Gastropoda prosobranchia, heterobranchia heterostropha




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Fascicolo 14
GASTROPODA PROSOBRANCHIA,

HETEROBRANCHIA HETEROSTROPHA
Marco Bodon, Leonardo Favilli, Riccardo Giannuzzi Savelli,

Ferdinando Giovine, Folco Giusti, Giuseppe Manganelli, Giulio Melone,

Marco Oliverio, Bruno Sabelli e Gianni Spada

Il presente fascicolo raccoglie l'opera di dieci ricercatori a cui spetta la responsabilità delle rispettive sezioni, sia per la lista delle specie, che per le note. La responsabilità dei testi introduttivi spetta, invece, a M. Oliverio per la parte generale e per i Gasteropodi Prosobranchi ed Eterobranchi Eterostrofi marini e a M. Bodon, G. Manganelli, L. Favilli & F. Giusti per i Gasteropodi Prosobranchi ed Eterobranchi Eterostrofi terrestri e d'acqua dolce:

M. BODON, G. MANGANELLI, L. FAVILLI & F. GIUSTI - Prosobranchia Archaeogastropoda                              p.p. (Neritidae: generi 013-014); Prosobranchia Caenogastropoda Architaenioglossa                              (Cochlostomatidae, Aciculidae, Viviparidae: generi 060-065); Prosobranchia                              Caenogastropoda Neotaenioglossa p.p. (Thiaridae, Melanopsidae, Pomatiasidae,                              Bithyniidae, Hydrobiidae, Pyrgulidae, Emmericiidae: generi 070-071, 077, 095-126);                              Heterobranchia Heterostropha p.p. (Valvatidae: genere 294)

R. GIANNUZZI-SAVELLI - Prosobranchia Archaeogastropoda p.p. (escluso Neritidae: generi 001-                             012, 015-059)

F. GIOVINE - Prosobranchia Caenogastropoda Neotaenioglossa p.p. (Atlantidae, Carinariidae,                              Pterotracheidae generi: 180-185)

G. MELONE - Heterobranchia Heterostropha p.p. (Architectonicidae, Mathildidae generi: 295-306)

M. OLIVERIO - Prosobranchia Caenogastropoda Neotaenioglossa p.p. (Cingulopsidae,                              Anabathridae, Barleeiidae, Rissoidae, Truncatellidae, Assimineidae, Iravadiidae,                              Elachisinidae, Tornidae, Caecidae, Rissooidea incertae sedis: generi 079-094, 127-138)

B. SABELLI - Prosobranchia Caenogastropoda Neotaenioglossa p.p. (escluso Thiaridae,                              Melanopsidae, Pomatiasidae, Cingulopsidae, Anabathridae, Barleeiidae, Rissoidae,                              Bithyniidae, Hydrobiidae, Pyrgulidae, Emmericiidae, Truncatellidae, Assimineidae,                              Iravadiidae, Elachisinidae, Tornidae, Caecidae, Rissooidea incertae sedis, Atlantidae,                              Carinariidae, Pterotracheidae: generi 066-069, 072-076, 078, 139-179, 186-227);                              Prosobranchia Caenogastropoda Neogastropoda p.p. (escluso Conidae, Turridae: generi                              228-271); Heterobranchia Heterostropha p.p. (escluso Architectonicidae, Mathildidae,                              Valvatidae: generi 307-329)

