A genetic characterization of European Woodcock (Scolopax rusticola, Charadriidae, Charadriiformes) overwintering in Italy Italian Journal of Zoology




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A genetic characterization of European Woodcock (Scolopax rusticola, Charadriidae, Charadriiformes) overwintering in Italy
Italian Journal of Zoology

First published on 28 March 2011


Authors:

E. Trucchia; G. Allegruccia; G. Riccarduccia; A. Aradisb; F. Spinac; V. Sbordonia
1Zoologia ed Evoluzione Biologica, Dipartimento di Biologia, Università di Roma Tor Vergata, Roma, Italy, 2Istituto Superiore

per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Roma, Italy, and 3Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale,

Ozzano Emilia, Bologna, Italy
*Correspondence: E. Trucchi, Zoologia ed Evoluzione Biologica, Dipartimento di Biologia, Università di Roma Tor Vergata, Via Cracovia 1, 00133 Roma,

Italy. Tel: +39 06 72595950. Fax: +39 06 72595965. Email: emiliano.trucchi@uniroma2.it

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(Received 14 October 2010; accepted 30 November 2010)

DOI: 10.1080/11250003.2010.547877

First Published on: 28 March 2011



http://www.informaworld.com/smpp/content~db=all~content=a935709045~frm=titlelink

Abstract


Overwintering and stop-over areas of long-distance migrants need to be identified and studied to ensure effective year-round protection measures. Here, genetic and biogeochemical markers were used to describe the structure and to infer the origin of Italian overwintering stocks of Eurasian Woodcock (Scolopax rusticola, Charadridae, Charadriiformes). A 771 base pairs fragment of mitochondrial cytochrome b gene was analyzed in 260 specimens sampled in Italy and in Scotland, Croatia, Bulgaria, Hungary and Greece. In addition, nuclear β-Fibrinogen Intron 7 gene (898 base pairs) was analyzed in a subset of 34 samples. Hydrogen/deuterium isotopic ratio was measured in 29 individuals and compared with a map of isotopic values of European rainfalls. The mitochondrial DNA analysis revealed the presence of two different haplogroups in the analyzed sample, occurring sympatrically in many sampling sites. Conversely, nuclear DNA did not show a similar pattern of differentiation. Analysis of synonymous/non-synonymous substitutions ratio in cytochrome b data set revealed a striking difference between the two disclosed haplogroups, suggesting the existence of two diverging evolutionary lineages. Genetic traces of demographic expansions were revealed for both mitochondrial lineages. Isotopic data did not suggest a clear separation of the two mtDNA haplogroups in the source breeding range but hinted at the presence of a migration pattern from the north-easternmost portion of the breeding range to the southernmost one of the wintering range. Overall, we proved the existence of two different mitochondrial lineages in the Italian overwintering stock, as well as in the other European winter samples, both characterized by a demographic increase in the recent past. Our results can be considered a valid tool to study migratory connectivity in this species, in comparison with the increasing availability of genetic data from the breeding range.
A genetic characterization of European Woodcock (Scolopax rusticola, Charadriidae, Charadriiformes) overwintering in Italy
E. Trucchi; G. Allegrucci; G. Riccarducci; A. Aradis; F. Spina; V. Sbordoni
Italian Journal of Zoology, 1748-5851, First published on 28 March 2011

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RECENSIONE di www.labeccacciascientifica.it

Il Lavoro di Trucchi E. e coll. (marzo 2011) ,supportato dalle Istituzioni di provenienza degli Autori , si presenta – nella forma e nella metodologia di Ricerca – con credenziali di alto livello scientifico .

Abbiamo sopra riportato l’Abstract accessibile liberamente on-line , ed anche il testo completo – fatti salvi gli elementi di accesso al sito librario- è accessibile in pdf.

La lettura del testo è di certo difficile per i non-addetti ai lavori , ma l’esemplificazione dei risultati e delle conclusioni è ben chiara , e capace di dare migliore conoscenza circa le implicazioni di studio della Migrazione in Italia .

Per quanto ci è possibile proviamo a presentare una “recensione” focalizzandoci su alcuni elementi del testo più facilmente comprensibili ai lettori di www.labeccacciascientifica.it , sperando altresì di non travisare il senso scientifico iscritto dagli Autori nel Lavoro specifico .

