Scala di distanza sociale di bogardus (1925)




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LE SCALE
1. SCALA DI DISTANZA SOCIALE DI BOGARDUS (1925)
Modo e intensità con cui le persone percepiscono e sono portate ad accettare relazioni sociali in differenti situazioni di interazione sociale.

Distanza sociale si può riferire ad un singolo individuo o ad una categoria di soggetti.

Bogardus cercò lo strumento di misura in grado di individuare i diversi gradi della distanza sociale.

Nella letteratura la distanza sociale è stata studiata soprattutto in relazione a gruppi etnici o razziali.


Metodo: serie di items (affermazioni) riferiti a possibili comportamenti (presentati in modo gerarchico) verso un individuo o una categoria di individui. L’intervistato deve indicare gli items che è disposto ad accettare.
Gli items sono a metrica soggettiva, cioè non trasferibili in altro spazio o tempo, e avranno differenti formulazioni in funzione del contesto in cui vengono impiegati.
Se l’individuo è disposto ad accettare più punti di contatto sociale sarà favorevole verso la tipologia di individui analizzati o viceversa.

INDICI DI DISTANZA SOCIALE
Indice di contatto sociale (SCR, Social contact range): numero di contatti (categorie) che l’intervistato ammette.
Indice di distanza sociale (SCD, Social contact distance): numero di categorie che l’intervistato non accetta.
 a livello aggregato media semplice

 esiste una relazione inversa fra i due indici


Limite: procedura in termini gerarchici (si passa alla frase successiva solo se si risponde con una precisa modalità) ma non è detto che concettualmente vi sia questa scala  alternativa far rispondere a tutte le domande  SCD = numero di categorie, gerarchicamente superiori, rifiutate

Scala di Bogardus (scala di distanza sociale): atteggiamenti rispetto agli stranieri negli Stati Uniti (anni ’30)
7 items ognuno dei quali rappresenta un indicatore di uno stesso concetto ma con gradiente diverso rispetto al concetto medesimo (dal basso, cioè dalla frase che esprime la massima “distanza” sociale)

1. Li escluderebbe dal Paese?

1. Si 2. No

↓ ↓

fine 2. Li ammetterebbe nel paese come visitatori?



1. No 2. Si

↓ ↓


fine 3. Concederebbe loro la cittadinanza?

1. No 2. Si

↓ ↓

fine 4. Accetterebbe uno straniero come compagno di lavoro?



1. No 2. Si

↓ ↓


fine 5. Accetterebbe uno straniero come vicino di casa?

1. No 2. Si

↓ ↓

fine 6. Accetterebbe uno straniero come amico?



1. No 2. Si

↓ ↓


fine 7. Accetterebbe uno straniero come marito di sua figlia?

2. SCALA DI THURSTONE (1927)
Secondo Thurstone l’atteggiamento è un insieme di “tendenza” e sentimento, pregiudizi e nozioni preconcette, idee, timori … e l’opinione è la rappresentazione dell’atteggiamento.

Per Thurstone l’obiettivo non è quello di prevedere il comportamento, ma misurare l’atteggiamento  opinioni come punto di riferimento che si devono sviluppare in un continuum (dagli atteggiamenti più favorevoli a quelli più sfavorevoli)  elevato numero di affermazioni (items)




  1. Frasi stimolo (items) con risposte dicotomiche (si/no)

  2. Determinazione di pesi per ciascun item

  3. Somma delle risposte pesate per determinare lo score di ciascun rispondente



La determinazione dei pesi


  • Metodo del confronto a coppie (teoria del giudizio per confronto)

  • Metodo dell’ordinamento secondo il rango

  • Metodo degli intervalli apparentemente uguali


Metodo del confronto a coppie

Si presentano a testimoni privilegiati (giudici) gli items a due a due che dovranno indicare (per ciascun confronto) quale pesa maggiormente (contiene concetto più “forte”)


Le risposte a ciascuna coppia di item permettono di stabilire la frequenza relativa con cui ciascun item “vince” il confronto con gli altri.
Trasformazione delle frequenze relative in punti z di una Normale per ottenere una scala di pesi (distanze fra gli items) che hanno natura cardinale (intervallare).
Metodo dell’ordinamento secondo il rango

Stimoli ordinati da un gruppo di “giudici”.

