Arthropoda Class Hexapoda Order Lepidoptera




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Note

 

Agrochola (Anchoscelis) nitida/pistacinoides: Una conclusione definitiva sulla conspecificità o meno dei due taxa va ancora raggiunta (cfr. Rezbanyai, 1983. Nota lepid., 6); tutte le popolazioni italiane appaiono riconducibili a pistacinoides (d’Aubuisson, 1867) (=dujardini Dufay, 1976), ma non si esclude la presenza di popolazioni di nitida ([Denis & Schiffermüller], 1775) nel settore nord-orientale.



Agrochola (Anchoscelis) wolfschlaegeri: La citazione di Agrochola kindermannii (Fischer von Röslerstamm, 1838) per la Sicilia, risalente a Ragusa (1893. Naturalista sicil., 13), ripresa in seguito da vari autori, va ricondotta a questa specie, la cui presenza nell'isola è stata confermata recentemente in seguito ad alcune catture effettuate sulle Madonie e sull'Etna (leg. Grillo).

Agrotis endogaea: Come accertato da Svendsen & Fibiger (1992), a questa specie va riferita la citazione di Agrotis haifae Staudinger, 1897 per la Sardegna di Hacker (1989: 580).

Agrotis vestigialis: La segnalazione di Staudinger & Rebel (1901. Catalog der Lepidopteren des Palaearctischen Faunengebietes) per l’Italia centrale è stata ripresa da alcuni autori ma mai confermata.

Aletia (Aletia) pallens: Quasi tutti gli esemplari attribuiti a questa specie finora controllati sono risultati appartenere ad altri taxa.

Allophyes: Un soddisfacente inquadramento tassonomico delle popolazioni di Allophyes gr. oxyacanthae (Linné, 1758) del bacino mediterraneo è reso complicato dall'esistenza, a livello dell'apparato copulatore maschile, di morfotipi nettamente differenziati, i quali possono manifestare variazione geografica di tipo clinale oppure dar luogo a zone di netta discontinuità. I clini morfologici nelle singole strutture sono, inoltre, incongruenti geograficamente fra loro. Una preliminare attribuzione delle popolazioni italiane, che non riprenda quella eccessivamente frammentatrice di Berio (1986. Frustula ent., n.s. 7/8) o quella oltremodo accorpante di Mazel (1991. Nota lepid., 14), viene proposta in questa sede.

Anepia irregularis: La segnalazione di Hacker (1992. Esperiana, 3) per l'Italia centrale si basa su materiale di dubbia provenienza (leg. Dannehl).

Apamea: Per completezza si riporta una enigmatica citazione per l’Italia di Apamea ferrago (Eversmann, 1837) di Warren (1911, in 1906-1914) (sub terrago).

Apamea arabs: Come già rettificato da Püngeler (1906. Dt. ent. Z. Iris, 19) e da Ragusa (1906. Naturalista sicil., 18), la segnalazione di Apamea polyglypha (Staudinger, 1891) per la Sicilia di Krüger (1905. Naturalista sicil., 18) si riferisce a questa specie.

Aporophyla lueneburgensis: Le segnalazioni di Aporophyla lueneburgensis (Freyer, 1838) in Italia centrale, meridionale ed in Sicilia (Krüger, 1906. Naturalista sicil., 18; Berio, 1985; Parenzan & Porcelli, 1993. Entomologica, 27) vanno riconsiderate criticamente, dal momento che la specie è un'entità vicariante ecologicamente di Aporophyla lutulenta ([Denis & Schiffermüller], 1775) nelle tipiche brughiere a Calluna vulgaris (Linné, 1753) Hull, 1808, dell’Europa atlantica. Calluna vulgaris è anche la pianta alimentare di lueneburgensis e risulta assente in Italia a sud dell’Umbria (cfr. Pignatti, 1982. Flora d’Italia, 2).

Athetis lepigone: Segnalata per il Piemonte da Berio (1951. Boll. Soc. ent. it., 81).

Autographa gamma: Secondo alcuni autori si tratterebbe di un complesso di specie gemelle, con Autographa messmeri Schadewald, 1992 e A. voelkeri Schadewald, 1992, frammiste, la seconda delle quali segnalata per l’Italia settentrionale e per la Sardegna da Eitschberger (1992. Atalanta, 23).