G. SPADA - Prosobranchia Caenogastropoda Neogastropoda p.p. (Conidae, Turridae: generi 272-                             293)
GASTROPODA PROSOBRANCHIA ED HETEROBRANCHIA HETEROSTROPHA   I Gasteropodi costituiscono la classe dei Molluschi che ha avuto il maggiore successo (oltre 100.000 specie viventi). Primariamente provvisti di conchiglia, hanno il complesso palleoviscerale ruotato in avanti rispetto al complesso cefalopodiale (cavità palleale e ano orientati verso il capo) ed un robusto piede ventrale. Le classificazioni più moderne dei Gasteropodi (Cunningham Vaugth, 1988), in parte basate su recenti revisioni (Haszprunar, 1985, 1988; Salvini-Plawen & Haszprunar, 1987), hanno largamente rivoluzionato i precedenti schemi (es. Thiele, 1929), e prevedono la suddivisione in due sottoclassi: Prosobranchia (principalmente marini, ma anche terrestri e d'acqua dolce) ed Heterobranchia (marini, terrestri e d'acqua dolce). Quest'ultimi includono gli Heterostropha, gli Opisthobranchia e i Pulmonata (questi ultimi eminentemente terrestri e d'acqua dolce).

I Prosobranchi sono stati suddivisi in due superordini, Archaeogastropoda e Caenogastropoda (Haszprunar, 1988; Ponder & Warén, 1988). Gli Archaeogastropoda, benché rappresentino, forse, un grado piuttosto che un clado (Hickman, 1988) possono essere mantenuti come un taxon ortofiletico, in virtù del significativo intervallo evolutivo che li separa dai Caenogastropoda (Haszprunar, 1988). I Caenogastropoda comprendono la maggior parte dei gruppi precedentemente classificati come Mesogastropoda e tutti i Neogastropoda. Vi si riconoscono tre ordini: Architaenioglossa, Neotaenioglossa e Neogastropoda. Gli Architaenioglossa sono considerati da Haszprunar (1988) come un gruppo dalla collocazione incerta, con caratteri (plesiomorfi) richiamanti gli Archaeogastropoda (es. sistema nervoso distenoide). Si sono comunque qui seguiti Ponder & Warén (1988) includendoli nei Caenogastropoda. I Neotenioglossa comprendono la maggior parte dei Caenogastropoda non-neogasteropodi; si riconoscono i tre sottordini: Discopoda, Heteropoda e Ptenoglossa. I Discopoda sono un gruppo piuttosto diversificato, con relativamente poche sinapomorfie, e con un quadro filogenetico ancora non chiarito. Gli Heteropoda includono gasteropodi olopelagici come gli Atlantidae (con conchiglia) o gli Pterotracheidae (con conchiglia larvale caduca). Gli Ptenoglossa comprendono tre gruppi (Triphoroidea, Janthinoidea ed Eulimoidea) principalmente epizoici. La radula ptenoglossa, da cui deriva il nome del sottordine, è condivisa da Eulimoidea e Janthinoidea, mentre altri caratteri riproduttivi (in particolare spermatologici) avvicinano Triphoroidea e Janthinoidea. Il rango sistematico dei Neogastropoda (ordine dei Caenogastropoda, o sottordine dei Neotenioglossa) è tuttora incerto, ed è qui adottata una classificazione conservativa. Nei Neogastropoda, sulla base principalmente delle ipotesi filogenetiche di Ponder (1973), sono riconosciute solo tre superfamiglie (Muricoidea, Cancellarioidea e Conoidea), con molte delle vecchie famiglie ora considerate al livello di sottofamiglia (es. Coralliophilinae nei Muricidae, o Nassariinae nei Buccinidae). In particolare, la classificazione dei Neogastropoda Conoidea è stata recentemente riconsiderata sulla base di indicazioni filogenetiche derivanti da indagini sulla morfologia dell'apparato digerente (Taylor et al., 1994). In questa checklist è stata utilizzata comunque una classificazione conservativa.