Soluzione ordinale: il range medio dei giudizi costituisce il peso dell’item

Soluzione cardinale: l’ordinamento degli items (A, B, C) equivale a: A>B>C. Ciò permette di riportare l’ordinamento secondo il rango ad un confronto a coppie.


Metodo degli intervalli apparentemente uguali

Un gruppo di “giudici” assegna a ciascun item un punteggio da 1 ad 11 (estremo favore-estremo sfavore) in base, non al proprio grado d’accordo, ma alla valutazione se il significato della frase fosse a favore o sfavore dell’argomento.

Le operazioni successive:


  • Calcolo della mediana (o media) dei punteggi assegnati dai giudici (peso)

  • Calcolo di un indicatore di variabilità

  • Scelta degli items con variabilità non troppo elevata cioè quelli per cui c’è concordanza di giudizio da parte dei giudici


3. SCALA DI LIKERT (1932)- SCALA ADDITIVA
E’ il metodo di misurazione degli atteggiamenti più diffuso, soprattutto per i bassi costi e la semplicità di realizzazione. L’assunto su cui si basa è che l’atteggiamento sia un cuntinuum su cui i soggetti sono collocabili a seconda delle risposte date ad una batteria di affermazioni individuate dal ricercatore quali “stimoli” che misurano l’atteggiamento.
Procedura iniziale:

    1. Individuazione delle dimensioni di analisi: scelte di carattere tecnico per scomporre il concetto originario (atteggiamento) in varie dimensioni. Ex. ricerca sulla personalità autoritaria  dimensioni: convenzionalismo, sottomissione all’autorità, aggressività autoritaria ecc.

    2. Vengono inserite affermazioni in numero elevato e che esprimono favore o sfavore rispetto all’oggetto d’interesse (dimensione). La scelta degli item non deve soddisfare la condizione di pertinenza esplicita con l’oggetto, può fondarsi anche su ipotesi di relazioni indirette tra item e dimensione. Ciò diminuisce i rischi di distorsione da desiderabilità sociale.

Le affermazioni devono esprimere giudizi (attuali non riferiti al passato) non dati di fatto.

Gli items vanno ripartiti tra favorevoli e contrari alla dimensione in oggetto.

Fonti: interviste in profondità a gruppo rappresentativo, pubblicazioni di vario tipo (libri, articoli ecc.), ricerche affini.


    1. Definire le modalità di risposta (4-7). Le alternative devono essere bilanciate, ovvero le indicazioni di accordo e disaccordo devono essere equamente rappresentate. Se il numero di alternative è dispari si prevede di usare come alternativa intermedia l’indicazione neutra (né d’accordo né in disaccordo), mentre se il numero di alternative è pari si impone al rispondente di prendere una posizione (scelta strategica). Ad ogni modalità di risposta è assegnato un punteggio.

Si presuppone l’equidistanza tra le categorie di risposta.
Attribuzione punteggio:

Le etichette trasformate in una scala ordinale permettono di procedere assegnando un punteggio (score) per ogni item uguale alla media delle risposte fornite dai soggetti. In modo analogo ad ogni soggetto si attribuisce uno score pari alla media delle loro risposte e, quindi, i soggetti possono essere ordinati dai meno favorevoli ai più favorevoli. Naturalmente per sommare i valori è necessario tener conto del verso (tutti nella stessa direzione) delle scale di ogni item.


Selezione delle affermazioni:

Per verificare che tutte le affermazioni inserite nella scala discriminano gli individui con atteggiamenti differenti e siano relative ad uno stesso oggetto sottostante viene eseguita un’analisi degli item (valutazione del grado di coerenza della scala):




  • correlazione elemento-scala (analisi della correlazione item-test)

Serve per individuare gli elementi della scala (items) che non sono coerenti con gli altri e quindi sono da escludere

Organizzazione dati







e1

.

ej

.

en



Media

1

2

…..




…..

.

45




.






















.