Chersotis anatolica: È stato dimostrato che elegans Eversmann, 1837 è il nome valido per la specie successivamente descritta come grammiptera Rambur, [1839], non nota per la fauna italiana (Dufay, 1981. Alexanor, 12; 1986. Nota lepid., 9). Le citazioni della specie per l'Italia si riferiscono perciò a Chersotis anatolica (Draudt, 1936), primo nome disponibile per C. elegans Auct. nec Eversmann, 1837. Nonostante il chiarimento, Fibiger (1993) confonde i nomi ed inverte, almeno relativamente all'Italia, le geonemie delle specie.

Chersotis elegans: cfr. nota 378.0.002.0.

Chersotis larixia: L'unica segnalazione della specie per l'Italia peninsulare (Provera, 1978) deriva da un errore di determinazione per Chersotis anatolica (Draudt, 1936).

Conisania poelli: Specie di dubbia validità, probabilmente riconducibile a Conisania leineri (Freyer, 1836).

Conistra (Conistra) ligula: Va notato che gli esemplari siciliani esaminati di Conistra vaccinii (Linné, 1761) presentano l'apice delle ali anteriori debolmente falcato, carattere normalmente considerato tipico di C. ligula (Esper, [1791]); pertanto, nonostante numerose citazioni, al momento non si può confermare la specie per l'isola.

Conistra (Peperina) torrida: Le citazioni di Conistra daubei (Duponchel, 1838) per l'Appennino centro-meridionale e per la Sicilia effettuate da Berio (1983. Ann. Mus. civ. St. nat. Genova, 84; 1985), riprese in seguito da alcuni autori, derivano da evidenti errori di determinazione per C. torrida (Lederer, 1857).

Cryphia (Bryoleuca) rectilinea/ravula: Si tratta di due elementi affini a gravitazione rispettivamente est- ed ovest-mediterranea; secondo Boursin (1952. Ztschr. f. Lepidopt., 2) in Italia sarebbe presente l'entità orientale, ma l'esatta attribuzione delle popolazioni italiane deve essere ancora definita con certezza.

Cucullia blattariae: Cucullia caninae Rambur, 1833 e C. blattariae (Esper, [1790]) sono due specie estremamente affini a gravitazione rispettivamente ovest- ed est-mediterranea, entrambe citate per quasi tutta l'Italia. L’esatta attribuzione delle popolazioni italiane va però ancora definita, dal momento che le opinioni degli specialisti sono spesso in disaccordo e senza l’osservazione delle larve gli adulti risultano pressocché indeterminabili. Vi è inoltre la concreta possibilità che più specie gemelle siano frammiste. Secondo Beck (1989. Atalanta, 19), la citazione di Cucullia barthae Boursin, 1933, per l’Abruzzo di Helbig (1940. Ent. Ztschr., Frankf. a M., 54) va riferita a C. blattariae.

Cucullia caninae: cfr. nota 176.0.005.0.

Diarsia mendica: Ragusa (1893. Naturalista sicil., 13: 47) mise in evidenza come la citazione della specie per la Sicilia di Minà-Palumbo & Failla-Tedaldi (1888. Naturalista sicil., 7: 271) derivasse da un errore di determinazione per Stilbia faillae Püngeler, 1891.

Dichagyris renigera: Si nutrono serie perplessità sulla presenza, indicata da vari autori, di questa specie in Italia peninsulare ed in Sicilia. L’esame degli esemplari prescelti come tipi da Hartig per la descrizione, mai avvenuta, di Ochropleura renigera castellanii (nomen nudum) ha permesso di stabilire la loro appartenenza a Yigoga forcipula ([Denis & Schiffermüller], 1775).

Dryobotodes (Dryobotodes) carbonis: A questa specie vanno riferite tutte le vecchie citazioni di Dryobotodes cerris (Boisduval, 1840) per l'Italia.