Gli Heterobranchia sono caratterizzati, in parte, da un certo grado di detorsione del sacco viscerale e da una cavità palleale parzialmente ruotata all'indietro o assente, con una sola branchia (Opisthobranchia), o con cavità palleale modificata in una sorta di polmone (Pulmonata). La filogenesi degli Heterobranchia (Haszprunar, 1985) è meno chiara e sono attualmente riconosciuti tre grandi raggruppamenti: Heterostropha, Opisthobranchia e Pulmonata. Gli Heterostropha, eterobranchi triganglionati, rappresentano una sorta di gruppo di raccordo, presentando una gamma di combinazioni di caratteri proso- ed opistobranchi. Vi sono comprese alcune superfamiglie (Architectonicoidea, Pyramidelloidea, Rissoelloidea, Omalogyroidea e le enigmatiche Valvatoidea) precedentemente incluse nei Mesogastropoda, e ora riconosciute appartenenti ad una linea congiungente un qualche gruppo di Caenogastropoda basali agli Heterobranchia pentaganglionati (Opisthobranchia e Pulmonata).
La classificazione adottata per la compilazione della presente check-list è qui di seguito sintetizzata [i Seguenziina non sono rappresentati nella fauna attuale italiana]:
Sottoclasse Prosobranchia Milne Edwards, 1848

Superordine Archaeogastropoda Thiele, 1925

Ordine Docoglossa Troschel, 1866

Ordine Cocculiniformia Haszprunar, 1987

Ordine Neritimorpha Golikov & Starobogatov, 1975

Ordine Vetigastropoda Salvini-Plawen, 1980

[Ordine Seguenziina Salvini-Plawen & Haszprunar, 1987]

Superordine Caenogastropoda Cox, 1959

Ordine Architaenioglossa Haller, 1892

Ordine Neotaenioglossa Haller, 1892

Sottordine Discopoda Fischer P., 1884

Sottordine Heteropoda Lamarck, 1812

Sottordine Ptenoglossa Gray, 1853

Ordine Neogastropoda Thiele, 1929

Sottoclasse Heterobranchia Schweigger, 1820

Ordine Heterostropha Thiele, 1829


I vari gruppi verranno introdotti sulla base della loro ripartizione negli ambienti marini o terrestri e d'acqua dolce.
PROSOBRANCHIA ED HETEROBRANCHIA HETEROSTROPHA (specie marine)   La malacofauna marina delle coste italiane presenta un notevole grado di omogeneità nell'ambito della fauna mediterranea. Non esiste a tutt'oggi una revisione seria ed aggiornata della malacofauna marina italiana, neppure limitata ad una sola classe (gasteropodi o bivalvi etc.). Le opere di Parenzan (1970, 1974, 1976), mancano di una seria base tassonomica, e sono comunque estremamente datate. Nel più generale ambito mediterraneo e/o europeo, ai lavori di Nordsieck (1968, 1972, 1982) di base per qualunque revisione attuale, ma caratterizzati da personalissimi concetti tassonomici, sono seguite recentemente alcune revisioni limitate ad alcuni gruppi, e poche guide generali (es. Poppe & Goto, 1991, 1993) a carattere prevalentemente divulgativo, anche se caratterizzate da un sufficiente rigore scientifico. Notevole, per accuratezza, è la serie (non ancora completa) di revisioni dei molluschi batiali ed abissali del Nord-Est Atlantico, incluso il Mediterraneo, a cura di Bouchet & Warén (1980, 1985, 1986, 1993).

La compilazione di un catalogo dei Molluschi delle coste italiane, e più in generale del Mediterraneo, ha un suo inizio storico-scientifico con i cataloghi di Monterosato (1878, e particolarmente 1884). In tempi molto più recenti, l'opera è ripresa con la pubblicazione nel 1980 del Catalogo dei Molluschi conchiferi viventi nel Mediterraneo di P. Piani (e successive errata corrige e addenda). Di tale compendio l'ENEA ha, in seguito, finanziato la realizzazione di una versione aggiornata (Bruschi et al., 1985). Infine, ancor più recentemente, la Società Italiana di Malacologia ha prodotto l'edizione di un'opera che è servita come base per la compilazione di questa checklist,

ovvero un catalogo annotato della malacofauna mediterranea (Sabelli et al., 1990-92).

