Itinerario la via appia




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ITINERARIO LA VIA APPIA

 

I luoghi e la storia


La via Appia, importantissima via consolare romana ed indispensabile collegamento con i territori conquistati nell’Italia Meridionale, fu vissuta intensamente nel periodo storico contrassegnato dal passaggio di Roma dalla Repubblica all’Impero; venne, poi, abbandonata per tutto il Medioevo per rinascere dal XIV al XVIII secolo.

Durante il regno di Napoli si provvide ad una definitiva sistemazione dell’arteria che, nel 1870, divenne un mezzo efficace per testimoniare la volontà unitaria del popolo italiano.

Questo itinerario parte dalla città di Capua, che sorge sulle rovine di Casilinum, antico porto fluviale, allorché i fuggiaschi dell’antica Capua , l’attuale S. Maria Capua Vetere, abbandonarono la loro città incendiata nell’841dai Saraceni.

Il suo centro storico raccoglie una straordinaria varietà di opere, che vanno dall’età romana all’Ottocento. Il suo stratificato tessuto è ricco di palazzi e giardini, di chiese e conventi, di castelli e caserme, racchiuso in un ampia ansa naturale del fiume Volturno e in una possente cinta muraria cinque-settecentesca.

La ricchezza storica e culturale di Capua è tale che i giacimenti culturali suddivisi per periodi storici sono elencati in allegato.

 

 



PERIODO LONGOBARDO (856 d.C. - 1061)
Chiesa di S. Martino ad Judaicam (preromanica) ( sec. VI)

Chiesa di S. Marcello Maggiore (sec IX)

Chiesa di S. Silvestro (Duomo) con Torre Campanaria (sec. IX)

Chiesa di Ognissanti e S. Leucio (sec. IX)

Chiesa di S. Salvatore a Corte (sec. X)

Chiesa di S. Michele a Corte (sec. X)

Chiesa e Convento di S. Benedetto (sec. X)

Chiesa dei SS. Rufo e Carponio (sec. X)

Chiesa di S. Maria in Abate (o di S. Anna o di S. Leonardo) (sec X)

Chiesa di S. Lorenzo ad Crucem (sec. X) (distrutta nel 1594)

Chiesa di S. Bartolomeo ed Arco Aloisio (sec. X)

Chiesa dei SS. Nazario e Celso (sec X)

Chiesa di S. Giovanni a Corte (sec. X)

Chiesa di S. Salvatore Minore (o del Carmine)

Chiesa e Convento di S. Giovanni delle Monache (sec. XI)

Chiesa di S. Giovanni in Audovaldis (sec. IX) (in fase di restauro)


PERIODO NORMANNO-SVEVO (1062-1266):
Palazzo Antignano (sec. XIII)

Conservatorio della Concezione per donne civili

Palazzo De Capua

Palazzo De Graffis

Palazzo Fazio

Palazzo Rinaldi-Ventriglia

Ospedale e Convento di S. Terenziano (sec. XIII)

Chiesa e Chiostro di Montevergine

Chiesa di S. Domenico (sec. XIII)

Ospedale di S. Lazzaro con Chiesa (sec XIII), sede del Gran Maestrato di S. Lazzaro


PERIODO ANGIOINO-ARAGONESE-DURAZZESCO (1267-15OO)
Chiesa ed Ospedale dell’Annunziata (sec. XIII/XIV)

Palazzo di Giustizia (sede della Corte della Bagliva)

Palazzo D’Azzia (sec. XIV)

Palazzo Lanza (sec. XV)

Palazzo Abenavolo (sec. XV)

Palazzo Rinaldi-Milano (sec. XV)

Arco dei Commestibili (sec. XIV)

Chiesa e Convento di S. Caterina (sec. XIV)

Chiesa di S. Placida

Chiesa, Convento e Chiostro della Maddalena


PERIODO VICEREGNALE (15OO-17O7)
Chiesa della Concezione

Teatro Campano riedificato nel sec. XVIII

Chiesa dell’Annunziata ampliata nel 1531 su un primo impianto del XIII sec.

Chiostro del Carmine

Chiesa della Carità (sec. XVIII)

Castello di Carlo V (1537) dell’Arch.to Giacomo dell’Acaya


PERIODO AUSTRIACO E PRIMO PERIODO BORBONICO (17O7-1734)
Palazzo Bivach

Ampliamento della Chiesa di S. Eligio (sec XVIII)

Palazzo Friozzi (sec. XVIII)

Palazzo Marotta-Migliori

Portico di Porta Napoli

Ex-Ospedale Annunziata


Chiesa di S. Giovanni delle Monache (1737)

Notevolissimo il Museo Campano, allocato in Palazzo Antignano (XIII sec.). Inaugurato nel 1874 e custodisce una ricchissima documentazione storica, artistica, archeologica e religiosa della civiltà Campana. Da menzionare la Sala delle “Matres Matutae” (VI-V sec. a.C. e II-I sec. a.C.), raccolta, unica nel suo genere, di recente esposta nelle maggiori capitali europee. Le “Matres” sono testimonianze di offerte votive a “Matuta”, dea della fertilità.