Episema: La determinazione delle specie appartenenti a questo genere è resa difficoltosa dall'estrema variabilità fenotipica degli esemplari e dalle modeste differenze presenti a livello degli apparati copulatori. In seguito ad un lavoro di Boursin (1951. Ztschr. Wien. ent. Ges., 36), venne esclusa la presenza di Episema tersa ([Denis & Schiffermüller], 1775) in Italia; tuttavia, Hacker & Weigert (1986. Neue ent. Nachr., 19), Poole (1989) e Parenzan & Porcelli (1993. Entomologica, 27) hanno successivamente confermato la specie per la fauna italiana. Per quanto riguarda le segnalazioni di E. grueneri Boisduval, [1837], la situazione appare complessa sul piano tassonomico, dal momento che i presunti esemplari italiani del taxon si discostano alquanto da quelli iberici, ritenuti caratteristici della specie da tutti gli autori nonostante Boisduval (1840. Genera et Index methodicus europaeorum Lepidopterorum) avesse indicato nella Sicilia la località tipica di grueneri.

Eublemma caprearum: Specie di dubbia validità.

Eublemma porphyrinia: È altamente probabile che le citazioni per l'Italia (e.g. Provera, 1978) vadano ricondotte alla congenere ostrina (Hübner, [1808]).

Euchalcia italica: Poiché è stata riscontrata una notevole variabilità nella morfologia degli apparati copulatori di Euchalcia siderifera (Eversmann, 1846) (Hacker, 1985. Neue ent. Nachr., 15), vi è la possibilità che E. italica (Staudinger, 1882) rientri nel campo di variazione di E. siderifera (Eversmann, 1846), con la quale in passato veniva posta in combinazione subspecifica. Vi è tuttavia una formale citazione di siderifera (s.str.) per l'Abruzzo (Dufay, 1968. Veröff. zool. Staatsamml. München, 12), basata però su un esemplare di dubbia provenienza (leg. Dannehl).

Euchalcia siderifera: cfr. nota 167.0.002.0.

Euschesis tertia: In aggiunta ai dubbi già sollevati da Parenzan & Porcelli (1993. Entomologica, 27) su questa entità, la validità della specie andrebbe riesaminata alla luce del reperimento di esemplari di transizione con Euschesis janthina ([Denis & Schiffermüller], 1775) nell'Appennino centro-meridionale.

Eutelia: Per completezza va ricordata una citazione per la Sicilia di Eutelia blandiatrix Hampson, 1912, da parte di Guenée (1852. Species général des Lépidoptères, 6), certamente dovuta a confusione sulla località di provenienza di Eurhipia blandiatrix (nomen nudum) da parte di Boisduval (1840. Genera et Index methodicus europaeorum Lepidopterorum).

Euxoa (Euxoa) aquilina: La specie è presente in Sardegna con popolazioni ben differenziate che sono state distinte come ssp. falleri Schawerda, 1927. Per completezza si deve ricordare qui un’improbabile segnalazione di falleri per la Sicilia come buona specie (Berio, 1990. Naturalista sicil., (4) 14).

Euxoa (Euxoa) cos: A questa specie vanno ricondotte alcune citazioni di Euxoa cursoria (Hufnagel, 1766) per l’Italia centrale (cfr. Provera, 1978).

Euxoa (Euxoa) distinguenda: All’autore non sono noti esemplari certi della specie per la penisola.

Euxoa (Euxoa) hastifera: La citazione della specie per la Sardegna (Siegel, 1989. Mem. Soc. ent. it., 67), ripresa da Fibiger (1990) e da Svendsen & Fibiger (1992) è dubbia: materiale così determinato della Sardegna (leg. Siegel) è risultato appartenere ad altri taxa.

Euxoa (Euxoa) tritici: Secondo alcuni autori si tratterebbe di più specie gemelle frammiste, fra le quali Euxoa crypta (Dadd, 1927).

Euxoa (Pleonectopoda) culminicola: La citazione di Corti (1931, in Corti & Draudt, 1931-1938) per gli Appennini è basata su materiale di dubbia provenienza (leg. Dannehl).

Gortyna: Berio (in verbis) manifestò l'intenzione di ribadire la validità tassonomica di Gortyna fiorii Berio, 1963 e di G. galassii Berio, 1963, mai riconosciute dagli autori successivi, e di enucleare ulteriori entità all'interno del genere sulla base di differenze nel pattern alare (e.g. leucographa Borkhausen, 1792 sensu Auct.). Al riguardo va osservato che Gortyna fiorii e G. galassii, entrambe note esclusivamente sugli olotipi (cfr. Berio, 1963. Boll. Soc. ent. it., 93), appaiono singoli esemplari varianti selezionati all’interno di serie di G. borelii Pierret, 1837 raccolte nella medesima località. La distinzione di altre entità di rango specifico all'interno di G. borelii appare altresì dubbia; tuttavia, per quanto riguarda G. xanthenes (Germar, [1842]), l'esistenza in Sardegna di popolazioni planiziarie e montane (franciscae Turati, 1913) morfologicamente ed ecologicamente differenziate indica fenomeni di divergenza evolutiva di una certa consistenza (cfr. Ippolito & Parenzan, 1978. Entomologica, 14).