Nonostante intense ricerche condotte soprattutto negli ultimi dieci anni, alcune aree geografiche risultano ancora poco conosciute faunisticamente. Un esempio è l'Adriatico, ove l'assenza di segnalazioni per alcune specie è probabilmente riconducibile a insufficienti ricerche. Delle circa 1000 specie di prosobranchi ed eterobranchi eterostrofi riportate per il Mediterraneo da Sabelli et al. (1990-92), ben 760 sulla base di questa checklist sono presenti sulle coste italiane (a testimonianza della rappresentatività della fauna italiana nell'ambito del bacino mediterraneo). Pochissime sono le specie considerabili strettamente endemiche, e probabilmente a nessuna può essere riconosciuto lo status di specie in pericolo di estinzione. Molte specie, invece, fanno parte di comunità legate a biocenosi in pericolo o in forte regresso lungo le coste italiane (come le praterie a Posidonia oceanica). Di un ragguardevole numero di specie si hanno segnalazioni solo sulla base di conchiglie prive delle parti molli e, in alcuni casi (in particolare per specie di elevata profondità), non si hanno prove definitive sulla loro appartenenza alla fauna recente mediterranea.



Gli Archaeogastropoda marini italiani sono rappresentati da 17 famiglie. La classificazione sopragenerica del gruppo è basata principalmente sulla revisione di Hickman & McLean (1990). La tassonomia delle specie mediterranee (ed italiane in particolare) del gruppo è sufficientemente nota, con l'eccezione dei gruppi skeneimorfi (Warén, 1992) per i quali le scarse conoscenze anatomiche e le minute dimensioni rendono i dati tassonomici e corologici ancora preliminari. Esistono buone revisioni di pochi gruppi, come i Cocculiniformia (Luque & Dantart, 1993), i Fissurellidae (Piani, 1988) o i Tricoliidae (Gofas, 1982, 1985, 1993).

I Caenogastropoda comprendono, nelle acque italiane, circa 51 famiglie. Alcune di esse includono specie caratterizzate, in genere, da piccole dimensioni e/o che necessitano tuttora di revisioni adeguate. I tre sottordini dei Caenogastropoda neotenioglossi (Discopoda, Heteropoda e Ptenoglossa) sono ben rappresentati nelle acque italiane, con 42 famiglie di sicura identificazione. Per i Discopoda rissoiformi sono stati adottati gli schemi di Oliverio et al. (1986, 1988), Amati (1988) e Sabelli et al. (1990-92), largamente basati sulle revisioni generiche di Ponder (1983, 1984, 1985) e Ponder & Yoo (1980), e sulle ipotesi filogenetiche di Ponder (1988). Gli Heteropoda sono tutti organismi pelagici, in gran parte cosmopoliti. La indisponibilità di una parte importante del materiale tipico e la necessità di operare su materiale vivente per la individuazione di caratteri diagnostici fanno sì che siano ancora molti i problemi tassonomici e corologici del sottordine. L'impostazione tassonomica della checklist è basata principalmente sui lavori di Tesch (1949), Thiriot-Quievreuz (1973), Van der Spoel (1976), Seapy (1985) e Lalli & Gilmer (1989). Per le specie mediterranee si è tenuto conto, oltre che dei dati disponibili su materiali raccolti durante campagne oceanografiche europee, anche di opere classiche (Philippi, 1836; Gegenbaur, 1855; Issel, 1915; Richter 1968). Non sono state, invece, prese in considerazione le pur numerose segnalazioni di stadi larvali di Firoloididae, stante l'impossibilità a tutt'oggi di poter attribuire, al di là di ogni ragionevole dubbio, gli stadi larvali caduchi alle singole specie. Per gli Ptenoglossa è fortemente sentita la mancanza di revisioni aggiornate, soprattutto per Aclididae, Epitoniidae, Eulimidae e Cerithiopsidae. Per gli Epitoniidae, oltre alle classiche opere di De Boury, pubblicate tra il 1885 e il 1917, sono stati utilizzati pochissimi lavori di sufficiente livello; alcuni dati importanti sono stati sintetizzati da Bouchet & Warén (1988, con bibliografia), nell'ambito della revisione delle specie batiali ed abissali. Anche per gli Eulimidae sono disponibili buoni dati solo per le poche specie batiali ed abissali (Bouchet & Warén, 1989). La classificazione dei Cerithiopsidae è largamente tradizionale, sia per l'inquadramento generico che specifico, in quanto la revisione della famiglia effettuata da Marshall (1978) non è stata ancora applicata a tutte le specie mediterranee, a causa della carenza di studi sulle parti molli. I Triforidae mediterranei sono stati recentemente revisionati da Bouchet (1984). I Neogastropoda offrono, comparabilmente, minori problemi tassonomici, se si escludono i gruppi appartenenti alla superfamiglia Conoidea. Per questi ultimi (famiglia Turridae s.l.) si è seguito Bouchet (1990) nel non considerare plausibile la suddivisione di specie in generi diversi sulla sola base delle differenze nello sviluppo larvale. Così Fehria van Aartsen, 1988 è considerato sinonimo di Bela Leach in J.E. Gray, 1847, Mangiliella Bucquoy, Dautzenberg & Dolfuss, 1883 sinonimo di Mangelia Risso, 1826 e Philbertia Monterosato, 1884 sinonimo di Raphitoma Bellardi, 1847.