.

i

.















































I





















coefficiente di correlazione tra il punteggio su tutta la scala e il punteggio su ogni singolo elemento




eij = elementi (item) della scala pi =punteggio su tutta la scala

I = 1, …, I j = 1,…,n


Solo le affermazioni che superano tale fase di analisi (r suff. elevato) saranno considerate nella stesura definitiva della scala (o nelle analisi successive) come indicatori dell’atteggiamento che si vuole misurare.


  • Coefficiente alfa (coerenza interna)

Serve per giudicare il grado complessivo di coerenza interna della scala
coefficiente alfa

Si basa sulla matrice di correlazione tra tutti gli elementi della scala e il loro numero; più alto è il valore di  maggiore è la coerenza interna.




n = numero di item considerati



  • Capacità discriminante degli item

Esclusi item per i quali è troppo bassa:


med (gruppo A) – med(gruppo B)
med (gruppo A) = media dei punteggi dei soggetti con scores (punteggio complessivo) più elevati

med(gruppo B) = media dei punteggi dei soggetti con scores meno elevati
Vantaggi


Svantaggi

  • Scala ordinale (trattata come cardinale): possiamo conoscere l’ordine con cui gli individui sono favorevoli o meno ad un’affermazione ma non di quanto un soggetto è più favorevole rispetto ad un altro

  • Lo stesso punteggio totale riportato da un individuo può dipendere da combinazioni diverse di risposte date alle affermazioni

  • fenomeno della curvilinearità. Questo fenomeno si ha quando un item, collocato in una posizione centrale del continuum, è disapprovato, per ragioni completamente diverse, sia da chi ha un atteggiamento positivo/favorevole, sia da chi ha l’atteggiamento opposto. Entrambi i tipi di soggetti quindi otterranno lo stesso punteggio. S ha così un’equivalenza numerica, formale, che però non rispecchia un’eguaglianza di vedute, equivalenza sostanziale. Uno dei modi per evitare questo inconveniente è sceglier affermazioni talmente radicali da distinguere nettamente tra favorevoli e contrari

  • fenomeno della reazione all’oggetto. In questo caso l’intervistato non reagisce alle affermazioni, ma ai personaggi, alle azioni, alle situazioni menzionate dalle affermazioni stesse. Quindi, il fenomeno si manifesta quando un soggetto non riesce a separare l’affermazione (che può essere favorevole o contraria) dall’oggetto (che può essere accettato o rifiutato). Ad esempio, un intervistato che si concentra sull’oggetto, se sarà favorevole ad esso, approverà comunque l’item, anche se questo esprime un’opinione negativa (dovrebbe invece dichiararsi in disaccordo). Il fenomeno della ‘reazione all’oggetto’ può emergere solo se l’intervistato premette o fa seguire dei commenti alla risposta; questo spiega perché tale fenomeno non è stato notato in occasione dei sondaggi di massa, che non incoraggiano e comunque non registrano in alcun modo i commenti a latere degli items Likert. Un modo per neutralizzare le conseguenze negative di tale fenomeno è sottoporre all’intervistato esclusivamente affermazioni positive nei confronti del loro oggetto: in tal modo, sia che l’intervistato valuti l’affermazione(quindi il significato dell’intera frase), sia che egli reagisca all’oggetto (contenuto nell’affermazione), la sua risposta sarà la stessa.

  • Problemi determinati dal presentare batterie di domande con le stesse modalità di risposta (problema generale delle scale):

risposte date a caso

 risposte date meccanicamente (response set)

Per ridurre tali rischi nella batteria di domande è utile introdurre sia affermazioni “favorevoli” sia “sfavorevoli” all’oggetto.

4. SCALOGRAMMA DI GUTTMAN (1944)
Questa scala nasce con l’obiettivo di fornire una soluzione al problema dell’unidimensionalità della scala di Likert

Lo scalogramma di Guttman consiste in un insieme di items i cui contenuti sono tali da rappresentare un crescendo o un diminuendo di un determinato atteggiamento, partendo dal principio che se un individuo A è, ad esempio, più conservatore di un individuo B, approverà tutte le affermazioni di una scala di conservatorismo approvate da B più qualche altra.

