Giovanni Amori, Francesco Maria Angelici, Sergio Frugis, Gilberto Gandolfi, Riccardo Groppali, Benedetto Lanza




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Fascicolo 110
VERTEBRATA
Giovanni Amori, Francesco Maria Angelici, Sergio Frugis,

Gilberto Gandolfi, Riccardo Groppali, Benedetto Lanza,

Giulio Relini e Gianluca Vicini

Il presente fascicolo raccoglie l'opera di quattro gruppi di ricercatori a cui spetta la responsabilità delle rispettive sezioni, sia per le liste di specie che per i testi introduttivi e le note:

G. GANDOLFI & G.RELINI - Agnatha (generi 1-4), Condrichthyes (generi 5-40),

                                                     Osteichthyes (generi 41-354)

B. LANZA - Amphibia (generi 355-367), Reptilia (generi 368-399)

S. FRUGIS, R. GROPPALI & G. VICINI - Aves (generi 400-616)

G. AMORI & F. M. ANGELICI - Mammalia (generi 617-685)
AGNATHA - CONDRICHTHYES - OSTEICHTHYES   La recente sintesi coordinata da Holcìk (1986) riporta per le acque dolci d'Europa i dati relativi alla biologia e alla distribuzione di dieci specie di Agnati, delle quali quattro anadrome. In Italia sono presenti due specie stanziali in acqua dolce e due specie anadrome. Sulle lamprede italiane esiste una notevole mole di dati pubblicati da Zanandrea tra il 1951 e il 1964; quasi nulla risulta aggiunto in anni più recenti. Aggiornamenti sarebbero opportuni per definire con precisione l'attuale distribuzione, come pure sarebbero auspicabili ricerche che portino ad un definitivo chiarimento circa la attribuzione al genere Lethenteron della specie zanandreai, endemica nell'area Padano-Veneta. Per i Myxiniformes Fernholm & Vladykov (in Whitehead et al., 1984) elencano due specie nell'area Nord-Est dell'Atlantico, una sola delle quali penetra in Mediterraneo lungo le coste settentrionali dell'Africa fino al Canale di Sicilia; la presenza in acque italiane di questa specie è qui riportata in termini dubitativi.

Per i Condroitti, nell'inquadramento dei generi nell'ambito delle famiglie e degli ordini si è seguito lo schema di classificazione proposto da Nelson (1984), che per alcuni aspetti si differenzia da quelli utilizzati da Cadenat & Blache (1981) e da Whitehead et al. (1984). Queste opere di sintesi tengono conto delle revisioni compiute nell'ambito della classe, ma ancora non chiariscono del tutto alcuni problemi di distribuzione delle singole specie; trattandosi generalmente di animali molto mobili, si verificano spesso penetrazioni nell'area del Mediterraneo da parte di specie presenti in Atlantico. Alcune precisazioni recenti di ordine sistematico e nomenclaturale sono riportate nelle note.

Whitehead et al. (1984) considerano per il Nord-Est dell'Atlantico e per il Mediterraneo un complesso di 130 specie, delle quali 74 sono ritenute sicuramente presenti in Mediterraneo e circa una decina presenti in termini dubitativi. Anche nel nostro elenco, che comprende quasi tutte le specie del Mediterraneo, alcune presenze indicate con il punto interrogativo devono essere considerate occasionali oppure, in certi casi, molto probabili.

Nella classe Osteichthyes, considerando la situazione generale, permangono molti problemi di ordine sistematico circa l'inquadramento dei taxa. Per l'attribuzione alle famiglie e agli ordini ci si è basati sull'ordinamento proposto da Nelson (1984) che, per certi aspetti, ci sembra più convincente di quello utilizzato da Whitehead et al. (1984-86). Molto fluida appare la situazione che riguarda l'attribuzione ai generi, la validità reale di alcune specie e, ancor più, l'opportunità di considerare taxa a livello sottospecifico che, a nostro parere, molto spesso non appaiono sufficientemente documentati. Tutto ciò comporterà certamente la necessità di operare in futuro aggiornamenti dell'elenco qui presentato.

