Dna non codificante




Дата канвертавання27.04.2016
Памер72.89 Kb.
Ricerche Kung fu e approfondimenti
In biologia molecolare si definisce DNA non codificante ogni sequenza di DNA in un genoma non soggetta a trascrizione in RNA o rimossa dall'mRNA prima della traduzione (introni) e che viene perciò considerata, allo stato attuale delle conoscenze nel campo, apparentemente priva di funzione, nonostante diverse ipotesi in merito siano state formulate. Nella comunità scientifica, tali regioni di DNA sono spesso indicate con i termini di junk DNA o DNA spazzatura.

Perché DNA spazzatura? [modifica]




La composizione del genoma umano (dati tratti da Venter, 2001).

Circa il 98.5% del genoma umano è composto di sequenze non codificanti. Tale porzione comprende anzitutto le regioni introniche (circa il 26% dell'intero genoma) e quelle poste come separazione tra geni contigui: questi due tipi di sequenza derivano probabilmente da artefatti evolutivi e non sembrano avere oggi alcun tipo di utilità. Rimane pur vero che la rimozione degli introni di un gene produce il non funzionamento del trascritto esattamente come se ad essere rimossa fosse una regione codificante. Un esperimento di questo tipo è stato svolto in una specie di pianta: il danneggiamento di una regione intronica ha prodotto un cambiamento notevole nella struttura della foglia, dovuto alla scorretta trascrizione e traduzione delle sue proteine strutturali.

Anche considerando gli introni come afferenti al DNA codificante, tuttavia, la percentuale di DNA che sembra non utilizzato rimane molto alta (intorno al 72.5%). Al suo interno, una parte preponderante è costituita da elementi ripetuti (o DNA ripetitivo), privi di funzione, spesso utilizzati dai genetisti per svolgere analisi filogenetiche. La frazione restante è il vero DNA spazzatura, privo di alcuna funzione nota ed impossibile da classificare in alcun modo.

É molto probabile, tuttavia, che tutto questo junk DNA abbia un qualche ruolo. Ciò spiegherebbe la sua preponderanza nel genoma. Alcune sequenze spazzatura, infatti, presentano un'altissima conservazione tra numerose specie, alcune filogeneticamente molto lontane. Recenti esperimenti hanno infatti evidenziato che il DNA non codificante potrebbe avere diverse funzioni, molto diverse dalla semplice trascrizione e traduzione.

Occorre precisare che la dimensione del genoma, e quindi anche la quantità di porzioni non codificanti, sono poco correlati alla complessità dell'organismo: il genoma di Amoeba dubia, una ameba unicellulare, ha più di 200 volte la quantità di DNA rilevata nel genoma umano; Fugu rubripes, noto come pesce palla, presenta invece circa un decimo del genoma umano, pur avendo un numero di geni comparabile. La maggior differenza tra l'uomo ed il pesce palla, invece, sembra proprio essere la quantità di sequenze non codificanti. Questo enigma, noto come paradosso del C-value o, più correttamente, enigma del C-value (C-value si riferisce alla quantità di DNA contenuto in nel nucleo di una cellula aploide), deve ancora essere risolto.


Ipotesi sull'origine e la funzione [modifica]


Esistono numerose ipotesi sull'origine e la persistenza nel genoma di ampie regioni non codificanti. Nessuna di queste è riuscita a convincere totalmente la comunità scientifica. È comunque possibile che ogni ipotesi sia parzialmente corretta, e che l'intero DNA spazzatura persente nel genoma si sia originato in numerosi modi diversi, alcuni dei quali descritti appunto dalle teorie seguenti.

  • Queste regioni potrebbero essere rimasugli di pseudogeni, che nel corso dell'evoluzione avrebbero perso la loro funzione, anche a causa di eventuali frammentazioni della sequenza codificante.

  • L'8% del DNA non codificante è stato dimostrato essere stato originato da retrotrasposoni di HERV (dall'inglese Human Endogenous RetroVirus), ma si ipotizza che questa percentuale possa essere ritoccata a quasi il 25% del genoma umano.

  • Il junk DNA potrebbe avere una funzione protettiva nei confronti delle regioni codificanti. Dal momento che il DNA è continuamente esposto a danni casuali da parte di agenti esterni, infatti, una tanto alta percentuale di DNA non codificante permette di pensare che le regioni ad essere statisticamente più danneggiate siano in realtà non codificanti.

  • Il DNA spazzatura potrebbe anche essere una sorta di riserva di sequenze al momento non codificate, ma dalle quali potrebbe emergere un qualche gene in grado di conferire vantaggio all'organismo. Da questo punto di vista, dunque, tali regioni costituirebbero le vere basi genetiche dell'evoluzione.

  • Parte del junk DNA è ritenuto essere, più semplicemente, un elemento spaziatore tra geni. In questo modo gli enzimi che hanno rapporti con il materiale genetico avrebbero la possibilità di complessare più agevolmente il DNA. Il DNA spazzatura così, potrebbe avere una funzione fondamentale pur essendo composto di una sequenza assolutamente casuale.

  • Alcune regioni di DNA non codificante potrebbero avere una funzione regolatoria sconosciuta: potrebbero ad esempio controllare l'espressione di alcuni geni o lo sviluppo di un organismo dallo stato embrionale a quello adulto.

  • Nel junk DNA potrebbero essere contenute numerose sequenze trascritte ad RNA ma non tradotte a proteina: questi non coding RNA sono ancora poco conosciuti, ma si ritiene possano essere molti di più di quelli attualmente noti.

