Il tormento di un potenziale Santo da molti anni in Stand by




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Il tormento di un potenziale Santo da molti anni in Stand by

di Giuseppe Peritore

Papa Pio XII, Eugenio Pacelli, “il Pastore Angelico”, da quando nell’ottobre 1958 muore, la Chiesa di Roma ha fatto diecine e diecine di Santi. L’amico di Adolf Hitler e di Benito Mussolini, pur appoggiato da grandi nomi della Curia romana e dalla Roma bene, viene collocato nell’oblio. Fino ad oggi a nulla è valso l’uso di una politica sotterranea di un certo taglio per raggiungere lo scopo. Eppure Eugenio Pacelli, quand’ancora cardinale, si è fatto promettere la Santità da personalità di fama mondiale.

Come inviat di un giornal di Licat seguo la vicend.

Con Adolfuccio sono amico. Egli tiene a bada Stalin baffuto. Con Benito son strettissimo per le mie lezioni di tedesco e per avere a Lui insegnato Und Die Santionen sind gefallen. Entrambi mi dicono Spera che Noi vinciamo la guerra e tu sarai fatto Santo vita natural durante”.

Lei così avrebbe battuto tutti i record. Santo prima della morte biologica. Un fatto che avrebbe sbalordito il mondo”.

Adolfo e Benito esagerano ma mi vogliono bene!” “Come Papa sono un personaggio storico di grande levatura, tant’è che Montinuccio (il futuro Paolo VI) mio appena insediato come Papa propone la mia beatificazione. Io la notte appaio in sogno a Papi e ad uomini di grande prestigio nel mondo della politica. Ma fino ad oggi niente. Anzi qualcuno a volte mi risponde con un gesto osceno che corrisponde all’idioma inglese pull your finger out”.

Santità, Lei sa benissimo della mia inchiesta giornalistica nel tormentato mondo dei Santi, del mio incontro/scontro con Pietro, della micidiale comunicazione che quest’ultimo dà al mondo dei vivi: Nella Casa di Dio non vi sono Santi ma solo Dio e suo Figlio”. “Santità, tutti i Santi della Chiesa di Roma non stanno in Paradiso ma in una riserva che prende il nome di Paradiso B”.

Caro giornalista dei cordoni della mia Sedia gestatoria, sia ben chiaro, se Santo io sarò, non voglio esser confuso come un Santo di massa. Io sono Eugenio Pacelli, il Pastore Angelico”. “Il mio posto è alla sinistra dell’Eterno Padre”.

Santità, io sono un giornalista che non appartiene a nessun padrone né ai cordoni di nessuna sedia gestatoria. La comunicazione di Pietro mi sembra chiara e univoca. Non credo che Lei possegga tanto potere di cambiarla”.

Questa è la fine di Eugenio che fu amico di Hitler che salvò l’Europa dal comunismo, che fu amico di Suor Pasqualina perché gli salvò la vita. Che fu amico di Mussolini perché firmò i Patti Lateranensi. Che fu amico dei romani di San Lorenzo nel sanguinoso bombardamento. Che fu follemente amico della sua Sedia gestatoria e della sua Infallibilità. Che per quest’ultima fu amico di Papa Pio IX. E’ la fine d’un uom, insomma, che fu amico di tutti, persino degli ebrei”.



13 Settembre 2011

Giuseppe Peritore


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