Gortyna puengeleri: Alla specie vanno ricondotte le citazioni di Gortyna moesiaca Herrich-Schäffer, 1849 per l’Italia (e.g. Krüger. 1905 Naturalista sicil., 18; Kitschelt, 1925. Zusammenstellung der bisher in dem ehemaligen Gebiete von Südtirol beobachteten Großschmetterlinge).

Griposia aprilina: La citazione di Griposia pinkeri Kobes, 1973 per la Sardegna di Berio (1985) è dovuta ad un errore di determinazione per G. aprilina (Linné, 1758).

Hadena (Hadena) armeriae: La presenza della specie in Sicilia (Berio, 1985) va confermata, dal momento che esemplari così determinati dell’isola (det. Berio) sono risultati individui della f. galactina Turati, 1908 di Hadena compta ([Denis & Schiffermüller], 1775).

Hadena (Hadena) vulcanica: A questa specie vanno ricondotte le citazioni per la Sicilia di Hadena melanochroa (Staudinger, 1892) (e.g. Mariani, 1939. Mem. Soc. ent. it., 17) e quella, con riserva, di H. clara (Staudinger, 1901) (Boursin, 1959. Ztschr. Wien. ent. Ges., 44).

Leucania punctosa: Ad eccezione di un esemplare siciliano, tutti gli esemplari attribuiti a questa specie finora controllati sono risultati appartenere ad altri taxa.

Leucochlaena: Poiché il gruppo necessita di una profonda revisione, vengono riportati i dati di distribuzione dei taxa nominali segnalati per la fauna italiana così come indicati nella letteratura.

Luperina irritaria/sohnretheli: La conspecificità di Luperina sohnretheli (Draudt, 1931) con L. irritaria (A. Bang-Haas, 1912), a lungo dibattuta, viene oggi generalmente accettata (e.g. Fibiger & Hacker, 1991).

Luperina kruegeri: Le segnalazioni di questa specie sarda in Italia settentrionale (Berio, 1951. Boll. Soc. ent. it., 81) sono dubbie.

Luperina samni: Specie di dubbia validità, probabilmente riconducibile a Luperina rubella (Duponchel, 1835).

Luperina siegeli: Specie di dubbia validità: si tratta probabilmente di una forma cromatica di Luperina kruegeri Turati, 1912, collegata con la forma tipica attraverso fenotipi di transizione.

Luperina sp.: Berio (in stampa) descrive una nuova specie dell’Isola di Capraia; in base all’esame di un paratipo non si notano sostanziali differenze rispetto a Luperina irritaria (A. Bang-Haas, 1912).

Luperina tiberina: Specie poco nota: un primo esame di alcuni paratipi ne confermerebbe la validità.

Megasema ashworthii: Formalmente la citazione di “candelisequa Hübner (candelarum Staudinger)” per la Sicilia di Mariani (1939. Mem. Soc. ent. it., 17) si riferisce a Megasema ashworthii (Doubleday, 1855); la specie non viene però indicata dell’isola da Mariani (1941).

Melanchra persicariae: In seguito alla smentita di Minà-Palumbo & Failla-Tedaldi (1888. Naturalista sicil., 8: 202) di una loro precedente segnalazione (Minà-Palumbo & Failla-Tedaldi, 1888. Naturalista sicil., 8: 1), la specie va al momento esclusa dalla fauna siciliana.

Mesapamea remmi: Data l'estrema rarità dei ritrovamenti, alcuni autori (e.g. Fibiger & Hacker, 1991) presumono che si tratti di individui ibridi fra le altre due specie di Mesapamea Heinicke, 1959; va tuttavia notato che le caratteristiche degli esemplari non appaiono intermedie.