  • Alcune teorie puntano invece a confermare che tale DNA non abbia in effetti alcuna funzione. In un recente esperimento è stata rimossa una quantità di junk DNA dal genoma murino pari all'1%. I topi sottoposti al trattamento non hanno mostrato alcun tipo di fenotipo. Ciò può comunque essere interpretato in due modi: il DNA non codificante non ha effettivamente nessuna funzione, oppure i ricercatori non sono stati in grado di sviluppare un metodo di rilevazione tale da osservare cambiamenti fenotipici nei topi.

Conservazione del DNA non codificante [modifica]


Dal punto di vista teorico, la presenza di alte proporzioni di DNA spazzatura sembra essere contro la logica evoluzionistica: la replicazione di una tale quantità di informazioni inutili, infatti, sembrerebbe essere un grande spreco di energia. Gli organismi con una minore quantità di junk DNA, risparmiando energia, dovrebbero presentare un vantaggio selettivo e, lungo l'evoluzione, il DNA spazzatura sarebbe dovuto scomparire. In base a questo, sembrerebbe evidente che il DNA non codificante debba avere una qualche funzione.

In realtà, è possibile giustificare queste considerazioni anche partendo dal presupposto che tali sequenze non abbiano alcuna funzione.



  1. L'energia richiesta per la replicazione di grandi quantità di DNA inutile è in realtà insignificante se correlata all'intera quantità di energia spesa per l'intero processo replicativo.

  2. Va ricordato il già citato vantaggio selettivo che potrebbe derivare dalla presenza di una riserva di sequenze extra non codificate. Ciò potrebbe giustificare la persistenza di queste regioni nel corso dell'evoluzione.

  3. L'attività integrativa dei retrotrasposoni avviene più velocemente di quanto l'evoluzione sia in grado di eliminarli. Ciò spiegherebbe perché le regioni non codificanti, invece di diminuire, possano aumentare nel corso dell'evoluzione.

La genomica comparativa è una via promettente per la comprensione della reale funzione del DNA non codificante. È infatti ampiamente condiviso nella comunità scientifica il fatto che le regioni codificanti (o dotate di un qualche ruolo) siano ampiamente conservate, dal momento che una loro eventuale mutazione potrebbe indurre fenotipo negativo. A testimonianza di ciò sta l'ampia omologia (all'80%) tra un tipico gene umano ed uno, ad esempio, murino. I genomi dei due organismi hanno invece una percentuale di omologia molto minore. Confrontando dunque le regioni non codificanti di diversi organismi, è possibile comprendere se esse abbiano o meno una qualche funzione: regioni strettamente conservate (similarmente a quanto avviene per i geni), avranno con tutta probabilità una funzione; in caso contrario, è possibile che non presentino alcuna funzione.

In un recente studio, circa 500 elementi ultraconservati sono stati individuati in tutti i genomi di vertebrati analizzati, individuati in quello che prima era indicato come junk DNA. La funzione di queste regioni resta comunque ignota, ma analisi di questo tipo permettono di focalizzare le indagini su precise sequenze. Si ritiene, in particolare, che queste possano essere sequenze coinvolte nello sviluppo da embrione ad adulto. La rilevanza statistica di tali risultati è tuttavia minata dalla relativa poca disponibilità di genomi sequenziati e non è quindi in realtà possibile parlare di generale conservazione. Con il sequenziamento di ulteriori genomi di vertebrati, gli scienziati potranno definire con maggiore chiarezza il livello di conservazione di tali sequenze.


Ruolo del DNA non codificante per evoluzionismo e creazionismo [modifica]


La questione dell'effettiva inutilità del junk DNA costituisce uno dei punti caldi della controversia tra evoluzionismo e creazionismo. I sostenitori del creazionismo e del disegno intelligente ritengono che non sia ammissibile la presenza di DNA spazzatura (questo renderebbe la Creazione meno perfetta) o che, comunque, tali sequenze possano al limite dimostrare la presenza di un deterioramento del DNA, non di una sua evoluzione. Per i creazionisti, la maggior colpa dei colleghi darwinisti risiede nei numerosi ritardi che la ricerca sul junk DNA ha subito, proprio a causa della sua presunta inutilità. I sostenitori dell'evoluzione ritengono che almeno una parte di tali sequenze sia effettivamente priva di alcuna utilità. Dal loro punto di vista, poi, ci sono evidenze che anche le regioni non codificanti abbiano subito una evoluzione ben precisa, riscontrabile attraverso la genomica comparativa.

L'argomento che ci siamo proposti di affrontare in maniera esaustiva e comprensibile non solo agli addetti ai lavori come si suole dire, concerne la problematica dell'Essere Umano inserito in un contesto universale e non solo nel ristretto orto di questo nostro Pianeta Terra .­

Gli argomenti che saranno affrontati riguardano la sfera del sapere che è molto vasta e capiente di argomenti sufficientemente collegati tra loro, ma che per la vastità non sarà possibile che sfiorarli semplicemente .­

Iniziamo da ciò che definiamo Universo e sull'ipotesi più credibile sul come esso si sia formato .­

E' ormai accertato che l'Universo si sia originato da una trasformazione in cui il tutto sarebbe paragonato ad un solo concentrato puntiforme di massa che, esplodendo, iniziò la trasformazione dell’ Energia Potenziale, in Energia Cinetica ed in successione, in materia o massa. -

A questo punto abbiamo accennato all'Energia nei suoi due aspetti principali, ovvero Energia Potenziale ed Energia Cinetica. –

In pratica, per meglio far comprendere che cosa indichiamo con il termine Energia Potenziale, facciamo un esempio elementare, ma significativo: - Si prenda un contenitore e lo si riempia con un (1) litro di acqua e lo si collochi ad un metro sopraelevato da un piano di riferimento che per comodità può essere considerato a livello del mare.

Le grandezze che vengono evidenziate in questo caso, sono:

1)    - L'altezza dal suolo o livello di riferimento pari ad

1 metro.


2)    - L'accelerazione di gravità pari a g=9,8 metri/sec. 2 pot.