Il notevole numero di specie presenti nei mari e nelle acque interne italiane rende ancora largamente provvisorio il quadro di riferimento. Per le specie marine, nonostante le recenti sintesi pubblicate dall'UNESCO, molte presenze riportate nell'elenco che segue devono trovare una conferma ed altre potrebbero aggiungersi in seguito ad approfondimenti delle ricerche. Allo stato attuale delle conoscenze nelle acque di nostro interesse risulta presente l'85% del complesso di circa 500 specie marine ed eurialine del Mediterraneo, mancando solo quelle atlantiche che penetrano nella parte occidentale, quelle tipiche del Mar Nero e quelle confinate nella parte orientale, compresa la maggior parte dei migratori lessepsiani comparsi negli ultimi decenni. Per le specie stenoaline dulcicole, molto meno numerose e più facilmente controllabili, l'elenco tiene conto delle numerose presenze di specie non indigene, ben 26 delle 65 elencate; inoltre, nelle note sono segnalati i diversi casi di "transfaunazione" operati quasi sempre nell'ultimo decennio. I due fenomeni, l'immissione di specie alloctone spesso seguita da acclimatazione e l'introduzione al di fuori dell'areale originario di specie indigene, hanno assunto aspetti allarmanti e stanno snaturando il quadro distributivo delle specie italiane, incidendo pesantemente anche nei confronti dei 17 taxa endemici.
AMPHIBIA - REPTILIA   L'elenco ragionato che segue è basato principalmente sulla lista degli Anfibi e dei Rettili europei pubblicata nel 1960 da Mertens & Wermuth e su tre fra le migliori opere di sintesi comparse di recente sugli Anfibi e i Rettili d'Europa (Arnold & Burton, 1978; Engelmann et al., 1985; Nöllert & Nöllert, 1992). Tuttavia la sua stesura in forma il più possibile aggiornata ha richiesto la consultazione di un ingente materiale bibliografico e di alcuni lavori ancora in preparazione o in stampa; solo i contributi più utili al nostro scopo sono stati citati in bibliografia.

Negli Anfibi e nei Rettili, come del resto in molti altri tipi di organismi, è assai facile imbattersi in specie gemelle, tra loro mal distinguibili o apparentemente indistinguibili sulla scorta delle metodiche, in prevalenza morfologiche, proprie della sistematica classica; e l'esistenza poi di fenomeni quale l'ibridogenesi ha reso ancora più complessi i problemi relativi alla sistematica di certi gruppi di specie, ad esempio quello delle rane verdi per quanto attiene all'Europa. Molto opportunatamente sono stati perciò affiancati alla tassonomia di tipo classico criteri biogeografici, ecologici, etologici e genetici in senso lato, che hanno contribuito notevolmente al chiarimento di molti dei problemi riguardanti la sistematica dei nostri Anfibi e dei nostri Rettili; soprattutto significativi sono stati i risultati conseguiti nell'ultimo decennio con l'uso dell'elettroforesi multilocus, la quale ha permesso di studiare la struttura genetica delle popolazioni e quindi di valutarne il grado di differenziamento, mettendo inoltre a nostra disposizione marcatori genetici atti ad analizzare i meccanismi di isolamento riproduttivo (Lanza & Corti, 1993).

Complessivamente le nostre attuali conoscenze su gli Anfibi italiani possono essere considerate soddisfacenti e, di conseguenza, la lista qui presentata è da ritenersi dotata di un notevole grado di attendibilità.

Fra gli Anfibi italiani il cui studio non è stato ancora affrontato con metodi moderni, figurano in primo piano quelli del genere Bufo, mentre attende ulteriori precisazioni lo status tassonomico del sinclepton o dei sinclepton delle rane verdi.

Quanto ai Rettili, l'elettroforesi multilocus ha permesso fra l'altro di mettere in evidenza che almeno alcune specie del genere Podarcis mostrano una notevole uniformità genetica che mal si accorda con l'esagerata, e talora esasperata, frammentazione in "sottospecie" alla quale sono state sottoposte dai sistematici; e questa constatazione risulterà quasi di sicuro valida anche per tutte le altre specie morfologicamente e cromaticamente polimorfe della nostra fauna. Ciò nonostante le razze geografiche sinora descritte divergono talvolta così distintamente dalle rispettive forme tipiche e l'una nei confronti delle altre, soprattutto per il disegno e il colore, che abbiamo creduto opportuno elencarle in nota, non foss'altro per puntualizzare che il problema è tutt'altro che risolto e merita ulteriori approfondite indagini; basti del resto pensare al fatto che anche se alcune delle "sottospecie" sono già state invalidate o si apprestano ad esserlo, altre sono risultate appartenere a specie diverse da quelle alle quali erano state attribuite (come nel caso di Podarcis wagleriana scambiata in alcuni casi per P. sicula) o addirittura meritevoli di essere elevate al rango di buone specie.

