M. quadripunctata




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molto melanizzato, con bande nere poco ridotte; modelli di colorazione simili sono presenti anche nelle popolazioni spagnole e dell'Italia settentrionale. Nelle popolazioni dell'Italia centro-meridionale e della Sicilia, si ha, molto comunemente, una riduzione (più o meno clinale) del disegno elitrale, tanto che queste sono agevolmente riconoscibili, e sono riferibili alle forme «lacera, disrupta, mutans, e mutabilis» descritte nel secolo scorso come varietà o specie. In particolare, mentre nelle popolazioni peninsulari sono sempre frammisti alcuni esemplari molto melanizzati, quelle siciliane sono feneticamente distinte perché presentano solo un modello di disegno ridotto piuttosto costante (ultimo esempio a destra della fig. 79g). Eventuali analisi di genetica delle popolazioni potrebbero evidenziarne il livello di differenziamento. Secondo Magistretti (1943) le forme dell'Italia meridionale avrebbero genitali più simili a quelli di M. quadripunctata (Linné), ma ciò è del tutto errato.

Mylabris tricincta Chevrolat, 1837, guerini Chevrolat, 1837, djebelina (Pic, 1902) e maculosopunctata Graells, 1858, tutte ovest-mediterranee, sono state attribuite come sinonimi o varietà a variabilis, ma in realtà sono tutte specie valide, le ultime due appartenenti ad un altro sottogenere.

M. variabilis rientra nel sottogenere tipico, distinto per i caratteri elencati nella chiave di determinazione. Per i motivi già esposti nel paragrafo relativ@ al gen. Mylabris, risulta errata l'attribuzione di variabilis e delle altre specie dello stesso gruppo al sottogenere Mesopunctata Pardo Alcaide (descritto come sezione e il cui generotypus è quadripunctata (Linné)); questo risulta pertanto solo un sinonimo del sotto genere tipico.

Al sotto genere Mylabris sono riferibili almeno le seguenti specie (Kuzin, 1954; Bologna, in prep.): tricincta Chevrolat, 1837, guerini Chevrolat, 1837, quadripunctata (Linné 1767), kodymi Maran, 1944, emiliae (Escherich, 1899), schreibersi Reiche, 1865, ciliciensis (Escherich, 1899), tauricola Marseul, 1870,



olivieri Billberg, 1813, madoni Marseul, 1883, tahari (Escalera, 1909) (syn. madani Escalera, 1909, a differenza di quanto affermato da Pardo Alcaide, 1954a: 341), amori Graells, 1858, batnensis Marseul, 1870, concolor Marseul, 1870, apicenigra Soumacov, 1915, husseini Redtenbacher, 1850 (sensu Bologna, in prep., e non Aksentjev, 1985), e forse altre specie centrasiatiche. A parte variabilis e quadripunctata, ad ampia distribuzione euroasiatica, tutti gli altri taxa sono endemici di ristrette aree mediterranee ed ovest-asiatiche.

Nell'ambito del sottogenere tipico, nel senso adottato in questa sede, le affinità filo genetiche tra le specie non sono state ancora chiarite. In base alla struttura dei genitali maschili, le specie più vicine a variabilis sembrano tricincta del Marocco e Algeria e soprattutto kodymi di Creta, molto simile anche nel disegno elitrale alle popolazioni siciliane di variabilis.



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STADI DI SVILUPPO. Il ciclo di sviluppo e tutti gli stadi preimaginali sono stati descritti in dettaglio da Paoli (1920, 1932, 1937, 1937a), ma la larva primaria era stata precedentemente descritta anche da altri autori, tra cui Becker (1880), De Stefani Perez (1913, compresi alcuni altri stadi successivi) e Cros (1929).Uovo di color avorio lucido, lunghezza 2-2,1 mm. Larva di I stadio con i caratteri del genere (fig. 12c). Capo, pro- e mesotorace rosso chiaro, metatora­ce e addome bruno scuro, inferiormente bianco, come le membrane interse­gmentali; lunghezza 3,4 mm, più 0,9 mm delle 2 setole caudali. Linea di deiscenza sul capo e i primi due segmenti toracici, appena accennata sul metatorace. Capo squadrato, mandibole dentate, a bordo interno scavato; placche pleurali chitinose, indietro squadrate e in avanti triangolari, separate dal tergite e con 2 peli (tranne sul I e ultimo segmento); addome con 4


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