L'Energia Potenziale in questo caso, sarà. - E (pot.le) = radice quadrata di 2gH in cui

g = accelerazione di gravità ed H = altezza a cui è stata posto il contenitore dell'acqua.

Come è visibile dall'espressione, l'energia potenziale prescinde dalla natura della massa e dalla natura del materiale, mentre è strettamente connessa a due grandezze che sono la gravità ed il dislivello.

Per l'Energia Cinetica invece avremo:

E (cin.ca) = 1/2 . m.V. elevata alla seconda potenza, in cui m=massa e V = la velocità con cui si muove la massa specifica.

La definizione che viene attribuita all' evento creativo è BIG BANG .­

La teoria, appunto del Big Bang identifica la nascita dell'Universo da una grande esplosione iniziale. –

In sintesi, la Materia che si sarebbe trovata in uno stato di elevatissima densità e temperatura, si espanse con una velocità elevatissima (V. della Luce) e, durante questa fase, la temperatura subì una riduzione successiva fino a che l'Idrogeno e l'Elio (elementi primi a formarsi dopo l'esplosione) passarono ad una fase di condensazione formando le Stelle e gli aggregati stellari che chiamiamo Galassie .­

La Grande Esplosione avrebbe generato le funzioni principali che conosciamo e che sono alla base della nostra scienza ovvero, il Tempo, la Velocità e l'effetto di queste due prime grandezze fisiche, lo Spazio .­

A queste funzioni di base vanno aggiunte tutte le altre ed in particolare quella che universalmente pone l'Azione contrapposta alla Reazione .­

Con il BIG BANG inizia anche la dilatazione dello Spazio che, secondo il rapporto di massimo volume - minima superficie, non può essere che sferico e con esso, inizia anche il Moto Pendolare.

Nasce un'altra funzione ed essa è la Gravitazione Universale ovvero, la forza che si oppone a quella che spinse la Materia generatasi a dilatarsi in modo continuo nello Spazio che la stessa Materia determina istante dopo istante .­

L'esistenza della grandezza fisica antagonista, definita Gravitazione Universale, ci indica che tutti i componenti dell'Universo sono soggetti ad una traslazione la cui velocità tende a diminuire per giungere in un tempo definito, ma ad oggi, indefinito, al valore di Zero per poi invertirsi .­

Grazie agli studi dello scienziato Plank, disponiamo di una costante che caratterizza la Gravitazione Universale e che è un numero puro equivalente a:

h=1,054571 z 10 elevato alla potenza -34

Potrebbe esistere una correlazione tra Velocità di espansione della Materia ed l’evoluzione della Creazione nel suo insieme:

Infatti, se osserviamo l'Universo ed i risultati degli studi che si sono potuti attuare dopo le esplorazioni lunari, gli esami su particelle di Meteoriti trovati sulla Terra, nonché i risultati degli studi geologici eseguiti sulle rocce di casa nostra, possiamo quasi affermare che le tracce lasciate dal tempo indicano un'evoluzione lenta di formazione di quei materiali che nella Genesi degli eventi, sono stati certamente tra i primi a scaturire dalla trasformazione dell'Energia Primordiale in Massa o Materia .-

Essi, in effetti sono stati originati molto tempo prima degli Esseri Viventi, ma molto tempo dopo l'inizio dell'Universo.

Questo fatto può significare che la dilatazione dello spazio e la sua progressiva formazione sia avvenuta con una velocità molto alta nell'atto dell'esplosione (300 mila Km. al secondo) e decrescente man mano che la trasformazione dell'Energia in Massa o Materia si completi .­

Nel momento in cui tutta l'Energia Primordiale si sarà trasformata e la Materia avrà raggiunto la massima entità e la Sfera dello Spazio Universale, la massima dilatazione e, quindi il massimo volume, il tempo si fermerà ed un attimo successivo, invertirà la direzione, contraendosi .­

Se si vuole figurare gli eventi creativi come si suppone essi siano avvenuti, basta rappresentare un sistema sferico concentrico il cui centro è assimilabile al Principio in cui si verificò il Big Bang .­

Al fine della figurazione dello Spazio Universale ci è di aiuto la definizione che unisce l'Energia alla Massa con la seguente relazione:

e = m. V2 ovvero Massa moltiplicato la Velocità elevata al quadrato, dove la Velocità è quella della Luce.

Il volume di una sfera è dato da:

Vol. Sfera = 413 . p . r3 dove :

p = pi greco =3,14

r = raggio della sfera per cui (4/3 x p) = K (costante)

e se r (raggio della sfera) lo consideriamo proporzionale a V (Velocità della Luce) nel primo istante dopo il Big Bang, lo Spazio Universale avrà iniziato a delineare un limite reale e dal volume iniziale progredirà mentre la trasformazione Energia - Massa continuerà e con essa, il processo evolutivo ormai innescato .­

II moto a cui è soggetto 1' Universo non dovrebbe essere del tipo Uniforme ma Uniformemente Ritardato proprio come le stessi leggi fisiche che regolano il Moto Pendolare per cui il Vettore "V" ovvero, il Raggio della Sfera Universale tenderebbe in un tempo "T" a non subire più incrementi nel suo valore assoluto e successivamente, invertirsi di segno con l'inevitabile conseguenza di contrarre la Sfera Universale fino a ritornare al punto Zero, origine del tutto .