La scala di Bogardus rappresenta la formulazione più semplice della scala di Guttman.
NB: E’ essenziale soddisfare il requisito della perfetta gerarchia degli items. L’impiego stesso del termine “scalogramma” sta ad indicare l’aspetto cumulativo che è alla base dello strumento, a differenza di altre scale nelle quali gli elementi erano tutti allo stesso livello. Diversamente dalla scala di Likert, nel caso delle scale di Guttman le domande devono coprire tutta l’estensione del continuum dell’atteggiamento sottostante e quindi con la scala di Likert è possibile ottenere lo stesso punteggio in molti modi diversi mentre con quella di Guttman a un determinato punteggio corrisponde (teoricamente) una sola sequenza di risposte.
Requisito essenziale per lo strumento: items dicotomici.
Ipotesi di Guttman

Essere in grado di costruire una serie di affermazioni:

 riferite ad un determinato contenuto

 poste in ordine gerarchico su un unico continuum


Quindi: dati due soggetti A e B (A con punteggio totale superiore a B) si dice scala unidimensionale la serie di items solo se il primo soggetto A ottiene in ogni affermazione della scala un punteggio uguale o superiore a B. In tal caso dal punteggio complessivo si può risalire alle risposte date da un individuo ai singoli items della scala.

In pratica è quasi impossibile costruire una scala perfetta perché i soggetti possono fornire risposte diverse da quanto era prevedibile. Spesso è possibile verificarlo solo a dati raccolti.

Guttman introduce il concetto di “punto di frattura” cioè il punto, nell’ordine di rango dei soggetti”, in cui cambia la modalità di risposta più comune all’item.

Spesso si usa questa scala in fase di riorganizzazione dei dati raccolti, per verificare l'unidimensionalità di una batteria di item.


Fasi:

1. determinare la variabile da studiare

2. definire gli items riferibili ad un continuum in grado di misurare diverse gradazioni di intensità dell’atteggiamento da studiare

3. determinare un sistema di punteggi (1=accordo; 0= disaccordo)

4. collocare i soggetti in ordine di rango in base al punteggio totale

5. verificare omogeneità degli items rispetto alla scala. Solo items omogenei discriminano perfettamente (l’eliminazione degli items troppo carichi di errori)



Il coefficiente di riproducibilità (CR)

Misura il grado di scostamento della scala osservata dalla scala perfetta, cioè misura la proporzione di risposte “esatte” sul totale delle posizioni possibili secondo il modello.



In pratica: CR  0,90 accettazione della scala. Se CR <0,90, si eliminano progressivamente gli items con un maggiore numero di errori, ricalcolando ogni volta il CR.
Indice di minima riproducibilità marginale (MMR)

Il CR di ogni elemento non può essere minore della sua proporzione di risposte nella categoria (modalità) modale. Conseguentemente una scala di Guttman fatta tutta di affermazioni molto forti ottiene automaticamente un elevato CR.



Oltre alla condizione di accettazione precedente, solo se il CR è nettamente superiore all’MMR, si può affermare che la buona riproducibilità della scala è dovuta a una effettiva scalabilità dei suoi elementi e non alla distribuzione marginale delle risposte.

Suggerimenti per migliorare la resa della tecnica

1) Evitare items con tassi troppo elevati (>80%) di accettazione o di rifiuto, in quanto poco discriminanti e destinati ad innalzare artificiosamente il CR.

2) Impiegare un numero sufficientemente elevato di items: una scala di pochi items può produrre elevati valori di CR anche se gli elementi sono fra loro statisticamente indipendenti.

3) Ispezionare attentamente le sequenze erronee: la presenza ripetuta di una sequenza non prevista dal modello può essere sintomo di un’altra dimensione sottostante gli indicatori


I problemi

1) Il punteggio finale che si ottiene sulla variabile latente resta sostanzialmente una variabile ordinale.

2) Quando l’atteggiamento diventa complesso può essere difficile riuscire a scalarlo in sequenze cumulative: le categorie vengono a sovrapporsi, per cui gli errori alla fine risultano numerosi.

3) Il modello risulta essere rigidamente deterministico, mentre la realtà sociale può essere correttamente interpretata solo attraverso modelli probabilistici che contemplino la possibilità di errore e il passaggio graduale fra le posizioni.



