Asino Equus asinus domesticus Specie Equine Generalità e origini dell'asino




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L'Asino (Equus asinus domesticus) veniva impiegato dall'uomo per il tiro, per la sella e soprattutto per il basto. Animale molto rustico, presenta un carattere docile, paziente e riservato, ed è capace di provare affetto per coloro che lo trattano in modo conveniente, sapendo riconoscere il padrone anche da molto lontano. Un tempo molto diffuso in Italia, è andato via via scomparendo a causa della crescente meccanizzazione dei lavori in campagna. Negli ultimi anni è oggetto di crescente interesse, a causa dell'onoterapia (pratica che utilizza l’asino come strumento terapeutico per rimettere in moto i sentimenti e il piacere della comunicazione emotiva) e della riscoperta del latte di asina, prezioso alimento dalle caratteristiche organolettiche molto vicine al latte materno e quindi molto indicato per i bambini con allergie alimentari.

Asino - Equus asinus domesticus
Specie Equine


Generalità e origini dell'asino

- Classe Mammiferi


- Ordine Perissodattili
- Famiglia Equidi
- Genere Equus
- Specie asinus domesticus

L'asino domestico discenderebbe, secondo vari Autori, dal selvatico africano (Equus asinus africanus) il cui mantello è fondamentalmente fulvo e grigio. Gli asini selvatici vivono in branchi non molto numerosi e si dice che siano guidati da una vecchia asina, anziché da uno stallone, come, generalmente, avviene nei cavalli selvatici. L'asino selvatico vive in località povere di vegetazione, desertiche e pietrose, grazie la sua grande sobrietà e resistenza, che gli consentono anche periodiche migrazioni, se si rendono necessarie per la scarsa disponibilità foraggera.


Oltre che lungo le coste dell'Africa orientale-settentrionale, vive ed ha vissuto nella Siria, in Mesopotamia, nell'Afghanistan, nella Persia, nella Russia asiatica meridionale, nel Tibet, nella Mongolia, ecc. Alcuni Autori ritengono che dall'Equus asinus africanus siano originate due sottospecie. L'una quasi estinta, di taglia minore e cioè di m 1,15 al garrese, con striscia scura in corrispondenza della linea dorso-lombare e con una linea trasversale pure scura alle spalle e formante, con la prima, la cosiddetta linea crociata o croce di Sant'Andrea. l'altra - Equus asinus taeniopus - di taglia maggiore, cioè di m 1,25 al garrese, priva quasi sempre della lista crociata, si è originata lungo la zona costiera africana del mar Rosso ed anche dell'Ogaden ed in Dancalia.
L'asino sarebbe stato addomesticato per la prima volta in Numidia. In Europa la specie fu conosciuta tardi e, cioè, nel Neolitico. I suoi resti fossili vi compaiono solo alla fine dell'epoca del bronzo e dell'epoca del ferro.Il mulo, quale prodotto dell'incrocio tra il cavallo e l'asino e la cui raffigurazione compare sui bassorilievi assiri, sembra che sia stato prodotto, la prima volta, nell'Occidente asiatico e precisamente nell'Asia Minore, in epoca immediatamente successiva all'immigrazione mongola.
In Asia si hanno specie equini affini all'asino e, cioè, l'Ermione (Equus hermionus) e l'Onagro (Equus onage).

Differenziazioni con il cavallo

L'asino si differenzia dal cavallo per le seguenti principali caratteristiche anatomiche e di conformazione esteriore: minore statura; mancanza di un tipo brachimorfo; testa pesante e grossolana con arcate orbitarie e creste zigomatiche pronunciate; ganasce molto sviluppate; labbra grosse; orecchie lunghe; garrese poco sviluppato; dorso spesso insellato; groppa stretta e spiovente (mulina); ventre grande e cascante; arti sottili e asciutti; piede stretto e piccolo (incastellato), con la suola molto concava e con l'unghia durissima; pelo meno abbondante e più grossolano; criniera meno abbondante, con peli diritti; coda non interamente rivestita di peli, ma solo verso l'estremità; mancanza delle castagnette (tipici rilievi cornei alla superficie interna dell'avambraccio ed al lato interno del metatarso) agli arti posteriori. Il raglio dell'asino non è meno caratteristico, quanto tipicamente rumoroso.