Uscendo da Capua ci si dirige alle pendici del Monte Tifata dove sorgeva il tempio di Diana Tifatina. Nel X secolo vi fu eretta una Chiesa poi ampliata e riedificata dai Benedettini di Montecassino nel 1072-82. La Basilica di Sant’Angelo in Formis è uno dei monumenti medioevali più interessanti dell’Italia Meridionale che custodisce importanti opere d’arte.

Si consiglia, poi, una piccola deviazione per fare una sosta a S. Tammaro (o meglio Carditello) e visitare la Tenuta Borbonica e l’annesso Museo della Civiltà contadina.

Proseguendo sull’Appia, ci si dirige verso Santa Maria Capua Vetere, antica Capua. Fino alla metà del V sec. a.C. fu insediamento etrusco, poi sannita; infine, nel 343 a.c., passò a Roma che la creò “civitas sine suffragio”; e solo nel 58 a.C., al tempo di Cesare, le venne restituita la cittadinanza. Sotto Augusto ebbe il titolo di “Colonia Iulia Augusta Felix”. Capua, dopo Roma, fu la seconda città più grande d’Italia.

Vantava l’Anfiteatro Campano che, per ampiezza e ricchezza, era il terzo in Italia dopo il Colosseo e l’Arena di Verona.

Di epoca romana e ben conservato anche il Mitreo (II d.C.) con stupendi affreschi parietali riproducenti i rituali del culto e l’effigie del Mitra Tauroctono, composti sui ritmi della dottrina di Zoroastro e una Domus romana nell’attuale via degli Orti 5. Notevole, sull’Appia, l’Arco di Adriano, opera primitiva a tre cornici. La Cattedrale si dice sia stata costruita nel 432, per volere del Vescovo S. Simmaco, sulle catacombe di S. Prisco, primo Vescovo di Capua Antica. Fu ingrandita nel 787 da Arechi II e nel XVII sec. da Decio del Balzo. Interessante il Ciborio rinascimentale e la Cappella di S. Maria Suricorum.

La Chiesa di S. Pietro in Corpo è costruita su una preesistente Basilica. Nella moderna “S. Maria delle Grazie” è incorporata l’antica abside della Basilica di S. Stefano e S. Agata con dipinti del XIII sec..

L’attuale carcere mandamentale è stato costruito su un criptoportico romano che, all’epoca, era illuminato da 80 finestre. Nella zona dei ruderi del Teatro e delle Terme, tombe romane, sculture greco-romane e terrecotte architettoniche sono conservate nell’antiquarium e visitabili solo con il permesso della Soprintendenza archeologica di Napoli.

Itinerari Agroalimentari ed enogastronomici

 

Il territorio intorno a Sessa Aurunca è rinomato per la produzione di un particolarissimo formaggio, il “Caso Peruto”, ottenuto da latte caprino, con cagliata vegetale e così detto per le muffe che lo caratterizzano. Per visitare il paese e gustare questo formaggio, si potrebbe approfittare della Festa delle “Coccetelle”, che si tiene nel mese di Marzo nel borgo di Cascano, frazione di Sessa Aurunca. In questa occasione pani fragranti e tondi vengono cotti nel forno a legna ed accompagnati ad una “menestella” di ceci e fagioli, servita intorno ad un grande falò.



Un altro momento favorevole per immaginare una sosta nel paese ed assaggiare i prodotti locali è quello del Venerdì Santo, giorno in cui si svolge la Processione dei Misteri, statue di cartapesta portate in spalla da uomini che, vestiti col saio, attraversano le vie del paese, seguendo il ritmo funebre del “Miserere” e terminando il loro percorso vicino al grande falò, acceso per l’occasione nei pressi del Duomo.

Lungo la via Appia, si attraversa una zona dal paesaggio agricolo dove gli alberi di ulivo si susseguono ad alberi da frutto, piantagioni di carciofi e di tabacco.

Si potrebbe prevedere, dunque, una sosta in un frantoio di Francolise o di Vitulazio, paesi rinomati per la produzione di olio extravergine d’oliva, oltre che per quella di tabacco. A Francolise, in località “Il Bagno”, si può anche programmare una sosta alla fonte termale da cui sgorga, alla temperatura di 22°, un’ acqua ricca di bicarbonato ed anidride carbonica. Anche a Bellona si può provare una salutare acqua minerale, proveniente dalle sorgenti di Triflisco, mentre nella vicina S. Maria Capua Vetere non si può far a meno di assaggiare i tipici “Taralli annasprati”.

Non va dimenticato che anche questa è zona di produzione di mozzarella di bufala, concentrata tra i comuni di Capua e Vitulazio. Un ulteriore suggerimento, dunque, potrebbe essere una visita ad un caseificio del luogo, per degustare il prelibato formaggio.



Occasioni particolari, per provare i prodotti tipici locali, sono offerte da una serie di sagre ed eventi che si tengono in questa zona della Provincia. A Francolise, nella frazione di Camprisco, nella seconda decade di Agosto, si svolge la sagra del Cocomero, seguita da quella della mela nella seconda decade di Ottobre.

A Capua, invece, oltre alla sagra del Carciofo o “Capuanella” che si tiene nel mese di giugno, si svolgono interessanti eventi dal carattere storico-folkloristico. Nel mese di Luglio il corteo storico-medievale rievocante l’episodio della disfida di Barletta e la rievocazione del “Sacco di Capua”, mentre, nei mesi invernali lo storico Carnevale.


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