Predisposizione di una specifica tabella del danno psichico e da pregiudizio esistenziale




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3.1 SCHEMA DI RELAZIONE




Premessa


  • Autorità giudiziaria che conferisce l’incarico

  • Avvocato che conferisce l’incarico

  • Incarico conferito dall’interessato stesso

  • Incarico conferito dai genitori dei minori




  • Data del conferimento dell’incarico

  • Quesiti, se dall’A. G.

  • Scopo degli accertamenti da effettuare

  • Autorizzazioni richieste e concesse (se trattasi di incarico conferito dall’A.G.)

  • Termine fissato per la consegna dell’elaborato (se trattasi di incarico conferito dall’A.G.)




  • Data e luogo d’inizio delle operazioni peritali e nomina degli eventuali consulenti di parte (se trattasi di incarico conferito dall’A.G.)



Il fatto


Descrizione circostanziata dei fatti a seguito dei quali è stato conferito l’incarico, quali emergono dalle risultanze degli atti o dai dati acquisiti


3.1.1. METODOLOGIA SEGUITA NELL SVOLGIMENTO DELLE ATTIVITA’




Esame della documentazione


  • Documentazione medica

  • Precedenti relazioni medico legali, psichiatriche, psichiatrico forensi, psicologo-giuridiche, ovvero redatte da psicoterapeuti



Anamnesi


  • Familiare

  • Fisiologica

  • Patologica remota

  • Patologica prossima

  • Psicopatologica

  • Lavorativa e scolastica

Vanno specificate la fonte o le fonti



Esame obiettivo


(in caso di incarico collegiale)

  • Eventuali esami strumentali

  • Eventuali esami di sussidio diagnostico

  • Eventuali esami di laboratorio

Conseguente inquadramento clinico



3.1.2. ESAME PSICHICO



Colloqui Clinici


  • libero

  • tematico

  • a contestazione



Accertamenti psicodiagnostici


  • Rorschach

  • WAIS-R

  • MMPI 2

  • Test grafici

  • Test neuropsicologici



3.1.3. CONCLUSIONI

Considerazioni conclusive


  • Diagnosi

  • Il rapporto di causalità

  • Valutazione del danno psichico ed esistenziale

  • Riferimento al danno morale

  • Conclusioni




  • Risposte ai quesiti in caso di incarico dell’A.G.


4. quantificazione danno da pregiudizio esistenziale

Il criterio di quantificazione che proponiamo parte dalla suddivisione del danno in fasce di gravità. Sono state individuate cinque diverse fasce corrispondenti ad altrettanti intervalli percentuali. Il criterio di attribuire un valore in punti percentuali ad una determinata configurazione del disagio esistenziale è in linea con l’obbiettivo della personalizzazione del danno.



Danno lieve (6- 15%): lieve alterazione dell’assetto psicologico, delle relazioni familiari-affettive e delle attività realizzatrici.

Danno moderato (16-30%): moderata alterazione dell’assetto psicologico, delle relazioni familiari-affettive e delle attività realizzatrici

Danno medio (31-50%): media alterazione dell’assetto psicologico, delle relazioni familiari-affettive e delle attività realizzatrici

Danno grave (51-75%): grave alterazione dell’assetto psicologico e della personalità, delle relazioni familiari-affettive e delle attività realizzatrici

Danno gravissimo: (76-100%): gravissima alterazione dell’assetto psicologico e della personalità, delle relazioni familiari-affettive e delle attività realizzatrici

Il criterio per valutare il livello di gravità dei pregiudizi esistenziali non può essere perfettamente standardizzato, e riteniamo che i parametri per stabilire quando un turbamento avvenuto in una singola area possa essere definito lieve, piuttosto che grave o gravissimo, può essere solo di natura descrittiva e su scala ordinale, prendendo in considerazione l’evento traumatico, le informazioni cliniche, anamnestiche, testologiche, documentali e verificando quali siano le funzioni mentali e relazionali divenute carenti, assenti, o negative a seguito del trauma

Di seguito vengono proposte alcune indicazioni valutative inerenti: 1) la personalità e l’assetto psicologico; 2) le relazioni familiari e affettive; 3) le attività realizzatrici.

