La via claudia augusta indice Le testimonianze Le ipotesi sul tracciato della Claudia Augusta Schema riassuntivo




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LA VIA CLAUDIA AUGUSTA

Indice
1. Le testimonianze

2. Le ipotesi sul tracciato della Claudia Augusta

3. Schema riassuntivo
1. Le testimonianze
La Via Claudia Augusta è una delle principali strade costruite dai Romani nell’Italia settentrionale. È un tracciato voluto per mettere in comunicazione la Pianura Padana con le conquiste romane d’Oltralpe.

L’imperatore Claudio, negli anni 46-47 d.C., aveva costruito la Via Claudia Augusta che già suo padre Druso Maggiore aveva tracciato intorno al 15 a.C. Tale tracciato era lungo 350 miglia romane (circa 518 Km). Le uniche prove dell’esistenza di questa via sono due miliari, provenienti uno dalla Val Venosta e l’altro dal paese di Cesiomaggiore, a nord-est di Feltre.

La pietra proveniente dalla Val Venosta, trovata nel 1552, dice:

Ti (berius) Claudius Caesar

Augustus German[icus]

pont(ifex) max(imus)

trib(unicia) pot(estate)

VI co(n)s(ul) desig(natus)

IIII imp(erator)

XI p(ater) p(atriae)

[vi]am Claudiam Augustam

quam Drusus pater

Alpibus bello patefactis derexserat

munit a flumine Pado

at [f]lumen Danuvium

per [m(ilia)] p(assuum) CC […]



Fig 1 Miliare rinvenuto a Rablà – Val Venosta
Tiberio Claudio Cesare Augusto Germanico, pontefice massimo, insignito della tribunicia potestas per la sesta volta, console designato per la quarta, imperatore per l’undicesima, che il padre Druso, aperte le Alpi con la guerra, aveva tracciato, munì dal fiume Po al fiume Danubio per miglia CC…”.
Quella di Cesiomaggiore, scoperta nel 1786, riporta la seguente iscrizione:
Ti(berius) Claudius Drusi f(ilius)

Caesar Aug(ustus) Germanicus

pontifex maxumus

tribunicia potestate

VI co(n)s(ul) IV imp(erator)

XI p(ater) p(atriae)

censor viam Claudiam Augustam

quam Drusus pater

Alpibus bello patefactis

derex[e]rat munit

ad Altino usque

ad flumen Danuvium

m(ilia) p(assuum) CCCL

Fig 2 Miliare rinvenuto a Cesiomaggiore
Tiberio Claudio Cesare Augusto Germanico, figlio di Druso, pontefice massimo della tribunicia potestas per la sesta volta, console per la quarta, imperatore per l’undicesima, padre della patria, censore, la via Claudia Augusta, che il padre Druso, aperte le Alpi con la guerra, aveva tracciato, munì da Altino fino al fiume Danubio per miglia CCCL”.

2. Le ipotesi sul tracciato della Claudia Augusta
Il primo miliare ci parla di una via Claudia Augusta che collega il Po al Danubio; il secondo invece ricorda che collega il centro di Altino al Danubio.

Essendo differenti, questi testi hanno dato vita a tesi contrastanti:



  • La prima ipotesi parla di una sola via Claudia Augusta che dal Danubio, dopo essere entrata in Italia, si divide in due rami: uno porta al Po, l’altro ad Altino.

Il ramo che avrebbe portato al Po, quasi sicuramente attraversava la valle dell’Adige per arrivare a Ostiglia. Invece il percorso del secondo ramo non è ben definito. Infatti, è accertato che questo ramo passasse per la Valsugana e Feltre prima di arrivare ad Altino, attraversando il passo di Praderadego per alcuni, quello di S. Boldo per altri. Comunque a detta di molti nemmeno queste ipotesi sono da considerarsi esatte. Nel passo di Praderadego, infatti, non è stata ritrovata nessuna prova archeologica che testimoni l’esistenza di questa via. Al contrario, le uniche prove di tracciato romano sono risalenti al periodo dell’alto Medioevo, precisamente all’inizio dell’età longobarda. Allora i presidi bizantini erano stanziati nei territori di Belluno e Feltre. Il passo di Praderadego ha quindi acquistato un certo peso strategico in quel periodo. Infatti, ai tempi dei Romani sarebbe stato impossibile far passare dei carri lungo la strada che in alcuni punti raggiunge a malapena il metro di larghezza. Inoltre il sentiero diventa del tutto intransitabile durante i lunghi mesi invernali a causa della neve e del ghiaccio. Pertanto il percorso per il passo di Praderadego è da scartare. La situazione attraverso il passo di S. Boldo si presenta ancora peggiore: qui la strada moderna riesce a malapena a raggiungere il valico mediante una serie di gallerie che salgono a spirale lungo la parete rocciosa. Nell’antichità quindi sarebbe stato impossibile attraversarlo.

Si fa quindi strada una nuova ipotesi: dopo Feltre la via Claudia Augusta continuava lungo la sponda sinistra del Piave per poi imboccare e percorrere la sua valle. Infatti, lungo questa valle è stata trovata una pietra miliare che prova l’esistenza di una strada romana. Quindi il tragitto della via Claudia Augusta dopo Feltre avrebbe portato più precisamente a Castel Tesino, Castel Nerva, Borgo Valsugana, Tenno, Trento e da qui fino a Bolzano.



  • La seconda ipotesi parla di due viae Claudiae Augustae diverse che raggiungevano entrambe il Danubio ma partendo una dal Po, l’altra da Altino. La maggior parte degli studiosi, però, esclude questa ipotesi perché è improbabile che i Romani chiamassero due strade diverse con lo stesso nome.

  • La terza tesi pensa a un’unica via Claudia Augusta che, raggiungendo prima il Po e poi Altino, arrivasse al Danubio. Ma questa teoria è considerata troppo forzata per essere vera. Viene quindi scartata.

Quindi l’ipotesi più accreditata è la prima, che parla di una sola via Claudia Augusta che si divideva in due rami: uno per il Po, l’altro per Altino. Il primo ramo attraversava la valle dell’Adige; il secondo, anche se con alcune incertezze, la valle del Piave.

Sebbene il percorso della via Claudia Augusta non sia ben definito in tutti i suoi tratti, è certo che essa rimase vitale sia nel periodo della decadenza dell’impero, sia per i lunghi secoli successivi. Questa arteria mantenne la propria valenza in funzione dei collegamenti con Feltre e le regioni transalpine. I commerci tra le regioni, anche se politicamente diversificate, non si interruppero mai; esse furono oggetto di trattati e accordi, di aperture di stazioni di scambio e luoghi di mercato tra la fascia lagunare dominata dai bizantini e l’entroterra longobardo e poi franco; quindi nell’alto medioevo la via Claudia Augusta conservò tutta la sua funzione di utile tragitto negli scambi tra il commercio levantino e dei venetici e realtà economiche e mercantili come Feltria e Tridentum.

Del resto ancora oggi tutta l’area feltrina gode della vivacità dei traffici lungo l’antica via Claudia Augusta.



3. Schema riassuntivo


LA VIA CLAUDIA AUGUSTA




Solo due prove

Miliare dalla Val Venosta

Miliare da Cesiomaggiore

Diversi

Tre ipotesi






Una sola via con due rami



Due diverse vie

Una sola via che passa prima per il Po e poi per Altino



Qual è il percorso dei due rami?



Ipotesi da escludere


Ipotesi da escludere




Quattro ipotesi


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