Mesogona oxalina: Mariani (1939. Mem. Soc. ent. it., 17) non indica la specie nel suo catalogo dei Lepidotteri siciliani, mentre correttamente segnala Mesogona acetosellae ([Denis & Schiffermüller], 1775), elemento assai comune e diffuso nell'isola; al contrario, Mariani (1941), nel catalogo dei Lepidotteri italiani, cita per la Sicilia solamente oxalina, il che dimostra come la segnalazione di quest’ultima specie per l'isola, ripresa in seguito da molti autori, derivi da un evidente errore tipografico.

Mniotype sp.: Berio (in stampa) descrive una nuova specie dell’Isola di Capraia che, in base alle figure del manoscritto, appare rientrare nel campo di variabilità di Mniotype solieri (Boisduval, 1840).

Omia banghaasi: La specie venne descritta su un solo esemplare raccolto sul M. Faito in Campania; in seguito l’entità venne ridescritta da Schawerda (1931. Mitt. Münchn. ent. Ges., 20) sulla base di esemplari provenienti dalla Spagna (Albarracin) che nulla hanno a che vedere con i caratteri indicati nella descrizione originale.

Orectis massiliensis: L'esame delle raffigurazioni della specie fornite da Millière in varie opere ed il confronto di materiale di Orectis massiliensis (Millière, [1864]) della Liguria occidentale con alcuni sintipi di O. euprepiata Dannehl, 1933, lasciano pochi dubbi sulla validità della sinonimia qui riportata.

Orectis proboscidata: La specie manifesta sull'Etna un fenomeno di criptismo legato al substrato e si presenta con individui melanici che furono considerati da Turati (1907. Naturalista sicil., 20) come appartenenti ad una nuova specie (Orectis barteli); gli esemplari provenienti da altre zone della Sicilia corrispondono alla forma nominale.

Orthosia opima: L'esame del materiale del Parco Nazionale del Circeo (leg. Sbordoni & Forestiero) fra il quale sarebbe stata individuata la presente specie (cfr. Berio, 1985) ha permesso di reperire esclusivamente esemplari di Agrochola lota (Clerck, 1759), specie superficialmente simile ad Orthosia opima (Hübner, [1809]).

Paradiarsia glareosa: Con tutta probabilità la citazione di “Charadrina glareosa” per la Sicilia di Zuccarello Patti (1845. Atti accad. Gioenia Catania, (2) 2) si riferisce a Chersotis margaritacea (de Villers, 1789).

Parascotia nisseni: Con tutta probabilità la citazione di Parascotia robiginosa (Staudinger, 1892) per la Sardegna di Kapfer (1987. Ent. Z., 97) si riferisce a questa specie.

Phlogophora meticulosa: Secondo alcuni autori vi sarebbe almeno un’altra specie gemella frammista, cioè Phlogophora lamii Schadewald, 1992, citata per l’Italia settentrionale da Eitschberger (1992. Atalanta, 23).

Phragmatiphila insularis: Specie di dubbia validità, alternativamente considerata valida (e.g. Fibiger & Hacker, 1991) o sottospecie sardo-corsa di P. nexa (Hübner, [1808]) (e.g. Rungs, 1988).

Phragmatiphila nexa: cfr. nota 319.0.001.0.

Platyperigea albina: A causa di numerose incertezze tassonomiche e zoogeografiche su Platyperigea montana (Bremer, 1861) (=cinerascens Tengström, 1869) e P. albina (Eversmann, 1848) l’esatta attribuzione delle popolazioni italiane (e.g. rougemonti Spuler, 1908) va ancora definita con certezza (cfr. Hacker, 1989: 296).

Platyperigea montana: cfr. nota 208.0.001.0.

Platysenta viscosa: Parenzan & Porcelli (1993. Entomologica, 27) ribadiscono la validità specifica di Platysenta europaea (Parenzan, 1980) ma al momento non sono note differenze anatomiche o biologiche che ne giustifichino la separazione da P. viscosa (Freyer, 1831).

Polia trimaculosa: Per la nomenclatura di questa specie si segue Vives Moreno (1994).

Polymixis (Crypsedra) gemmea: Non è noto sulla base di quali elementi Heinicke & Naumann (1981, 1980-1982), seguiti da Hacker (1989), indichino la specie per il Lazio.