Assetto psicologico e Personalità – Indicazioni Valutative

E’ importante considerare il funzionamento psicologico nell'ambito di un ipotetico continuum che va da un funzionamento psicologico non alterato e funzionale, ad un funzionamento sconvolto e modificato rispetto al periodo precedente all’evento traumatico. Esso interessa le modificazione della personalità e dell’assetto psicologico nel suo adattamento, nei suoi stati emotivi, nella sua efficienza, nella sua autonomia, nella sua autostima e nella percezione della propria immagine psichica e corporea. Si tratta di valutare l’alterazione “dell’equipaggiamento” mentale successivamente all’evento traumatico e alla sofferenza psichica.



Danno gravissimo

  • Gravissima alterazione della propensione dell’individuo verso l’interno o l’esterno, che può essere caratterizzato da un lato da isolamento, pessimismo, apatia e chiusura, dall’altro da stati di eccitabilità, reattività ed esaltazione

  • Gravissima alterazione della qualità dell’incontro con l’altro, che può essere caratterizzata da ostilità e astio, oppure da un atteggiamento eccessivamente conciliante caratterizzata da eccessiva compiacenza e sollecitudine dove i propri bisogni vengono messi completamente da parte, per soddisfare le esigenze dell’altro.

  • Gravissima alterazione della capacità di autoregolazione, che può essere caratterizzata da eccessiva scrupolosità e autodisciplina, oppure da totale mancanza di affidabilità e autodisciplina.

  • Gravissima alterazione nella capacità di moderare la propria emotività e le proprie reazioni in situazioni di fastidio, conflitto e pericolo, con eccessiva vulnerabilità, fragilità, irritabilità, rabbia, insicurezza e reazioni emotive incontrollate.

  • Gravissima alterazione nell’inclinazione ad essere curiosi e ad acquisire conoscenze, che può essere caratterizzata da totale inibizione della curiosità, oppure da eccessiva ricerca di informazioni e di novità.

Danno grave

  • Grave alterazione della propensione dell’individuo verso l’interno o l’esterno, che può essere caratterizzata da un lato da una marcata tendenza all’isolamento, al pessimismo, all’apatia e alla chiusura, dall’altro da marcati e frequenti cambiamenti d’umore che possono essere caratterizzati anche da una certa eccitazione e reattività

  • Grave alterazione della qualità dell’incontro con l’altro, che può essere caratterizzata prevalentemente da un atteggiamento ostile e refrattario, oppure dalla presenza di un atteggiamento marcatamente compiacente e sollecito verso l’altro,

  • Grave alterazione della capacità di autoregolazione, che può essere caratterizzata da una “patologica” scrupolosità e “bloccante” autodisciplina, oppure dalla presenza di atteggiamenti e comportamenti poco affidabili e con difficoltà a portare a termine le attività intraprese.

  • Grave alterazione nella capacità di moderare la propria emotività e le proprie reazioni in situazioni di fastidio, conflitto e pericolo, con marcata vulnerabilità, fragilità, irritabilità, rabbia, insicurezza e reazioni emotive difficilmente controllabili. Sono presenti gravi turbamenti nelle relazioni interpersonali e lavorative.

  • Grave alterazione nell’inclinazione ad essere curiosi e ad acquisire conoscenze, che può essere caratterizzata da marcata inibizione della curiosità, oppure da marcata ricerca di informazioni e di novità.

Danno medio

  • Alterazione di media entità della propensione dell’individuo verso l’interno o l’esterno, che può essere caratterizzata da un lato dalla tendenza a preferire situazioni di solitudine e distacco con disinteresse verso l’ambiente esterno, oppure dall’altro da una certa labilità emotiva a cui si affiancano elevazioni dell’umore e ricorrenti oscillazioni.

  • Alterazione di media entità della qualità dell’incontro con l’altro, che può essere caratterizzata prevalentemente da un atteggiamento poco amichevole e sfavorevole, oppure dalla presenza di un atteggiamento marcatamente compiacente

  • Alterazione di media entità della capacità di autoregolazione, che può essere caratterizzata da una marcata tendenza alla attenzione dei particolari, meticolosità e autodisciplina, oppure da certa alternanza tra affidabilità e inaffidabilità.

  • Alterazione di media entità nella capacità di moderare la propria emotività e le proprie reazioni in situazioni di fastidio, conflitto e pericolo, accompagnata da fragilità, irritabilità e insicurezza. Si tratta di una vulnerabilità emotiva che può creare turbamenti sia nelle relazioni interpersonali che in quelle lavorative.

