti in un solo corpo dallo Spirito Santo,

diventino offerta viva in Cristo,

a lode della tua gloria.


Ora, Padre, ricordati di tutti quelli

per i quali noi ti offriamo questo sacrificio:

del tuo servo e nostro Papa N.,

del nostro Vescovo N., del collegio episcopale,

di tutto il clero

e di coloro che si uniscono alla nostra offerta,

dei presenti e del tuo popolo

e di tutti gli uomini che ti cercano con cuore sincero.


Ricordati anche dei nostri fratelli

che sono morti nella pace del tuo Cristo,

e di tutti i defunti,

dei quali tu solo hai conosciuto la fede.


Padre misericordioso,

concedi a noi, tuoi figli, di ottenere

con la beata Maria Vergine e Madre di Dio,

con gli apostoli e i santi,

l'eredità eterna del tuo regno,

dove con tutte le creature,

oberate dalla corruzione del peccato e della morte,

canteremo la tua gloria,

in Cristo nostro Signore,

per mezzo del quale doni al mondo ogni bene.


per Cristo, con Cristo e in Cristo,

a te, Dio Padre onnipotente,

nell'unità dello Spirito Santo,

ogni onore e gloria

per tutti i secoli dei secoli.
Le quattro preghiere non costituiscono alternative teologiche, ma alternative rituali. Cioè offrono la possibilità di sottolineare, secondo l'opportunità, aspetti che però si trovano tutti compresenti nello stesso contenuto teologico. Non possono dunque costituire, di per sé, alternative per l'espressione di una fede protestantica o cattolica. Appartengono tutte allo stesso contesto, che è un contesto cattolico.

6. Le preghiere eucaristiche ambrosiane


L'11 aprile 1976 è stato promulgato il nuovo Messale Ambrosiano. Le prime quattro preghiere eucaristiche sono – salvo lievi differenze che non interessano la nostra ricerca – identiche a quelle romane. La preghiera V e VI sono invece peculiari a questo rito. La preghiera V è riservata specialmente, oltre che alla Messa «nella Cena del Signore», alle ordinazioni, agli anniversari sacerdotali e alle riunioni sacerdotali. Importante quindi come espressione della fede in tema di sacerdozio ministeriale.

Venute dopo il NOM romano, sembrano aver recepito – almeno in parte – le critiche che gli sono state mosse. Si notino in particolare le espressioni forti come «ripresentare» e «rinnovare».

Sottolineiamo, come al solito, i passi degni di particolare attenzione.
Preghiera eucaristica V

Veramente santo, veramente benedetto sei tu, o Dio; tu ci hai voluto in comunione di vita col Figlio tuo, eredi con lui del tuo regno, cittadini del cielo e compagni degli angeli, se però conserviamo con fede pura il mistero cantato dalle schiere celesti.



E noi, elevati a tale dignità da poter presentare a te, per l'efficacia dello Spirito Santo, il sacrificio sublime del corpo e del sangue del Signore nostro Gesù Cristo, tutto possiamo sperare dalla tua misericordia.

Per la redenzione del mondo, egli andò incontro liberamente alla passione che ricordiamo con venerazione e con amore.


E per istituire un sacrificio quale sacramento di imperitura salvezza, per primo offrì se stesso come vittima e comandò di ripresentarne l'offerta.
(In questo giorno,) alla vigilia di patire per la salvezza nostra e del mondo intero, stando a mensa tra i suoi discepoli, egli prese il pane e alzando gli occhi al cielo a te, Dio, Padre suo onnipotente, rese grazie con la preghiera di benedizione, spezzò il pane, lo diede ai suoi discepoli e disse:
prendete, e mangiatene tutti:

questo è il mio corpo

offerto in sacrificio per voi.
Dopo la cena, allo stesso modo, prese il calice e alzando gli occhi al cielo a te, Dio, Padre suo onnipotente, rese grazie con la preghiera di benedizione, lo diede ai suoi discepoli e disse:
prendete, e bevetene tutti:

questo è il calice del mio sangue

per la nuova ed eterna alleanza,

versato per voi e per tutti

in remissione dei peccati.
Diede loro anche questo comando:
Ogni volta che farete questo

lo farete in memoria di me:

predicherete la mia morte,

annunzierete la mia risurrezione,

attenderete con fiducia il mio ritorno

finché di nuovo verrò a voi dal cielo.


Mistero della fede.
Il popolo acclama:

Tu ci hai redento con la tua croce

e la tua risurrezione:

salvaci, o Salvatore del mondo.