Questo riguarda però lo stato finale, ma la formazione della Materia non può avvenire in modo uniforme per la qual cosa non è da escludere che esistono stadi intermedi in cui aggregati di Materia di entità limitata, all'interno della sfera universale, raggiungono in un tempo più breve, la massima espansione proporzionale alla massa realizzatasi e, pertanto essendo avvenuta l'intera trasformazione di quella parte di energia, a causa della gravitazione del massimo stato di materia (parziale), le singole masse si attraggono tra loro e quel tempo si inverte mentre le stesse masse parziali si avvicinano sempre di più tra loro e la velocità di avvicinamento aumenta fino a che, per un osservatore esterno a questo sistema in collasso, non è possibile osservare alcuna luce perché anche essa non riesce a sfuggire all'immane gravitazione che si viene a determinare .-

Questo evento viene definito come "Buco Nero".­

Al termine, quando la massa complessiva del sistema stellare parziale avrà raggiunto la massima densità, il sistema collasserà dando origine ad un nuovo Bang parziale e quella parte riprenderà ad espandersi generando un nuovo sistema stellare o galassia con le leggi fisiche che regolano tutto l'Universo. -

Dopo aver fatto una rapida carrellata sull'evento iniziale del nostro Universo, spostiamo l'attenzione sul nostro sistema solare dove una serie di Pianeti e satelliti di questi ultimi, orbitano intorno alla stella Sole descrivendo intorno ad essa dei tracciati ellittici (orbite) .

Tra tutti i pianeti che sono stati individuati nel nostro sistema, dovrebbe essercene un altro non ancora divulgato perché non ancora visibile con tutti i telescopi, ma di cui esistono attualmente solo delle indicazioni come perturbazioni notate delle orbite dei pianeti periferici come Nettuno e Plutone .­

Sembra anche che la N.A.S.A (Ente Spaziale Americano) sia in possesso di documentazioni che convaliderebbero l'esistenza del Pianeta X o decimo Pianeta del nostro sistema .­

Qui invece si farà riferimento a quanto è emerso dalle traduzioni di alcune tavolette sumere (in argilla ed incise in caratteri cuneiformi) risalenti a circa il 13000/12000 a. C. in cui compare il nome di un Pianeta, all'epoca sicuramente visivo, a cui i Sumeri diedero il nome di "Nibiru”.­

Dagli stessi documenti sono indicati alcuni dati astrofisici ed in particolare il periodo di rotazione di questo corpo celeste intorno al Sole che dovrebbe essere di 3600 degli anni (lunari) secondo il nostro metro di misurazione del tempo.­

La proporzione del Tempo potrebbe sembrarci assurdo ed inusuale, ma se facciamo delle considerazioni, il fatto non è per niente impossibile .

Prima cosa, se questo Pianeta lo consideriamo reale ed esistente, esso dovrebbe essere di massa relativamente piccola con un volume discretamente grande tanto da poter essere stato visto ad occhio nudo in tempi che furono (Sumeri). -

In pratica, in base all'orbita che si può dedurre dai dati sumeri, ci dovremo trovare alla presenza di un corpo celeste privo di nucleo pesante e per questa ragione che possiamo affermare che esso è del tipo "cavo" con massa distribuita.

La rotazione intorno al proprio asse dovrebbe essere molto lenta tanto da presentare un suo emisfero rivolto verso il Sole per molto tempo rispetto alle nostre concezioni perché il periodo di esposizione non dovrebbe essere meno di nostri 10 giorni; - in pratica, un anno Nibiru dovrebbe essere composto da circa 80000 nostri giorni .­

In base a queste, diciamo ipotesi di lavoro, il Pianeta Nibiru è paragonabile solo paragonandolo ad un altro tipo di corpo celeste come le Comete .­

Anche questi corpi celesti che fanno parte della nostra stella Sole si comportano alla stessa maniera per quanto concerne l'orbita e, pertanto l'ipotesi del Pianeta X o decimo pianeta dovrebbe essere approfondita partendo, in mancanza di dati certi, da ipotesi di lavoro .

E' anche ipotizzabile, considerate le diverse circostanze che abbiamo descritto in precedenza, che questo corpo celeste possa essere paragonato ad un'Astronave orbitante intorno al Sole.

Occorre un poco di immaginazione ed avventurarsi al limite della Fantascienza che in questo caso, come lo è stato per altre circostanze, potrebbe essere più reale di quanto si possa pensare ed ipotizzare.

Per questa ragione spingeremo la nostra indagine cavalcando ipotesi azzardate ed in base ad esse cercheremo di trovare dei riferimenti che, in qualche modo, possano essere giustificativi logici di una forse realtà che ci sfugge e di cui potrebbero esserci solo delle labili tracce presenti sul nostro pianeta Terra.

Oltre ai testi sumeri prenderemo in esame il più antico libro religioso che è la Sacra Bibbia perché riteniamo che esso sia uno scritto che contiene tra le righe un qualcosa di pertinente con l'argomento che trattiamo.

I passi biblici di maggior coerenza con quanto stiamo trattando, sono:

- II libro della Genesi. –

- Il libro di Enok. –

- Il libro di Ezechiele.

Il libro della Genesi, in particolare descrive la Creazione in maniera esauriente sempre però se si è disposti ad ammettere una progressione degli eventi fuori dalle linee artefatte delle Religioni che non badano ad una visione scientifica e di eventi che si sono verificati nella realtà, ma in forma più o meno velata, ma tendono a minimizzare ciò che potrebbe danneggiare le linee tracciate da un Clero che vuole mantenere un potere che non gli compete operando sulla ignoranza della gente.

Ma ritorniamo al decimo pianeta, dopo la ricerca iniziata da Sir. Lowell, gli si affiancò lo studioso americano J. Brady che aveva scoperto, durante lo studio della Cometa Halley che la sua orbita, alla pari di quanto si costata per i Pianeti Urano e Nettuno, era influenzata dalla presenza di un campo gravitazionale che poteva essere giustificata solo dalla presenza di un alto corpo celeste esistente oltre il pianeta Plutone e caratterizzato da un'orbita retrograda.

