Laboratorio Prof ssa Bianchi Didattica della Storia




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Laboratorio Prof.ssa Bianchi

Didattica della Storia


Mara Cattivelli

Valeria Moschetta

Carlotta Poli

Alessandro Pesarini

Anna Schiavo

Elisabetta Trevisan


Parte introduttiva: per cominciare si pensa di sfruttare un power point (vd. Allegato) contenente immagini, relative alle cause, che intersecandosi danno origine alla crisi del ‘300. Queste immagini sono accompagnate da didascalie, ma, prima di mostrarle ai ragazzi, questi dovranno tentare di capire e ragionare su cosa rappresenti quanto vedono (ovviamente sempre sotto la supervisione del docente!) . In questo modo, sarà più facile imprimere dei concetti, poiché ad essi si assocerà la fonte visiva.
Titolo della lezione che s’intende sviluppare: L’evoluzione del potere temporale dei papi: Gregorio VII, Innocenzo III, Bonifacio VIII.
Classe: secondo anno di scuola secondaria di secondo grado: liceo scientifico;
Periodo: fine del secondo quadrimestre, tra aprile e maggio;
Tempo:otto ore, più un’ora di eventuale recupero.
Tematizzazione: si è scelto di analizzare, in una serie di lezioni, gli aspetti fondamentali della crisi del Trecento dal punto di vista sociale, economico e politico. Proprio questo ultimo aspetto sarà propedeutico allo sviluppo della tematica che si vuole approfondire: la crisi e l’evoluzione del potere temporale dei papi, con particolare riferimento alla figura di Papa Bonifacio VIII. Questi, infatti, rappresenta il culmine di un processo di affermazione della supremazia papale su ogni altra autorità terrena, compresa quella dei principi. Inoltre si ritiene che l’analisi di tale figura storica risulti funzionale per eventuali collegamenti interdisciplinari, soprattutto con il latino, data l’analisi delle fonti proposte, con l’italiano, per la figura di Dante e la storia di Firenze, e con la filosofia per un approfondimento del pensiero medioevale. Il tema, quindi, offre molte possibilità di sviluppo e analisi disciplinari e interdisciplinari che permettono allo studente di sviluppare capacità di collegamento, ragionamento, analisi, sintesi e dialettiche.

La collocazione risponde alla normativa ministeriale, che destina il secondo anno allo studio del periodo che va dall’età dei Severi alla metà del XIV secolo e il terzo anno allo studio del periodo compreso tra la crisi socio-economica del XIV secolo alla prima metà del Seicento.



Fasi del lavoro. Il corpo centrale prevede lo sviluppo di quattro tematiche, tre delle quali propedeutiche all’argomento che s’intende sviluppare nella lezione in oggetto:

  1. La Jacquerie: la crisi dell’agricoltura (1 h);

  2. La rivolta dei Ciompi: la crisi sociale (1h);

  3. La crisi dei poteri universali (2h), in modo particolare il fallimento dell’instaurazione, da parte di Arrigo VII, dell’Impero in Italia;

  4. L’evoluzione del potere temporale dei papi: Gregorio VII, Innocenzo III, Bonifacio VIII (2h).



Obiettivi del percorso

L’alunno conosce:


• la crisi del 1300 dal punto di vista sociale, economico-politico e religioso;
• le principali fonti scritte e iconografiche del periodo preso in esame;
• le parole chiave che caratterizzano il periodo preso in esame (in particolare: crisi, tumulto, epidemia, bolla, stati generali, fazioni, giubileo, scomunica, potere temporale e potere spirituale) ed i termini tecnici della disciplina.
L’alunno sa :
• individuare e comprendere le cause che portarono alla crisi del 1300 e le reti di relazioni che sottendono a tutta la serie di trasformazioni che si verificarono in campo sociale, economico-politico e religioso;
• ricavare informazioni storiche attraverso l’analisi di fonti scritte e iconografiche;
• utilizzare parole chiave e termini specifici esponendo con chiarezza e competenza quanto studiato.
Tempi: 8h, più 1h di recupero.
Metodo e strumenti:

  • lezione dialogata

  • power point

  • mappe concettuali

  • fonti scritte ed iconografiche


Lavoro per casa:

  • creazione di mappe concettuali

  • schedatura delle fonti analizzate in classe


Verifiche: prima di iniziare a trattare un nuovo aspetto del tema proposto, l’insegnante verificherà con qualche domanda orale, anche dal posto, se gli alunni stanno seguendo in maniera proficua il percorso in questione. Le domande, inoltre, serviranno per recuperare, di volta in volta, alcune nozioni fondamentali messe in luce nella precedente lezione.




Evoluzione del potere temporale dei papi: Gregorio VII, Innocenzo III, Bonifacio VIII.
Prerequisiti:


  • conoscere i contenuti delle precedenti lezioni del percorso;

  • conoscere le figure di Gregorio VII ed Innocenzo III;

  • saper leggere e schedare fonti documentarie.


Obiettivi:
Conoscenze:


  • conoscere le caratteristiche e gli obiettivi del papato di Bonifacio VIII e i fatti riguardanti lo scontro tra Bonifacio VIII e Filippo il Bello;

  • conoscere le fonti Dictatus Papae e Unam Sanctam;

  • conoscere il linguaggio specifico con particolare riferimento a: potere temporale e spirituale, stati generali, bolla, scomunica, fazioni, giubileo.