5. IL DIFFERENZIALE SEMANTICO (OSGOOD)
E’ uno strumento di scaling fino a qualche anno fa poco utilizzato in campo statistico. Attualmente sta dimostrando una interessante potenzialità informativa in ambito della misura del soggettivo.

Il differenziale semantico, sviluppato negli anni ’50 dallo psicologo americano Charles E. Osgood, misura il significato "affettivo" di stimoli o concetti.

Per "affettivo" si intende il grado di disposizione favorevole o sfavorevole e in generale tutte le connotazioni di tipo emotivo che costituiscono una parte notevole del significato di un concetto.

Se la valutazione richiesta coinvolge elementi personali o delicati che potrebbero comportare reticenza da parte del respondent, si preferisce sollecitarne la valutazione attraverso elementi che non sono direttamente e apparentemente legati all’oggetto da valutare.

L’ approccio alla misura attitudinale è basato sulla misura delle reazioni a stimoli misurati attraverso concetti presentati in forma di aggettivi in relazione al tema oggetto di studio

Consiste nella valutazione di un oggetto o evento tramite una scala ancorata a due aggettivi opposti.

La valutazione fatta attraverso il differenziale semantico consente di misurare le differenze individuali nei significati connotativi dei concetti.

Il differenziale semantico è uno strumento adatto a rilevare le rappresentazioni mentali, l'immagine di oggetti o concetti, la percezione di stimoli, più che gli atteggiamenti dei soggetti nei loro confronti.


Procedimento

Ogni coppia di aggettivi costituisce una scala (un continum) che corrisponde ad una variabile nella matrice dei dati.

Il differenziale semantico è formato da un numero elevato di aggettivi bipolari (opposti).
Scopo: individuare la direzione e l’intensità del giudizio espresso dal soggetto. Il respondent indica una crocetta in corrispondenza della posizione che corrisponde al proprio grado di percezione dell’oggetto tra i due aggettivi del continuum.

La parte del questionario che riguarda il DS va quindi presentato visivamente al respondent.


Criteri di scelta degli aggettivi per soddisfare il requisito della bipolarità:

Il limite principale di tale approccio sta nella difficoltà di definire ed identificare coppie di aggettivi completamenti bipolari dal punto di vista semantico. Uno stesso aggettivo può infatti assumere significati differenti e suscitare sensazioni e reazioni diverse in base al contesto

Ulteriori problemi:

E’ difficile trovare aggettivi che siano ugualmente significativi per il ricercatore e l’intervistato.


Accorgimenti:

1. Utilizzare coppie di aggettivi “apparentemente” estranee al tema in esame.

2. L’intervistato deve rispondere d’istinto, in modo che sia più una reazione emozionale a suggerirgli dove posizionare la crocetta che un pensiero razionale

3. proporre in modo casuale la polarità alternando gli aggettivi con direzione diversa


Profilo: rappresentazione grafica consistente nel congiungere con una linea il punteggio medio ottenuto da un concetto su alcune coppie di attributi.

Questo tipo di approccio consente di tracciare un profilo della valutazione individuale (o di un gruppo di individui) di un particolare evento. Due o più profili simili significa che suscitano reazioni emozionali simili nei soggetti

Attraverso l’analisi fattoriale si può determinare quali sono le dimensioni fondamentali che stanno dietro ai giudizi dei soggetti.
Osgood prevedeva tre fattori o dimensioni semantiche entro le quali devono essere ricondotti gli aggettivi:

a) valutazione (buono-cattivo, bello-brutto, dolce aspro…): giudizio di valore e ha la funzione di distinguere ciò che è apprezzato da ciò che non lo è, ciò che suscita un atteggiamento positivo da ciò che viene rifiutato.

b) potenza (forte-debole, largo-stretto, stabile-instabile… ) esprime la “forza” dei concetti giudicati, intesa come la resistenza che essi possono opporre all’azione del soggetto.

c) attività (attivo-passivo, veloce-lento, prevedibile-imprevedibile… ) espressione del grado di attivazione suscitato nell’organismo dai concetti stessi.


Per avere uno strumento valido ed affidabile bastano 4 o 5 coppie di aggettivi polari per ciascuna dimensione.


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