La premessa e la finalità ci sembrano particolarmente importanti : le aree di svernamento e di stop-over ( soste lungo le linee migratorie sulla nostra penisola) necessitano di essere ulteriormente studiate per consentire misure di protezione delle Beccacce migranti in Italia .Le strategie di protezione richiedono solide informazioni circa le connessioni tra aree di nidificazione,transito e svernamento .

Vogliamo preliminarmente notare che nel Lavoro di Trucchi E. e coll. viene sempre fatto riferimento alla Beccaccia EUROPEA e mai a “Eurasian woodcock”.

Le analisi isotopiche sviluppate nello studio evidenziano una differenziazione geografica sulla base della origine geografica di nidificazione : appare chiara nelle aree di svernamento peninsulare la differenziazione tra Nord Italia ( Croazia inclusa) e Sud Italia (Bulgaria inclusa) . Per il Centro Italia i campioni corrispondono ad una più ampia area geografica d’origine ( territori prevalentemente di transito ? )

Pur richiamando la necessità di ulteriori approfondimenti di Ricerca , i risultati suggeriscono che le Beccacce provenienti dall’area Baltico-Scandinava svernano nelle aree più a Sud del Continente . Nella Ricerca specifica tutti i campioni prelevati in Sicilia hanno evidenzia genetica delle latitudini Baltiche e Scandinave .

Tutti i risultati collezionati suggeriscono che la struttura mitocondriale dei campioni esaminati evidenzia DUE popolazioni geograficamente separate : lo svilupparsi di contatti e commistioni tra queste popolazioni – come di certo è avvenuto in un’epoca abbastanza recente – non avrebbe annullata questa differenziazione con caratteri molecolari sostitutivi delle caratteristiche genetiche ab origine , permettendo così d’identificare una permanente differenza genetica tra due diversi “ceppi” di Beccacce .

Ci sembra quindi di poter noi sottolineare che nel Lavoro di Trucchi E. e coll. è data particolare rilevanza alla fenomenologia evolutiva genetica ed all’interscambio genetico , rapportando appunto tutto alla evoluzione genetica della specie trascorsa quale è avvenuta nelle Epoche e nell’avvicendarsi dei millenni e relative mutazioni climatiche .

L’espansione demografica di una popolazione a specifica caratterizzazione genetica può essere messa in relazione alla colonizzazione delle Regioni Scandinave e Baltiche dopo lo scioglimento dei ghiacci a seguire l’ultima “glaciazione” ( 12.000-14.000 anni fa’) e l’instaurarsi di una vasta vegetazione forestale ( 10.000-12.000 anni fa’) , ed infatti queste aree ospitano le più grandi popolazioni di Beccacce Europee nidificanti .

Circa l’interscambio genetico gli Autori sottolineano che sono necessarie ulteriori Ricerche utili a chiarire i contatti tra popolazioni - diverse tra loro – che poi dalle aree di svernamento sviluppano una migrazione “mista” di ritorno alle aree di nidificazione .

Nelle conclusioni gli Autori evidenziano che –in definitiva- i dati raccolti dalla presente Ricerca suggeriscono quindi fortemente un’antica separazione genetica tra due popolazioni diverse ab origine, poi seguita molto recentemente ( sempre nella misura di migliaia di anni ) da una fase di interscambio genetico . Da qui deriva appunto la necessità di ulteriori studi focalizzati sulle “commistioni” migratorie.

Vorremmo concludere con una nota legata all’empirismo dei vecchi Cacciatori :

da noi –nelle Marche , Centro Italia- si dice a Dicembre che sono arrivate quelle con “i capoccioni di S.Lucia” che è il 13 Dicembre .

Ecco forse non sarebbe fuori luogo supportare queste Ricerche anche con precisi rilievi “morfometrici” , datosi che tra i capisaldi degli studi filogenetici è anche l’attenzione particolare da dare all’osteogenesi

La RECENSIONE di questo Lavoro ( marzo 2011) va pienamente ad integrarsi con le altre Ricerche Italiane , già da noi segnalate sugli Aggiornamenti di www.labeccacciascientifica.it ( Aggiornamento del 4 Marzo 2011)


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