Competenze:




  • individuare e comprendere le caratteristiche e gli obiettivi del papato di Bonifacio VIII e i motivi riguardanti lo scontro tra Bonifacio VIII e Filippo il Bello;

  • comprendere le fonti Dictatus Papae e Unam Sanctam;

  • utilizzare e comprendere il linguaggio specifico con particolare riferimento a: potere temporale e spirituale, stati generali, bolla, scomunica, fazioni, giubileo.


Struttura della lezione:
L’insegnante richiama i contenuti affrontati nella precedente lezione, con particolare riferimento alla crisi dei due poteri universali, attraverso alcune domande stimolo (Ad esempio: Vi ricordate in quali condizioni vessava la Chiesa nel XIII secolo, dopo la morte di Innocenzo III?).
Il docente introduce la figura di Bonifacio VIII e le modalità con cui sale al soglio pontificio dopo la rinuncia al pontificato di Celestino V. Presenta alcuni aspetti del suo operato, focalizzando l’attenzione sulla proclamazione del giubileo del 1300.

( Possibile domanda da porre agli studenti: Sapete cos’è il giubileo?)


A questo punto l’insegnante illustra in che modo Bonifacio VIII interviene nelle questioni politiche (temporali), soffermandosi sullo scontro tra il pontefice e Filippo IV il Bello.

 Domanda di collegamento da rivolgere agli studenti: Ricordate quale altro scontro tra potere spirituale e potere temporale abbiamo già visto in precedenza? (Gregorio VII – Enrico IV)


Il docente giunge, quindi, a parlare della bolla Unam Sanctam presentando il contesto in cui viene emanata.

 Domanda di collegamento: Ricordate quale documento aveva emanato Gregorio VII? (Dictatus Papae)


Dopo aver ripreso i contenuti relativi alla “riforma gregoriana”, l’insegnate richiama anche la figura di Innocenzo III quale anello di congiunzione tra Gregorio VII e Bonifacio VIII: attraverso l’opera dei papi riformatori si ripercorrono le tappe fondamentali dell’evoluzione del potere temporale della Chiesa dall’XI al XIII secolo.
Laboratorio:

La Bolla Unam Sanctam





  1. Contestualizzazione: bolla emanata il 18 Novembre 1302. Contiene una definizione dei rapporti tra il potere temporale e quello spirituale. Autore ne è il papa Bonifacio VIII (Benedetto Caetani). Si inquadra nel conflitto che vede il papa contrapporsi al re di Francia, Filippo il Bello.

  2. Descrizione esterna: documento pergamenaceo contenente un testo di 39 righe vergato in un elegante minuscola diplomatica, disposto centralmente nel foglio. Numerose le abbreviazioni.

  3. Analisi interna e interpretazione: il testo inizia con la solenne proclamazione dell’esistenza di un’unica chiesa, quella cattolica. Ne viene proclamata l’unicità e la salvezza solo al suo interno. Due sono i poteri (due spade), ma entrambi sono appannaggio della chiesa e di conseguenza del pontefice. A quest’ultimo sono sottomesse tutte le creature terrene, compresi i principi. Si noti l’uso insistente e nient’affatto casuale dell’aggettivo “solo/a”. Il documento porta a compimento un percorso che aveva trovato le due tappe principali in Gregorio VII e Innocenzo III.


Il Dictatus Papae





  1. Contestualizzazione: documento databile all’incirca intorno al 1075. Contiene 27 brevi disposizioni, che esprimono il primato della Sede Apostolica in ambito spirituale, ma anche temporale, qualora gli imperatori si mostrino indegni. L’autore è con buona probabilità da identificare con lo stesso pontefice Gregorio VII. Conservato all’interno del Registro che contiene i principali documenti del suddetto papa.

  2. Ci troviamo nel periodo della così detta “lotta per le investiture”, che vede protagonisti l’imperatore Enrico IV e il papa Gregorio VII. Non è possibile comprendere questo documento se non lo si colloca nell’ambito del movimento riformatore e rinnovatore della Chiesa (XI secolo)

  3. Descrizione esterna: documento pergamenaceo contenente un testo articolato in 27 sentenze, disposte su 36 righe vergato in un elegante minuscola diplomatica, disposto centralmente nel foglio. Numerose le abbreviazioni.

  4. Analisi interna e interpretazione: Le 27 sentenze in cui è articolato il testo sono disposizioni tese ad affermare la superiorità del papa in ambito spirituale, insegnando anche il comportamento da tenere in sua presenza. Si noti l’insistenza degli aggettivi e dei verbi legati al pontefice: “solo”, “unico”, “lecito”, “deporre”, “giudicare”, “sciogliere”, “riformare”. Il tutto può essere ricondotto ad un pensiero che apre la strada all’idea di una monarchia universale incentrata sul pontefice romano.



Conclusione:
Al termine della lezione l’insegnate propone:


  • una sintesi conclusiva generale dei concetti fondamentali;

  • alcuni interrogativi per stimolare la curiosità degli studenti.







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