Per tutti i Caenogastropoda marini bentonici, il reale significato tassonomico ed evolutivo dei caratteri legati allo sviluppo larvale (Oliverio, 1991, 1994, 1995a, 1995b) è ancora non ben definito. Nel frattempo, molte specie sono state istituite sulla base di differenze nello sviluppo larvale (presenza/assenza di fase larvale planctotrofica).

Gli Heterobranchia Heterostropha sono presenti in Italia con numerosissime specie di dimensioni da medie a minute (da 3-4 cm a meno di un millimetro). La revisione degli Architectonicidae mediterranei di Melone & Taviani (1984) costituisce la base della presente checklist, con riferimenti a Bieler (1988) per quanto riguarda l'impostazione sistematica. Per gli Omalogyridae ci si è basati sulle revisioni di Gaglini & Curini-Galletti (1978) e di Palazzi (1988). I lavori di van Aartsen (1977, 1981, 1987, 1994) sui Pyramidelloidea (s.l.) sono stati seguiti in grandissima parte, pur essendo evidente le necessità di profonde revisioni, a vario livello, di tutto il gruppo (vedi ad es. Warén, 1994). Alcune famiglie, minori per numero di specie, ma importantissime dal punto di vista filogenetico, andrebbero revisionate a fondo; in esse confluirebbero, probabilmente, specie attualmente collocate come incertae sedis tra gli Archaeogastropoda o i Caenogastropoda.
PROSOBRANCHIA ED HETEROBRANCHIA HETEROSTROPHA (SPECIE TERRESTRI E D'ACQUA DOLCE)   I Prosobranchi terrestri italiani comprendono tre famiglie: Cochlostomatidae, Aciculidae e Pomatiasidae. Mentre per l'ultima di queste, dato il ridotto numero di generi e di specie in essa compresi, non sussistono problemi tassonomici di rilievo (cf. Ibáñez & Alonso, 1980), per le altre rimane ancora incerta la definizione di molti taxa sia del gruppo della specie, che del gruppo del genere. Ciò si deve, in particolare, alla difficoltà di una obiettiva valutazione del significato dei caratteri conchiliologici sui quali è quasi unicamente basata l'indagine tassonomica. Per gli Aciculidae è stata seguita la recente monografia di Boeters et al. (1989). Per i Cochlostomatidae si è tenuto conto dei risultati di una revisione basata sui caratteri del nicchio, relativa alle sole specie presenti nell'arco alpino centro-orientale (Bank, 1988) e di uno studio anatomico, relativo ad un numero limitato di entità, che ha consentito di ridefinire l'inquadramento sopraspecifico (Giusti, 1971). Resta da chiarire lo status di molti taxa, in particolare di quelli descritti per l'Italia peninsulare ed insulare (cf. Alzona, 1971).

