Il lexicon del Forcellini: una bella pagina di storia della cultura veneta e vicentina




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IL Lexicon del Forcellini:

una bella pagina di storia

della cultura veneta e vicentina

Finalmente nella Biblioteca Nuova del "Quadri" l'opera del lessicografo padovano nell'edizione rivista dal thienese Francesco Corradini
A quasi duecentocinquant'anni dalla sua prima edizione, è ancora d'utilissima consultazione il più ampio vocabolario latino completo (il Thesaurus linguae Latinae è arrivato alla lettera P), fonte diretta o indiretta di tutti i lessici latini moderni, il Lexicon totius latinitatis del sacerdote Egidio Forcellini (1688-1768), professore di retorica a Padova dal 1731 al 1742. Il segreto d'una plurisecolare longevità risiede nel paziente scrupolo scientifico e nella vastissima erudizione del padre e dei successivi curatori del Lexicon. Il Forcellini spese tutta la sua vita di studioso in questo lavoro, che intraprese nel 1718 e terminò, dopo varie interruzioni, nel 1761, quando l'intero manoscritto, ricopiato ad uso della tipografia, fu bell'e pronto per la pubblicazione. Nel 1771, per le edizioni del seminario patavino, il Lexicon vide la luce postumo in quattro volumi, in buona parte a cura di Iacopo Facciolati (anch'egli scomparso mentre la stampa non era ancora ultimata, nel 1769), che, prefetto degli studi di quel seminario, molti anni prima aveva assegnato al Forcellini il compito di redigere il Lexicon. Risale al 1805 la seconda edizione dell'opera.

Nel 1816 lo studioso padovano Giuseppe Furlanetto (1775-1848) pubblicò un'appendice al Lexicon e nel 1827-31 ne curò la terza edizione.

A partire dal 1864 fino al 1887, l'abate Francesco Corradini da Thiene (1820-1888), professore all'università di Padova, curò la quarta edizione del Lexicon. Il Corradini lasciò incompiuto alla lettera R il suo lavoro di revisione, che fu completato dall'abate Giuseppe Perin (1845-1925): questi aggiunse anche due volumi di Onomasticon.

Nel 1940 vide la luce la quinta edizione del Forcellini, in sei volumi (quattro di Lexicon più i due di Onomasticon): si trattava d'una ristampa anastatica dell’edizione patavina Corradini-Perin, con l'aggiunta di appendici inedite del Perin.

Nel 1965, a Bologna l'editore Arnaldo Forni ristampò in anastatica tale e quale l'edizione del 1940. La versione del Lexicon in possesso della nostra biblioteca è ancora quella dell'editore Forni.

Più ricca delle edizioni padovane è quella stampata a Prato a cura di Vincenzo De Vit, lessicografo e membro della congregazione dei rosminiani, fra il 1858 e il 1875, in sei volumi, più quattro di Onomasticon (1859-92, data dell'ultimo fascicolo), purtroppo interrotto alla lettera O inclusa, a causa della scomparsa dell'autore.

Dal Forcellini derivano adattamenti e riduzioni straniere, fra cui tuttora vitali il Georges (attraverso I.J. Scheller, Leipzig 1783¹, 1804-1805² e il Lewis-Short (attraverso W. Freund, Leipzig 1834-45, tradotto in inglese dall'Andrews e in francese dal Theil).

La decisione di dotare la biblioteca del nostro istituto d’uno strumento di consultazione di questo genere si spiega col bisogno di disporre d’un vasto vocabolario, utile non solo al tradizionale lavoro di traduzione dal latino in Italiano, ma anche ad una più accurata comprensione dei testi latini e alla redazione, da parte degl'insegnanti, di edizioni annotate monolingui di classici latini, le quali rappresentano uno strumento indispensabile in un approccio induttivo alla didattica del latino. La funzione del Forcellini non è quella di fornire a chi lo consulta i traducenti moderni delle parole latine: piuttosto, studenti e docenti trovano in esso una via per rispondere alla domanda: “Cosa significa questa parola latina?” Problema diverso (e logicamente successivo) è invece risolvere la questione: "Come si traduce in italiano questa parola latina?"



Una didattica che finalmente tratti il latino come una lingua e non come una grammatica trova nel Forcellini un ausilio assai prezioso grazie all’ampio spazio dato in esso alla definizione monolingue delle parole latine. [A cura di G. Cannavò]


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