Comunque, problemi di suddivisione sottospecifica a parte, le nostre attuali conoscenze su i Rettili italiani possono essere considerate soddisfacenti e, di conseguenza, la lista qui presentata è da ritenersi dotata di un notevole grado di attendibilità.

Le ricerche future, oltre che tese al chiarimento o all'approfondimento di problemi sistematici, è auspicabile che seguitino ad occuparsi anche di corologia, soprattutto per quanto concerne il grado di estensione verso W e quindi la possibile presenza in territorio politicamente italiano delle specie a gravitazione balcanica.
AVES   Data la natura ufficiale della pubblicazione, nel presente elenco delle specie degli uccelli considerate come appartenenti all'avifauna italiana, abbiamo responsabilmente voluto evitare (nei limiti del possibile e alla luce delle nuove conoscenze tassonomiche sulla classe) quelle modifiche che avrebbero sostanzialmente alterato la forma e il contenuto dell'elenco rispetto ad analoghe pubblicazioni che già godono di sufficiente credito in campo ornitologico e alle quali inoltre vanno riconosciuti il merito e la "priorità storica". Per questi e altri motivi di riconosciuta validità scientifica il nostro elenco fa riferimento, o addirittura si basa, sulla precedente pubblicazione di Brichetti e Massa (1984), nonché sulle due successive rettifiche (Brichetti e Massa 1987, 1991). Abbiamo semplicemente aggiornato, in pochissimi casi, la nomenclatura scientifica quando le recenti proposte di modifica ci sono apparse giustificate soprattutto ai fini pratici dell'adeguamento ad elenchi simili in uso a livello delle organizzazioni internazionali e delle convenzioni e direttive della Comunità Europea cui il nostro paese aderisce. Il mancato riferimento alla categoria delle sottospecie ci è parso opportuno, non tanto per la nostra diffidenza sull'uso della nomenclatura trinomia e sulla validità di tale categoria tassonomica, alla luce delle attuali conoscenze genetiche e dei nuovi mezzi di indagine sistematica, quanto perché in linea di massima le nostre conoscenze sulla distribuzione delle popolazioni "italiane" della maggior parte delle specie in elenco sono ancore del tutto insufficienti. Solo in alcuni casi l'uso della nomenclatura trinomia appare giustificato proprio per evitare discrepanze e confusioni con quanto già in uso nella pratica corrente. Tuttavia, per motivi di omogeneità, l'eventuale accettazione di una nomenclatura trinomia viene riportata in nota alle specie interessate.

La scansione dell'Italia in quattro distretti, introdotta per la prima volta, ha inoltre complicato la verifica degli areali di distribuzione, per cui, in caso di controversie o incertezze circa i dati distributivi, viene riportato un punto di domanda (?) per sottolineare la necessità di conferme al dato riportato. La simbologia adottata (vedi prospetto alla fine di questo §) riflette le peculiarità di status per ciascuna specie; il primo simbolo è quindi quello che maggiormente caratterizza la specie, e ad esso seguono, in ordine decrescente d'importanza, gli eventuali altri. Sia per motivi di semplicità che per mancanza di dati certi aggiornati all'anno di pubblicazione, non sono state utilizzate le diciture di "migratore parziale" e "migratore irregolare", mentre nel caso di specie estinte o di tentativi di nidificazione, il dato viene precisato per esteso nelle note. La scansione in distretti infine ha suggerito di riportare le specie accidentali, le cui segnalazioni non superano le venti unità, senza indicare una o più regioni in particolare.

LEGENDA: n = nidificante (breeding);

s = stanziale (sedentary);

m = migratrice (migratory);

w = svernante (wintering);

a = accidentale (accidental).
MAMMALIA   Se in precedenza le ricerche a carattere scientifico sui Mammiferi erano svolte da pochi ed isolati specialisti, a partire dal 1970 circa, la mammalogia italiana si sviluppa notevolmente con la creazione, di fatto, di nuovi singoli ricercatori e, successivamente, di gruppi di ricerca.

Negli ultimi anni le conoscenze relative ai Mammiferi italiani hanno registrato un notevole incremento, sebbene siano ancora aperte alcune problematiche faunistiche e tassonomiche. Per alcune specie (es. Lepus europaeus, Eliomys quercinus, Mustela nivalis) esiste il dubbio che si tratti di più entità specifiche. Inoltre, non è da escludere che in futuro, in base alla ormai consolidata applicazione di nuove metodologie di ricerca scientifica, possano essere segnalati nuovi taxa per l'Italia. Recentemente, stiamo assistendo ad una penetrazione nel territorio politico italiano di elementi faunistici orientali: da Austria, Slovenia e Croazia in Friuli-Venezia Giulia, ovest-mediterranei e ovest-europei in Liguria, Piemonte e Valle d'Aosta.

