Caratterizzazione vegetazionale ed ecologica delle popolazioni di Erysimum aurantiacum (Leyb.) Leyb nel Brenta Meridionale (Trentino-Alto Adige, Italia) e strategie per la loro conservazione




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Caratterizzazione vegetazionale ed ecologica delle popolazioni di Erysimum aurantiacum (Leyb.) Leyb. nel Brenta Meridionale (Trentino-Alto Adige, Italia) e strategie per la loro conservazione

Federica Gilardelli1, Rodolfo Gentili1, Filippo Prosser2, Costantino Bonomi3, Claudio Varotto4, Sergio Sgorbati1


1 Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e del Territorio, Università degli Studi di Milano-Bicocca, Piazza della Scienza 1, 20126 Milano

2 Museo Civico di Rovereto

3 Museo Tridentino di Scienze Naturali

4 Fondazione Mach
Erysimum aurantiacum (Leyb.) Leyb. è un endemismo trentino che cresce nei prati aridi sulle pendici meridionali del Gruppo del Brenta (Alpi Retiche) tra 474 m s.l.m. e 2076 m s.l.m. I principali fattori di minaccia che colpiscono la specie derivano dall’isolamento e dalla frammentazione delle popolazioni (poche ed esigue), dal disturbo derivante da rimboschimenti e dall’azione antropica sul territorio. Per tali motivi la specie è oggi considerata ad elevato rischio d’estinzione (categoria IUCN CR - Critical endangered).

Al fine di caratterizzare gli ambienti di crescita di Erysimum aurantiacum sono stati rilevati 88 plot di vegetazione di 3x3 m, tra giugno e agosto 2009 nei siti di crescita delle popolazioni. Scopo ultimo dello studio è quello di dettare linee guida per una corretta gestione degli habitat della specie per implementare adeguate politiche di conservazione. La matrice floristica e dei dati stazionali (inclinazione, quota ed esposizione) associata agli indici ecologici di Ellenberg è stata sottoposta a CCA (Canonical Correspondence Analysis) per definire l’ecologia delle comunità in cui la specie cresce.

L’analisi secondo il metodo fitosociologico dei plot di vegetazione (258 specie di piante vascolari riscontrate) ha permesso di inquadrare la specie principalmente nelle praterie aride dei Festuco-Brometalia (Xerobromion e Mesobromion) e secondariamente nelle praterie subalpine afferibili ai Seslerietalia coeruleae (aggruppamento a Festuca alpestris). A fronte di una forte relazione tra la distribuzione delle comunità secondo i parametri ecologici considerati, è emerso che l’optimum di Erysimum aurantiacum è lo Xerobromion tipico. Tuttavia, da osservazioni in campo e dati pregressi, si evince che Erysimum aurantiacum presenta la frequenza maggiore in aspetti di transizione del Mesobromion, a causa della minore competizione interspecifica.

Al fine di conservare la specie ed il suo ambiente naturale di crescita è fondamentale limitare rimboschimento e disturbo antropico che amplificano gli effetti delle già notevoli fluttuazioni demografiche, tipiche di specie rare e dei prati magri. Per mantenere tali prati aridi è necessario , oltre all’identificazione di opportune destinazioni d’uso del suolo e alla tutela legislativa, programmarne lo sfalcio (con attenzione a metodo e tempistiche). È opportuno invece evitare in tal senso il pascolo, a causa dell’appetibilità delle infiorescenze di Erysimum aurantiacum. Si richiede, inoltre, monitoraggio costante sulla specie e sensibilizzazione pubblica relativamente a programmi di protezione.


Parole chiave: Erysimum aurantiacum, Trentino Alto Adige, vegetazione, optimum ecologico, Xerobromion, Mesobromion, conservazione



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