Per quanto riguarda le restanti famiglie (Prosobranchia: Neritidae, Viviparidae, Thiaridae, Melanopsidae, Bithyniidae, Hydrobiidae, Pyrgulidae, Emmericiidae; Heterobranchia: Valvatidae) che comprendono tutti prosobranchi ed eterobranchi eterostrofi d'acqua dolce (ad eccezione dei generi Smaragdia e Hydrobia, marini o salmastri) sono disponibili due guide (Girod et al., 1980; Giusti & Pezzoli, 1980), tuttavia ormai in gran parte superate, nelle quali vengono trattate numerose delle entità presenti nel territorio italiano. Le uniche checklist di gasteropodi prosobranchi ed eterobranchi di acqua dolce attualmente disponibili consistono in una rassegna completa dei taxa italiani e della bibliografia relativa parzialmente aggiornata fino al 1965 (Alzona, 1971), nei contributi inseriti nelle due edizioni della Limnofauna Europaea (Jaeckel, 1967; Willmann & Pieper, 1978), e in un elenco di entità viventi in acque sotterranee, pubblicato in Stygofauna Mundi (Bole & Velkovrh, 1986). Mentre l'ultimo può costituire ancora un utile punto di riferimento, gli altri sono decisamente inadeguati sia per quanto concerne il catalogo delle specie, sia per l'inquadramento tassonomico. I Neritidae acquidulcicoli sono stati oggetto di una revisione che ha chiarito lo status delle entità più diffuse (Bodon & Giovannelli, 1995). Restano, invece, irrisolti numerosi problemi nell'ambito delle famiglie Bithyniidae e Valvatidae. Quanto agli Hydrobiidae, la situazione è in continua evoluzione e sia l'inquadramento sopraspecifico che lo status di molti taxa descritti nel passato necessitano di un'attenta revisione. Solo di recente sono stati intrapresi studi su base genetica, riguardanti anche materiale italiano, suscettibili di avere significativi riflessi sull'assetto speciografico della famiglia (Haase, 1993, 1994). Al momento vengono elencate tutte le entità citate in letteratura, molte delle quali descritte, segnalate o riesaminate dopo la pubblicazione della guida di Giusti & Pezzoli (1980) e il contributo di Bole & Velkovrh (1986) (Giusti & Bodon, 1981, 1984; Giusti et al., 1981; Bodon & Giusti, 1982, 1986, 1991; Bodon & Giovannelli, 1993, 1994; Bodon et al., 1992, 1995; Manganelli et al., 1995). Il catalogo faunistico qui proposto non comprende, comunque, altre entità individuate, ma non ancora descritte o studiate.

Un buon livello di conoscenza, relativamente alle distribuzioni geografiche sia dei prosobranchi degli ambienti lacustri (Mirolli, 1958; Annoni et al., 1981; Mariani et al., 1981; etc.), che degli Hydrobiidae delle sorgenti e delle acque sotterranee (Pezzoli, 1988a, 1988b, 1989, 1990a, 1990b; Pezzoli et al., 1990), è stato raggiunto per l'Italia settentrionale. Meno studiate, invece, risultano le faune dei corsi d'acqua. Nel centro-sud e nelle isole, inoltre, recenti ricerche confermano l'esigenza di più approfonditi studi sulle faune delle acque sotterranee e sorgive.

I problemi relativi alla conservazione dei molluschi rimangono da affrontare. Gli unici contributi sono rappresentati da una checklist assai incompleta di entità endemiche italiane (Wells & Chatfield, 1992) e da una checklist di entità minacciate che, peraltro, include molte specie prive di reali pericoli (Groppali & Priano, 1992). Nel presente contesto sono segnalate soltanto le specie a distribuzione estremamente localizzata e la cui sopravvivenza è suscettibile di essere minacciata dall'alterazione dell'habitat e le specie che appaiono, almeno su alcune aree del territorio italiano, in forte declino.


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