In seguito, nei primi anni 80 e dopo con i satelliti artificiali Pionier 10 ed 11 e Vojager, si ebbe la conferma che doveva esserci, appunto, un corpo celeste di dimensioni più grandi di due o tre volte il pianeta Terra, ad una distanza discretamente elevata da tutti i pianeti esterni.

Come si è già detto, la NASA si espresse in modo che ammetteva la possibilità dell'esistenza di un altro pianeta orbitante, dopo che i satelliti artificiali individuarono una gran massa (o dimensione materiale) in direzione della costellazione di Orione .

Nell'occasione, molti autorevoli ambienti scientifici si lasciarono ad affermazioni che convalidavano l'esistenza del decimo pianeta o qualcosa di equivalente e non ancora ben identificato .

Qualche conferma arrivò anche dall'Uk's Open University ed in contemporanea dall'University of Southwestern Luisiana che con studi separati arrivò alla medesima conclusione che doveva esserci un oggetto non ancora identificato all'estremo del nostro sistema solare che, a seguito della sua massa e dimensione, esercitava una forza gravitazionale in grado di ostacolare l'uscita delle sonde spaziali dal sistema solare e di deviare il tracciato matematico delle Comete.

Non passò tempo e l'Osservatorio Svizzero di Neuchatel annuncia che gli astronomi ivi operanti avevano individuato una massa di colore arancione nei lontani spazi siderali e lo stesso avvenne, con molta probabilità, per il Gordon Macmilla Southon Observatory di Lowell in Arizona.

In entrambi gli avvistamenti si parlò di un corpo planetario in orbita regolare di avvicinamento alla Terra.

Qualche anno fa (Gennaio 2002) alcuni astronomi francesi hanno comunicato di essere riusciti a fotografare una massa celeste in avvicinamento discendente verso la Terra .

Se le cose stanno esattamente come indicato dagli astronomi, nel corso dell'anno 2003, questo pianeta, se la massa diffusa è tale, sarà possibile osservarlo ad occhio nudo.

Sembrerà strano, ma i Sumeri già 7000 anni fa avevano indicato tutti i componenti del sistema solare come anche l'orbita del decimo pianeta chiamato Nibiru come è raffigurato in un sigillo cilindrico sumero conservato attualmente al Museo di Berlino.

Come oggi non possiamo ignorare che i Sumeri erano a conoscenza della reale composizione del Sistema Solare comprensivo dei Pianeti come Urano, Nettuno e Plutone che solo negli ultimi cinquanta anni gli Astronomi contemporanei sono stati in grado di documentarci sulla loro esistenza, così non possiamo ignorare quanto gli stessi Sumeri ci hanno tramandato circa i "visitatori” chiamati Anunnaki ovvero "Coloro che vengono dal cielo".­

I testi ebraici, in certi casi sono abbastanza lacunosi, ma in essi sono citati due termini che sono: Nafal (gli angeli che caddero per non aver osservato gli ordini di Dio) e, nuovamente quando si parla dei loro figli, é usato il termine "Nefilim" come vocabolo di non osservanza del volere Divino da parte dei "Vigilanti" che dovrebbero essere stati Angeli o creature preposte del periodo della Creazione, quindi entità cacciate .­

Questi concetti sono constatabili nel libro della Genesi, nonché nel Documento di Damasco di cui si è inserito un'appendice in questo testo.

Dalle notizie menzionate si evince che l'essere umano ha da sempre ignorato volutamente la probabilità dell'esistenza di altre entità al di fuori della propria e che esclude a priori 1'intervento di entità diverse che, in qualche modo abbiano la possibilità di interferire con noi uomini nella determinazione della storia.

Ci sembra esattamente presuntuosa e pericolosa questa convinzione che esclude qualsiasi presenza estranea e, per questa ragione nessuno si attiva per contrastare interferenze negative che limitano la "libertà" di noi esseri terreni che paragonati al contesto in cui viviamo, siamo costretti ad oppressioni di ogni specie che non trovano riscontro negli altri generi viventi come il mondo vegetale ed animale che dalla Creazione ci furono affidati per gestirli usarli e curarli.

E' anche vero che Le Sacre Scritture sono state occultate e manomesse per evitare che qualcuno potesse comprenderne il contenuto e contestare quanto era escogitato al solo fine del potere temporale escludendo da questi Israele il cui fine sarebbe stato quello della divulgazione della Parola Divina in seno a tutta l'umanità anche se corrotta da coloro che vigilanti non lo furono più e si prodigarono ad assoggettare la specie umana alle loro aspirazioni di contestazione verso quella Volontà superiore e vera Divinità.

Se adoperiamo questi concetti, le Sacre Scritture, non manomesse o suggerite, acquistano un nuovo stato visivo ed interpretativo di eventi che fino ad oggi abbiamo sempre reputato non possibili o solo enunciativi di eventi catastrofici finalizzati a destare paura ed incertezze in funzione della loro strumentalizzazione, ma in realtà non è così.

Riteniamo che, al contrario i passi biblici contengano informazioni storiche e teologiche nonché un perfetto codice di comportamento regolante la vita quotidiana ed in particolare, i doveri verso Colui che ha voluto il tutto.

Prendiamo ad esempio i primi passi del libro della Genesi e ci soffermiamo su quanto ci è riferito circa Noè, la fine del Diluvio e la modifica del nome del Patriarca Abramo in Abhramo.

A1 termine del Diluvio il Creatore stabilì con Noè un patto secondo il quale l'Arcobaleno o Arco nel cielo sarebbe stato il simbolo e segnale secondo il quale nei tempi a seguire non ci sarebbe stato alcun cataclisma in cui l'acqua avesse la funzione distruttiva come quella che si verificò con il Diluvio stesso.

