Amare Asva Tana Bristra”: Lacrime di Memoria




Дата канвертавання28.04.2016
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Amare Asva Tana Bristra”: Lacrime di Memoria

Nel febbraio 2007, insieme all’ Associazione “Nuova Vita”, ed al portavoce del campo rom “Casilino 900″ Najo Adzovic, decidiamo di intraprende un percorso, fatto di sguardi sul passato e sul presente. La nostra ricerca ed il nostro desiderio di non restare in superficie, ma raccontare il mondo rom attraverso uno sguardo non convenzionale ha dato vita a questo progetto, accolto con grande interesse dal Municipio Roma VII, nelle persone del Presidente, Roberto Mastrantonio, e dell’Assessore alle Politiche Culturali, Enrica Rossi.

Le immagini ci trasportano nello specifico sulle tematiche del rapporto giovani/anziani, delle generazioni a confronto e della trasmissione della memoria. Pongono domande cui ad oggi una cittadinanza non può sottrarsi: come superare l’atavica diffidenza sulla diversità? come rivoluzionare l’idea di territorio, di appartenenza e di proprietà di esso? in che modo una cultura come quella rom può essere luogo di raccolta di nuovi insegnamenti sul “saper vivere” per noi, sulla capacità di adattamento, di riutilizzo, di mobilità, di conservazione di cultura e radici? in che modo possiamo entrare in contatto noi con questa cultura, e trasmettere frange della nostra?In che modo cresceranno i nostri figli se non saremo noi i primi attori dell’intercultura?

“Amare Asva Tana Bristra” rappresenta un percorso, nato dall’ incontro di due mondi diversi, che ha dato vita ad un progetto che vuole raccontare la tradizione, la ricerca, lo sterminio e la memoria.



Gli Autori

Il documentario



Una giovane ragazza rom decide di intraprendere un viaggio, all’interno del campo rom Casilino 900, alla ricerca della memoria. Le voci dei sopravvissuti ai campi di concentramento sono la testimonianza vivente di una pagina dolorosa della nostra storia, ma rappresentano anche uno spaccato prezioso ed unico, in quanto “documenti viventi” appartenenti ad un mondo ormai lontano. I racconti sulle gesta dei partigiani del secondo dopoguerra e la commozione che trapela dagli esuli arrivati in Italia, ci accompagnano in un La ricerca della memoria acquista una dimensione metaforica, che si manifesta in tutta la sua disarmante umanità attraverso il viaggio della giovane ragazza. L’importanza del rapporto con l’anziano, portatore di un mondo che ormai non gli appartiene più da tempo, ma pur sempre prezioso ed unico, rappresenta il nodo centrale della nostra riflessione. Le testimonianze sul genocidio e l’incredibile affresco rappresentato dalle immagini del campo rom,  rappresentano uno sguardo sullo sterminio non solo umano, ma anche morale e culturale che il popolo rom continua a subire nei secoli.


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