L'asino nella storia e nelle tradizioni

E' noto come l'asino sia stato oggetto di culto o mezzo di sacrificio nell'antichità classica dell'oriente ed africana. Un largo posto l'asino occupa anche nel folklore, nell'arte e nella letteratura di molti paesi europei ed extraeuropei. L'adorazione dell'asino da parte degli Ebrei nel deserto ed altre manifestazioni d'incerto significato, a Roma antica, nel tempo cristiano, hanno dato vita ad una letteratura frammentaria e discorde sull'onolatria. Dagli altari allo scherno: già a Cartagine l'asino era usato in forma caricaturale. La considerazione spregiativa ed offensiva è generalmente entrata nell'uso di quasi tutti i paesi, particolarmente europei.



Impiego e allevamento dell'asino

L'asino viene adoperato per il tiro, per la sella e soprattutto per il basto. Il rendimento lavorativo, specie se paragonato alle sue dimensioni, all'alimentazione generalmente scarsa quantitativamente e di poco significato nutritivo, all'allevamento quasi sempre molto trascurato, è da considerare notevole e superiore a quello del cavallo, anche per la maggiore resistenza. Molto apprezzati anche gli ibridi (mulo quando lo stallone è l'asino, bardotto quando lo stallone è il cavallo).


Il latte d'asina ha sempre goduto, tra l'altro, vanto di medicamentosità e di facilissima digestione. La carne è molto sapida e viene spesso usata per la confezione di insaccati, quasi sempre però mescolata alla carne suina.
L'allevamento si svolge in complesso analogamente a quello del cavallo, con la differenza che il primo è assai meno esigente, più rustico e resistente e più sobrio. Possono entrare a far parte della razione quotidiana una maggior quantità di alimenti grossolani e ricchi di cellulosa (foglie e loppe di cereali e di leguminose, ecc.) meglio previamente trinciati per favorirne la digeribilità. Le asine gravide e allattanti, gli stalloni durante l'epoca delle monte, devono ricevere una sufficiente razione giornaliera di cereali (avena, ecc.) o di altri concentrati, in proporzione al peso vivo ed all'attività produttiva spiegata.
L'asina presenta in genere il primo ciclo di calore ad un anno di età. La stagione delle monte corrisponde a quella dei cavalli (da marzo ad agosto). Il ciclo estruale, di norma, è più regolare che non nelle cavalle e dura 21-28 giorni ed il calore 2-7 giorni. Il calore riappare, nell'asina che ha partorito, dopo 17-18 giorni. In genere l'ovulazione sembra che avvenga 48 ore dopo l'inizio del calore. La gravidanza dura 365 giorni, con variazioni di 8-12 giorni in più o in meno. Il comportamento degli ormoni sessuali nel sangue e nell'urina e di conseguenza la possibilità di fare la diagnosi di gravidanza mediante l'esame di tali liquidi è lo stesso come nelle cavalle.
L'asino stallone eiacula cc. 70-115 di materiale spermatico ed, in media, cc. 40-100, con un contenuto nemaspermatico generalmente superiore a quello dello sperma di cavallo. L'ottenimento dell'eiaculazione con la vagina artificiale, ai fini della fecondazione artificiale è, in genere, facile e lo stallone si presta a montare il manichino anche più facilmente rispetto al cavallo. L'asino usato per la produzione mulina talvolta presenta qualche ritrosia a coprire la cavalla ed allora bisogna ricorrere all'artificio di eccitarlo prima con un'asina in calore. Il tempo di preparazione, precedente alla copula, è molto più lungo che non nel cavallo.
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