Quelle parole riportate dalla Genesi ci sembrano ricche di un qualcosa che, all'apparenza sfugge alla nostra interpretazione solamente perché bisognerebbe supporre che Noè, prima del Diluvio, non avesse mai osservato una manifestazione come quella della rifrazione della luce solare in ambiente umido che si determina anche dopo una piccola pioggia.

Molti cultori biblici sono portati ad affermare che prima del Diluvio non ci sarebbero stati fenomeni atmosferici con la presenza di pioggia, ma secondo noi questo evento lo si può escludere a priori perché il mondo vegetale è tale per l'esistenza della pioggia come fenomeno di condensazione del vapore acqueo proveniente dalla precedente evaporazione dell'acqua dei mari.

Se escludiamo l'Arcobaleno, forzatamente dobbiamo cercare un qualcosa di simile e, nello stesso tempo, confacente con l'evento fisico visibile da un essere umano e dallo stesso accetto come manifestazione della Volontà Divina, un qualcosa che sicuramente il Noè di quei lontani tempi non avrebbe mai prima di allora visto.

Tra i diversi fenomeni naturali, se si esclude il tradizionale Arcobaleno, non resta altro di simile che le "Aurore Boreali ed Australi".

Ammettendo che il fenomeno del "Patto” sia stata un'Aurora Boreale o Australe, siamo altresì costretti ad ammettere che la leggendaria "Arca" si arenò in una parte del nostro globo dove il fenomeno è visibile, quindi, in prossimità delle calotte polari.

Sempre dalla medesima descrizione biblica si evince anche che la colomba, mandata in perlustrazione per costatare la presenza o meno dell'acqua diluviale, aveva fatto ritorno, dopo una prima perlustrazione negativa, con un ramoscello di ulivo nel becco a significare che le acque si erano ritirate ed esisteva terra emersa ed asciutta.

Dai testi scientifici conosciamo l'ubicazione di questa pianta che, da epoche antichissime aveva il proprio habitat naturale in Asia Minore e nel bacino de Mediterraneo e questo fatto porta ad escludere la presenza dell'Arca da qualsiasi zona prossima alle calotte polari del nostro pianeta come oggi le troviamo.

Rimarrebbe il mistero, ma se supponiamo che l'evento Diluvio sia stato in concomitanza di uno spostamento dell'asse di rotazione terrestre che avesse modificato l'assetto del nostro pianeta rispetto al Sole, allora si giustificherebbero non solo il vincolo del patto tra il Signore ed il Patriarca Noè, ma anche la possibilità degli uomini e meglio sarebbe dire, di esseri dalle sembianze umane, di visionare le terre antartiche e tramandare la conformazione geografica che oggi troviamo in diverse forme cartografiche a documentazione di quanto dovrebbe essere esistente al di sotto dei ghiacciai del Polo Sud che in parte oggi sono confermate dopo gli ultimi scandagli sonar.

A tal proposito vogliamo segnalare alcune pubblicazioni comparse verso gli inizi del anno 1500 quando furono resi pubblici dei documenti "proibiti" fino allora come la Mappa di Oronzio Finneo (1531) oppure quella di G. Calopodio del 1537, ma maggior stupore desta il Planisfero attribuito a Francesco Rosselli (cartografo) realizzato intorno al 1508 che mostra l'Antartide come oggi ci é segnalata dopo intensi studi geografici .­

Nel planisfero di cui si tratta sono visibili molte zone verdi ed indicazioni di probabili città o concentramenti urbani.

In aggiunta a quanto sopra, compare un secondo planisfero portoghese detto di "Lopo Homen" e riferito all'emisfero Est dove compaiono raffigurate con contorni abbastanza corretti l'Europa, l'Africa e l'Asia nonché il continente americano dove figuravano il Brasile e la Patagonia collegata alla Terra Australis non ancora visitato all’epoca della sua comparsa, dai grandi navigatori.

Come per i planisferi precedenti anche quello detto di Lopo Homen rappresenta il continente australe sgombro dai ghiacci, con montagne, fiumi e sbocchi al mare il tutto troppo preciso per esprimere semplicemente una casualità nelle realizzazioni cartografiche che si sono menzionate.

E' facile supporre che le informazioni da cui sia il cartografo portoghese, quello italiano nonché il turco Piri Reis abbiano potuto attingerle solamente da fonti risalenti non al periodo di Alessandro Magno come pensano in molti, ma addirittura al periodo Sumero - Accadico, molto più antico e prossimo al diluvio ovvero, intorno all'anno 13000/12000 a. C..

Senza volere anticipare niente, ci teniamo a definire appunto Alessandro Magno un probabile essere di discendenza anunnaka e modificato come essere umano di cui avrebbe solo usato le sembianze e, pertanto capace di agire in maniera decisamente differente dagli umani di quel periodo storico.

Anche quest'ipotesi ovvero, quella che suppone uno spostamento temporaneo dell'inclinazione dell'asse terrestre, confermerebbe che oltre alla presenza del Noè biblico ci sarebbero stati altri sopravvissuti dotati di capacità non certo paragonabili ed immaginabili per esseri umani viventi intorno al 12000 a. C. e, quindi, si confermerebbe quanto i Sumeri ci hanno tramandato parlando di esseri o entità a cui imposero il nome di Anunnaki .­

Leggendo ancora i passi biblici, soffermiamoci sul Profeta Ezechiele e quanto quegli scritti ci riportano, malgrado tutte le manipolazioni subite per nascondere o perché la traduzione si presentava ambigua e non accetta al traduttore e leggiamo insieme quanto riportato:

Ezechiele 2

"Mi disse: "Figlio dell'uomo, alzati, ti voglio parlare.

Ciò detto, uno spirito entrò in me, mi fece alzare in piedi e io ascoltai colui che mi parlava.

Mi disse: "Figlio dell'uomo, io ti mando agli Israeliti, a un popolo di ribelli, che si sono rivoltati contro di me.