Polymixis (Myxinia) flavicincta: Nonostante le citazioni della specie per quasi tutta l'Italia, Polymixis flavicincta ([Denis & Schiffermüller], 1775) può al momento essere confermata esclusivamente per la Sardegna e per l'Isola di Montecristo (Zilli, 1994. Atalanta, 25).

Polymixis (Myxinia) sublutea: Dal momento che Polymixis flavicincta ([Denis & Schiffermüller], 1775) parrebbe essere assente dalla Sicilia, vi sono forti indizi che il nome calvescens Boisduval, 1840, usato per denotare popolazioni siciliane di flavicincta, si riferisca alla specie attualmente nota come P. sublutea (Turati, 1909) e che abbia pertanto priorità sul nome di Turati (Zilli, 1994. Atalanta, 25).

Polypogon flavicrinalis/gigantea: Herminia gigantea Turati, 1911 viene comunemente considerato sinonimo di Herminia flavicrinalis Andreas, 1910, ma alcune differenze nei palpi indicherebbero la validità specifica del taxon descritto da Turati. Entrambe le entità risulterebbero pertanto presenti in Sardegna.

Polypogon plumigeralis/crinalis: Secondo alcuni autori (Fibiger & Hacker, 1991; Vives Moreno, 1994) i due nomi non si riferirebbero alla medesima specie, come ritenuto da lungo tempo, ma a due entità distinte; le popolazioni italiane necessitano quindi di una precisa attribuzione.

Protolampra sobrina: Si conferma l’osservazione di Provera (1978) secondo la quale la citazione della specie per l’Italia centrale di Rostagno (1920. Boll. Soc. zool. it., 1) deriva da un errore di determinazione.

Schrankia hartigi: Specie di dubbia validità.

Spaelotis ravida: Non sembra che la segnalazione della specie per l’Italia centrale di Staudinger & Rebel (1901. Catalog der Lepidopteren des Palaeartischen Faunengebietes) sia stata successivamente convalidata da catture certe; Mariani (1941: 36) indica nuovamente la specie per l’Italia centrale, ma si confonde chiaramente con Spaelotis senna (Freyer, [1829]).

Spodoptera ornithogalli: Una larva matura di questa specie, propria dell'America centrale e settentrionale, è stata reperita in un supermercato di Roma agli inizi di novembre del 1992 in un casco di banane provenienti dal Costarica.

Standfussiana lucernea: In seguito all'elevazione a rango di specie delle popolazioni sardo-corse (insulicola Turati, 1919), la specie va esclusa dalla fauna della Sardegna (cfr. Fibiger, 1990).

Standfussiana nictymera: A causa della difficoltà di distinzione fra la specie e Standfussiana dalmata (Staudinger, 1901), non è possibile appurare l'esattezza delle numerose vecchie citazioni di Standfussiana nyctimera (Boisduval, 1834) per l'Italia. Lo scarso materiale italiano disponibile di queste rare specie finora esaminato è risultato appartenere a dalmata.

Thalpophila matura: Nonostante le consistenti differenze cromatiche, Talpophila vitalba (Freyer, 1834) viene correntemente sinonimizzata con T. matura (Hufnagel, 1766) a causa dell'assenza di caratteri diagnostici negli apparati copulatori. In questa sede si propende per mantenere vitalba come buona specie in considerazione dell'andamento nettamente differente della banda antemediana delle ali anteriori e della macchia claviforme, indizio di differenze nella regolazione dello sviluppo che non possono essere trascurate. Lungo la penisola le due entità sembrano presentare una distribuzione nettamente parapatrica, con matura che si arresta verso sud nella Sila e vitalba diffusa dall'Aspromonte a tutta la Sicilia.

Thalpophila vitalba: cfr. nota 225.0.001.0.

Yigoga celsicola: Le segnalazioni di questa specie xeromontana per il Lazio (Dannehl, 1927. Lep. Rundsch., 1) ed al livello del mare per l’Isola di S. Pietro (Sardegna) (Prota, 1975. Boll. Soc. sarda Sci. nat., 15), riprese da Fibiger (1990) e da Svendsen & Fibiger (1992) sono con tutta probabilità dovute ad errori di determinazione con altre specie di Yigoga Nye, 1975 o, nel secondo caso, con Agrotis schawerdai Bytinski-Salz, 1937.
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