Nella lista non sono state riportate tutte le sottospecie descritte e/o accettate. Tuttavia, sono state incluse le sottospecie che hanno un significato faunistico, zoogeografico e/o conservazionistico.

Per la nomenclatura e l'ordine sistematico sono stati consultati i più recenti articoli specialistici ed inoltre si è fatto riferimento alle opere di Toschi & Lanza (1959), Toschi (1965), Ellerman & Morrison Scott (1966), Corbet (1978, 1984), Honacki et al. (1982), Wilson & Reeder (1993).



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AGNATHA - CONDRICHTHYES - OSTEICHTHYES


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AGNATHA

Ordine Myxiniformes


Famiglia Myxinidae
001.0. Myxine Linnaeus, 1758

001.0 *glutinosa Linnaeus, 1758 4? 5

Ordine Petromyzontiformes
Famiglia Petromyzontidae
002.0. Lampetra Bonnaterre, 1788

001.0 fluviatilis (Linnaeus, 1758) N S 3 4?

002.0 planeri (Bloch, 1784) N S
003.0. Lethenteron Creaser & Hubbs, 1922

E 001.0 *zanandreai (Vladykov, 1955) N


004.0. Petromyzon Linnaeus, 1758

001.0 marinus Linnaeus, 1758 N S Si Sa 3 4 5


CHONDRICHTHYES

Ordine Chimaeriformes


Famiglia Chimaeridae
005.0. Chimaera Linnaeus, 1758

001.0 monstrosa Linnaeus, 1758 3 4 5

Ordine Hexanchiformes
Famiglia Hexanchidae
006.0. Heptranchias Rafinesque, 1810

001.0 perlo (Bonnaterre, 1788) 3 4 5


007.0. Hexanchus Rafinesque, 1810

001.0 griseus (Bonnaterre, 1788) 3 4 5

002.0 *nakamurai Teng, 1962 3? 4? 5?

(=griseus nakamurai Teng, 1962

=vitulus Springer & Waller, 1969)

Ordine Lamniformes


Famiglia Odontaspididae
008.0. Carcharias Rafinesque, 1810 (=Eugomphodus Gill, 1862)

001.0 *taurus (Rafinesque, 1810)(=Odontaspis taurus Rafinesque, 1810) 3 4 5


009.0. Odontaspis Agassiz, 1838

001.0 ferox (Risso, 1810) 3 4 5

Famiglia Lamnidae
010.0. Alopias Rafinesque, 1809

001.0 superciliosus (Lowe, 1840) 5

002.0 vulpinus (Bonnaterre, 1788) 3 4 5
011.0. Carcharodon Smith A., 1838

001.0 carcharias (Linnaeus, 1758) 3 4 5


012.0. Cetorhinus Blainville 1816

001.0 maximus (Gunnerus, 1765) 3 4 5


013.0. Isurus Rafinesque, 1810

001.0 oxyrinchus Rafinesque, 1810 3 4 5


014.0. Lamna Cuvier, 1817

001.0 nasus (Bonnaterre, 1788) 3 4 5

Famiglia Scyliorhinidae

015.0. Galeus Rafinesque, 1810

001.0 melastomus Rafinesque, 1810 3 4 5
016.0. Scyliorhinus Blainville, 1816

001.0 canicula (Linnaeus, 1758) 3 4 5

002.0 stellaris (Linnaeus, 1758) 3 4 5

Famiglia Carcharhinidae


017.0. Carcharhinus Blainville, 1816

001.0 *brachyurus Günther, 1870 3 5

002.0 brevipinna (Müller & Henle, 1839) 3 4 5

003.0 *limbatus (Valenciennes, 1841) 3? 5?

004.0 *melanopterus (Quoy & Gaimard, 1824) 3? 5?

005.0 obscurus (Lesueur, 1851) 5

006.0 plumbeus (Nardo, 1827) 3 4 5
018.0. Galeorhinus Blainville, 1816

001.0 galeo (Linnaeus, 1758) 3 4 5


019.0. Mustelus Linck, 1790

001.0 asterias Cloquet, 1821 3 4 5

002.0 mustelus (Linnaeus, 1758) 3 4 5

003.0 punctulatus Risso, 1826 3 4 5


020.0. Prionace Cantor, 1849

001.0 glauca (Linnaeus, 1758) 3 4 5


021.0. Rhizoprionodon Whitley, 1929

001.0 *acutus (Rüppell, 1835) 3? 5


Famiglia Sphyrnidae
022.0. Sphyrna Rafinesque, 1810

001.0 lewini (Griffith & Smith, 1834) 3?