Essi e i loro padri hanno peccato contro di me fino ad oggi. Quelli ai quali ti mando sono figli testardi e dal cuore indurito.

Tu dirai loro: Dice il Signore Dio. Ascoltino o non ascoltino - perché sono una genia di ribelli - sapranno almeno che un profeta si trova in mezzo a loro.

Ma tu, figlio dell'uomo non li temere, non aver paura delle loro parole; saranno per te come cardi e spine e ti troverai in mezzo a scorpioni; ma tu non temere le loro parole, non t'impressionino le loro facce, sono una genia di ribelli.

Tu riferirai loro le mie parole, ascoltino o no, perché sono una genia di ribelli.

E tu, figlio dell'uomo, ascolta ciò che ti dico e non esser ribelle come questa genia di ribelli; apri la bocca e mangia ciò che io ti do.

Io guardai ed ecco, una mano tesa verso di me teneva un rotolo. Lo spiegò davanti a me; era scritto all'interno e all'esterno e vi erano scritti lamenti, pianti e guai."

Abbiamo confrontato le traduzioni delle diversi testi Biblici ed abbiamo constatato che, su questi passi, essi non coincidono.

La traduzione cattolica effettivamente parla di "Figlio degli uomini" per il Profeta e "Figli di Israele, quindi Israeliti” per coloro ai quali doveva essere riportato il messaggio.

La traduzione "Deodati", fine 600 inizi 700, riporta alle parole "Figli di Israele" le parole "Figli di Dio" mentre i testi attinti dai "Rotoli del Mar Morto" parlano di Nefilim.

Se sostituiamo a "Figli di Israele" il significato "Nefilim", il discorso si porta in condizione di accettabilità e comprensione di ciò che sarebbe stato l'ordine superiore impartito al Profeta Ezechiele.

In pratica, l'avvertimento va ai Babilonesi ed in particolare a quegli esseri modificati geneticamente voluti e manipolati da coloro che vennero dal cielo ovvero i Nefilim, non altro che gli Anunnaki.

Ezechiele è un discendente di Israele quindi dell'uomo Adamo e non da coloro che iniziarono la loro vita avendo come antenato un essere del genere animale e che subirono la corruzione operata da quelle entità estranee chiamate Anunnaki e, pertanto, non saranno più considerati con il termine "Uomo".

Non ci troviamo alla presenza di fantascienza, ma solo una constatazione attenta di antichi documenti e di conferme scaturite dai Rotoli di Qum Ran la cui emersione da duemila anni d'oblio, consente oggi uno studio e meditazioni più profonde senza che sia più possibile l'occultamento della verità dopo le distruzioni sistematiche dei testi ebraici avvenute nel periodo medioevale e, successivamente, durante il Terzo Raich (periodo Hitleriano) nonché di quelli delle civiltà Sud Americane perpetrate al solo scopo di evitare conoscenze scomode ed identificative di quelle entità che sarebbero contraddistinte dal termine "Alieni", ma che oggi costituiscono la maggioranza dell'umanità come la conosciamo (se la vogliamo considerare tale) dove la contaminazione aliena ha raggiunto livelli altissimi ed il cui riscontro è visibile in ogni manifestazione dove primeggia la limitazione della Libertà di ciascuno di noi con un asservimento d'obbligo dovuto al denaro ed alla tenace chiusura di dialogo divulgativo delle direttive e suggerimenti di vita che costituiscono il contenuto delle Sacre Scritture Bibliche non manomesse oppure occultate e non conformi ai testi originali ebraici.

Nel corso del presente testo saranno evidenziate tutte quelle particolarità che meglio indicano la diversità degli uomini tra loro nonché i personaggi più evidenti nell’esprimere un'appartenenza differente e come gli uomini nella totalità, possono attingere al riscatto da quella forma di servitù a loro imposta e che dovrebbe ricondurre tutti gli esseri umani in uno stato paritario e di visione del solo ed unico Dio Creatore.

UNA SINTESI DAL "DOCUMENTO DI DAMASCO"

Il Documento di Damasco (CD II,14-III,1) nel corso di una meditazione sulla storia presenta il tema della caduta degli angeli, dei loro figli (i giganti) e degli uomini:

«Ed ora, figli, ascoltatemi ed io scoprirò i vostri occhi affinché possiate vedere e comprendere le opere di Dio, scegliere quanto gli è gradito e respingere ciò che odia, camminare alla perfezione in tutte le sue vie senza sgarrare secondo i desideri dell'istinto colpevole (yeser 'ashmah) e degli occhi lussuriosi (be'ene zenut) [cfr. Ezechiele 6,9]. Poiché molti, a causa di essi si sono smarriti, e hanno vacillato, a causa di essi, valenti eroi, dai tempi antichi ad oggi; avendo camminato nell'ostinazione del loro cuore, caddero i vigilanti del cielo; furono presi, a causa di essi, perché non avevano osservato gli ordini di Dio, e (a causa di essi) caddero i loro figli la cui altezza uguagliava quella dei cedri e i cui corpi erano come le montagne; ogni carne che era sulla terra esistiti, essendosi comportati secondo la loro volontà e non avendo osservato gli ordini del loro fattore, fino a quando arse contro di essi la sua ira. A causa di essi si sono smarriti i figli di Noè e le loro famiglie, a causa di essi furono recisi. Ma a causa di essi si sono smarriti i figli di Giacobbe e furono puniti secondo il loro errore».

Si sottolinea che per l'autore di questo testo gli angeli caddero (uso del termine nafal), peccarono, per non avere osservato i comandamenti (gli ordini) di Dio, e per lo stesso motivo caddero (di nuovo nafal) i loro figli (cioè i giganti, i nefilim di Gen. 6; pur non citandoli espressamente con questo nome ce ne offre evidentemente un'etimologia).