Obbedendo al divino comando, noi celebriamo, o Padre, questo mistero e, ricercando nel convito del corpo del Signore una comunione inseparabile con lui, ne annunziamo la morte.
Manda a noi, o Padre onnipotente, l'unigenito tuo Figlio, tu che ce lo hai mandato con amore spontaneo prima ancora che l'uomo potesse cercarlo. Da te, che sei Dio ineffabile e immenso, lo hai generato Dio ineffabile e immenso, a te uguale. Donaci ora, quale fonte di salvezza, il suo corpo che ha sofferto per la redenzione degli uomini.
Guarda propizio a questo popolo che è tuo possesso e a tutta la tua famiglia, che in comunione col nostro papa ... e col nostro vescovo ..., rinnovando il mistero della passione del Signore, proclama le tue opere meravigliose e rivive i prodigi che l'hanno chiamata a libertà.
Tu che ora ci raduni col vincolo di un amore sincero nell'unità della Chiesa cattolica, serbaci per il banchetto del cielo e per la partecipazione alla tua gloria con la beata vergine Maria e con tutti i santi.
Con il Signore nostro Gesù Cristo, nell'unità dello Spirito Santo, a te, o Padre, è l'onore, la lode, la gloria, la maestà e la potenza, ora e sempre, dall'eternità e per tutti i secoli dei secoli.
Preghiera eucaristica VI
Veramente santo, veramente benedetto è il Signore nostro Gesù Cristo, Figlio tuo.
Egli, che è Dio infinito ed eterno, discese dal cielo, si umiliò fino alla condizione di servo e venne a condividere la sorte di chi si era perduto.
Accettò volontariamente di soffrire per liberare dalla morte l'uomo che lui stesso aveva creato; con amore che non conosce confini ci lasciò quale sacrificio da offrire al tuo nome il suo corpo e il suo sangue, che la potenza dello spirito santo rende presenti sull'altare.
La vigilia della sua passione, sofferta per la salvezza nostra e del mondo intero, stando a mensa tra i suoi discepoli, egli prese il pane, ti rese grazie con la preghiera di benedizione, lo spezzò e lo diede a loro dicendo:
prendete, e mangiatene tutti:

questo è il mio corpo

offerto in sacrificio per voi,
Dopo la cena, allo stesso modo, prese il calice e alzando gli occhi al cielo a te, Dio, Padre suo onnipotente, rese grazie con la preghiera di benedizione, lo diede ai suoi discepoli e disse:
prendete, e bevetene tutti:

questo è il calice del mio sangue

per la nuova ed eterna alleanza,

versato per voi e per tutti

in remissione dei peccati.
Diede loro anche questo comando:
Ogni volta che farete questo

lo farete in memoria di me:

predicherete la mia morte,

annunzierete la mia risurrezione,

attenderete con fiducia il mio ritorno

finché di nuovo verrò a voi dal cielo.


Mistero della fede.
Il popolo acclama:
Tu ci hai redento con la tua croce

e la tua risurrezione:

salvaci, o Salvatore del mondo.
Il mistero che celebriamo, o Padre, è obbedienza al comando di Cristo.
Manda tra noi in questa azione sacrificale colui che l'ha istituita perché il rito che noi compiamo con fede abbia il dono della presenza del Figlio tuo nell'arcana sublimità del tuo sacramento. E a noi, che in verità partecipiamo al sacrificio perennemente offerto nel santuario celeste, concedi di attingere la viva e misteriosa realtà del corpo e del sangue del Signore.
Degnati, o Dio, di accogliere questo sacrificio pasquale: uniti alla beata vergine Maria madre di Dio e a tutti i santi, insieme col papa nostro ... e col vescovo nostro..., noi te lo offriamo con cuore umile e grato per la tua santa Chiesa, diffusa su tutta la terra e radunata nello Spirito santo dall'amore del tuo Redentore; te lo offriamo inoltre per i sacerdoti a te consacrati, per questo tuo popolo che in te ha trovato misericordia e per i nostri fratelli che ci hanno preceduto nella fiduciosa speranza della venuta del tuo regno. Serba scritti nel libro della vita i nomi di tutti perché tu li possa tutti ritrovare nella comunione di Cristo Signore nostro.
Con lui e con lo Spirito santo, a te, o Padre, è l'onore, la lode, la gloria, la maestà e la potenza, ora e sempre, dall'eternità e per tutti i secoli dei secoli.


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