002.0 mokarran (Rüppell, 1837) 3

003.0 *tudes (Valenciennes, 1822) 3? 4 5?

004.0 zygaena (Linnaeus, 1758) 3 4 5

Ordine Squaliformes


Famiglia Squalidae
023.0. Centrophorus Müller & Henle, 1837

001.0 granulosus (Schneider, 1801) 3 4 5

002.0 *uyato (Rafinesque, 1788) 3 5
024.0. Centroscymnus Bocage & Capello, 1864

001.0 coelolepis Bocage & Capello, 1864 3 5


025.0. Dalatias Rafinesque, 1810

001.0 licha (Bonnaterre, 1788) 3 4? 5


026.0. Echinorhinus Blainville, 1816

001.0 brucus (Bonnaterre, 1788) 3 4? 5


027.0. Etmopterus Rafinesque, 1810

001.0 spinax (Linnaeus, 1758) 3 4? 5


028.0. Oxynotus Rafinesque, 1810

001.0 centrina (Linnaeus, 1758) 3 4 5


029.0. Somniosus Lesueur, 1818

001.0 rostratus (Risso, 1826) 3 4? 5


030.0. Squalus (Linnaeus, 1758)

001.0 acanthias Linnaeus, 1758 3 4 5

002.0 blainvillei (Risso, 1826) 3 4 5

Famiglia Squatinidae


031.0. Squatina (Duméril, 1806)

001.0 aculeata Cuvier, 1829 3 4 5

002.0 oculata Bonaparte, 1840 3 4 5

003.0 squatina (Linnaeus, 1758) 3 4 5

Ordine Rajiformes
Famiglia Torpedinidae
032.0. Torpedo Houttuyn, 1764

001.0 marmorata Risso, 1758 3 4 5

002.0 nobiliana Bonaparte, 1835 3 4 5

003.0 torpedo (Linnaeus, 1758) 3 4 5

Famiglia Rhinobatidae
033.0. Rhinobatos Linck, 1790

001.0 cemiculus Geoffroy Saint-Hilaire, 1817 3 4? 5

002.0 rhinobatos (Linnaeus, 1758) 3 4 5

Famiglia Rajidae


034.0. Raja Linnaeus, 1758

001.0 alba Lacépède, 1803 3 4 5

002.0 asterias Delaroche, 1809 3 4 5

003.0 batis Linnaeus, 1758 3 4 5

004.0 brachyura Lafont, 1873 3 5

005.0 circularis Couch, 1838 3 4 5

006.0 clavata Linnaeus, 1758 3 4 5

007.0 fullonica Linnaeus, 1758 3 4 5

008.0 *melitensis Clark, 1926 3 5

009.0 miraletus Linnaeus, 1758 3 4 5

010.0 montagui Fowler, 1910 3 4 5

011.0 naevus Müller & Henle, 1841 3 4 5

012.0 oxyrhynchus Linnaeus, 1758 3 4 5

013.0 polystigma Regan, 1923 3 4 5

014.0 radula Delaroche, 1809 3 4 5

015.0 rondeleti Bougis, 1959 3

016.0 undulata Lacépède, 1802 3 4 5

Famiglia Dasyatidae


035.0. Dasyatis Rafinesque, 1810

001.0 centroura (Mitchill, 1815) 3 4 5

002.0 pastinaca (Linnaeus, 1758) 3 4 5

003.0 *tortonesei Capapé, 1977 3 4 5

004.0 violacea (Bonaparte, 1832) 3 4 5
036.0. Gymnura van Hasselt, 1823

001.0 altavela (Linnaeus, 1758) 3 4 5

Famiglia Myliobatididae
037.0. Myliobatis Cuvier, 1816

001.0 aquila (Linnaeus, 1758) 3 4 5


038.0. Pteromylaeus Garman, 1913

001.0 bovinus (Geoffroy Saint-Hilaire, 1817) 3 4 5


039.0. Rhinoptera Cuvier, 1829

001.0 *marginata (Geoffroy Saint-Hilaire, 1817) 3? 4? 5?

Famiglia Mobulidae
040.0. Mobula Rafinesque, 1810

001.0 mobular (Bonnaterre, 1788) 3 4 5


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