Il termine nefilim cui qui c'è una chiara allusione, viene invece citato esplicitamente nell'Apocrifo della Genesi II,1 purtroppo in un contesto lacunoso: «Ecco, pensai allora in cuor mio, che la concezione viene dai vigilanti e dal seme dei santi, e che questo bambino assomiglierà forse ai giganti (nefilim)». Lamec è preoccupato dal sospetto che Noè sia nato da una relazione di sua moglie Bit-Enosh con i vigilanti, angeli cui è dedicato un libro del pentateuco enochico, frammenti del quale sono stati scoperti a Qumran.
Dato il carettere lacunoso del testo non è possibile decidere con sicurezza se nefilim vada considerato come il nome dei giganti, o semplicemente un participio passivo di nafal e quindi da tradursi «i caduti», cioè gli angeli caduti, in parallelismo con i termini precedenti.

In linea con l'interpretazione si fa notare: «non vi sia una tendenza ascetica antisessuale, e la caduta dei vigilanti non sia presentata in modo prevalentemente moralistico, bensì come la trasgressione dell'ordine del creato».

Questo aspetto domina anche la presentazione della caduta degli uomini del Documento di Damasco:
«A causa di ciò perirono i loro figli, a causa di ciò furono recisi i loro eroi, a causa di ciò fu devastata la loro terra, a causa di ciò, si resero colpevoli i primi che entrarono nel patto, e furono consegnati alla spada, poiché avevano abbandonato il patto di Dio e scelto la loro volontà, si erano lasciati trascinare dall'ostinazione del loro cuore facendo ognuno la propria volontà».

In alcuni testi paralleli la colpa dei vigilanti consiste nell'aver rivelato agli uomini i segreti cosmici.


Comunque la citazione in parallelismo dell'istinto colpevole e degli occhi lussuriosi da una colorazione specifica alla disobbedienza della legge, anche se è la disobbedienza in quanto tale che viene poi ripetutamente sottolineata. E tale colorazione ci riconduce alla tematica della lussuria e della sua connessione con il femminile, che è possibile osservare anche in altri passi.

A tale tematica ci riconducono anche il testo già citato dell'Apocrifo della Genesi: «L'interpretazione si riferisce ad Azazel e agli angeli che ... entrarono dalle figlie degli uomini e generarono loro gli eroi (ghibborim)».


Il frammento 2 di Qumran (n.180) contiene un riferimento allo stesso episodio, ma il testo è ancora più lacunoso e non si possono trarre conclusioni certe. la lin. 2 cita la generazione dei giganti. e nella l. 4 si legge «coloro che amano l'ingiustizia e trasmettono in eredità la colpevolezza».
Anche il frammento n.5 potrebbe interessare il nostro tema, ma ne resta ad oggi veramente troppo poco per costituire un documento studiabile ed a comprova.

Si può infine ricordare il frammento n. 4 che ricorda la punizione dei giganti nel diluvio, insieme al resto dell'umanità. - Azazel che viene qui menzionato è l'angelo che in Enoc VIII svela all'umanità le scienze che la corromperanno e viene punito (leggi seguito) - (sua è tutta la colpa della corruzione della terra e degli uomini). Per l'unione degli angeli con le femmine nasce la generazione dei giganti - Enoc IX,8 s. e X,11 s. (loro punizione).


A causa sempre dello stato lacunoso del frammento non si può dire se si accentui lo svelamento delle scienze segrete, o l'unione con le femmine. Per entrambi questi aspetti vale comunque l'analisi secondo la quale «il vero disordine nasce nell'universo quando c'è un'unione indebita tra il divino e l'umano». -
Ma questo disordine è una contaminazione: «gli angeli che hanno trasgredito l'ordine di Dio, hanno anche infranto l'ordine della natura, si sono contaminati e hanno contaminato tutta la natura; l'hanno sciupata; per questo o è sorto il male o almeno il male è dilagato».

Ma come si può notare nel Documento di Damasco esiste una certa riservatezza circa una caduta dell' essere umano. - La caduta degli angeli sembra che interessi relativamente e sembra stare sullo stesso piano di quella degli uomini.



Certamente l'idea di una realtà contaminatà, di una natura umana contaminata è stata assimilata e si può ripetere che «la natura umana è contaminata; in questo senso l'uomo è «peccatore fin dall'utero»;- la sua natura è struttura di peccato.
L'uomo (quale?) pertanto è più peccato che peccatore», ma il problema del male non trova una risposta soddisfacente in questa contaminazione. -
Un pensiero ebraico suppone che "è solo la dottrina dei due spiriti che sembra fornire una soluzione accettabile agli uomini della comunità. Bisogna fare risalire a Dio stesso la decisione di dare a questo mondo l'aspetto di un campo di battaglia tra le forze del bene e quelle del male, da lui stesso create, da lui stesso indirizzate a questo fine. In questo scontro Dio stesso interviene direttamente: «Ma il Dio di Israele e l'angelo della sua verità soccorrono tutti i figli della luce»", come nella battaglia escatologica «quando la grande mano di Dio s'alzerà contro Belial e contro tutto l'esercito della sua dominazione con una disfatta eterna» (Regola della guerra XVIII,1), ma anche per liberare ogni individuo dalla sua contaminazione radicale è necessario l'intervento purificatore di Dio e dello Spirito Santo:
«Con la sua verità, Dio allora vaglierà tutte le azioni dell'uomo e si monderà alcuni figli dell'uomo eliminando ogni spirito di ingiustizia dalle viscere della loro carne e purificandoli nello spirito santo da tutte le opere empie, aspergerà su di essi lo spirito di verità».






База данных защищена авторским правом ©shkola.of.by 2016
звярнуцца да адміністрацыі

    Галоўная старонка