  • Alterazione di media entità nell’inclinazione ad essere curiosi e ad acquisire conoscenze, che può essere caratterizzata da una diminuzione della curiosità, oppure dalla tendenza a cercare con una certa frequenza nuove informazioni e nuovi stimoli.

Danno moderato

  • Alterazione moderata della propensione dell’individuo verso l’interno o l’esterno, che può essere caratterizzata da tendenza all’isolamento e alla chiusura, con transitori vissuti depressivi di lieve entità, oppure da una moderata labilità emotiva a cui si affiancano moderate elevazioni dell’umore.

  • Alterazione moderata della qualità dell’incontro con l’altro, che può essere caratterizzata da un atteggiamento tendenzialmente poco amichevole e sfavorevole, oppure dalla presenza di un atteggiamento tendenzialmente compiacente e altruistico.

  • Alterazione moderata della capacità di autoregolazione, che può essere caratterizzata da una certa scrupolosità, diligenza e precisione, oppure da una tendenza a non essere affidabile, con poca disciplina nello svolgimento delle attività e nei comportamenti.

  • Alterazione moderata nella capacità di misurare e controllare la propria emotività e le proprie reazioni in situazioni di stress, che può essere caratterizzata da una moderata vulnerabilità emotiva con reazioni di fastidio, irritabilità e/o facilità al pianto. Si tratta generalmente di una vulnerabilità emotiva che può creare turbamenti nelle relazioni interpersonali, ma non le compromettono significativamente.

  • Alterazione moderata che interessa l’inclinazione ad essere curiosi e ad acquisire conoscenze, che può essere caratterizzata da un calo della curiosità, oppure dalla propensione a cercare con una certa frequenza nuove informazioni e nuovi stimoli.

Danno lieve

  • Alterazione lieve della propensione dell’individuo verso l’interno o l’esterno, che può essere caratterizzata da un lato da una sporadica tendenza all’isolamento con sporadici vissuti depressivi, oppure da una tenue labilità emotiva a cui si affiancano saltuarie elevazioni dell’umore.

  • Alterazione lieve della qualità dell’incontro con l’altro, che può essere caratterizzato da una sporadica tendenza ad essere poco amichevole e diffidente, oppure dalla presenza saltuaria di atteggiamenti tendenzialmente compiacenti.

  • Alterazione lieve della capacità di autoregolazione che può essere caratterizzata da una sporadica e lieve tendenza ad essere scrupolosi e precisi, oppure da occasionali atteggiamenti di inaffidabilità.

  • Alterazione lieve nella capacità di moderare la propria emotività e le proprie reazioni in situazioni frustranti e di stress. Tali reazioni non creano significativi turbamenti e possono apparire come normali reazioni a significativi stress.

  • Alterazione lieve che interessa l’inclinazione ad essere curiosi e ad acquisire conoscenze, che può essere caratterizzata da occasionali e sporadici cali della curiosità.

Relazioni familiari e affettive – Indicazioni Valutative

Gli episodi traumatici e i reati sono eventi non normativi e non scelti che possono produrre situazioni di stallo o alterare in modo peggiorativo il funzionamento familiare. La famiglia deve essere intesa come entità relazionale complessa, costituita da più sottosistemi: la coppia, il sistema genitoriale, il sistema filiale e il sistema allargato (nonni-nipoti). La valutazione in questa area riguarda un continuum ipotetico che va da un funzionamento relazionale valido e adeguato a un tipo di relazione non funzionale e sconvolto rispetto al periodo precedente all’evento traumatico.



Le variabili che devono essere prese in considerazione per la valutazione del danno in questa area sono:

  • La morte o malattie che danneggiano gravemente la relazionale con il familiare coinvolto nell’illecito.

  • la gestione dei ruoli e dei sottoinsiemi familiari, ossia i confini dei sottosistemi, il mantenimento dei ruoli interpersonali, le funzioni di controllo e responsabilità all’interno del nucleo familiare.

  • la qualità degli scambi relazionali e affettivi, ossia la gamma dei sentimenti, la reattività affettiva reciproca, l'empatia rispetto ai bisogni affettivi e concreti dei membri, capacità di concordare obiettivi e regole, la capacità di comunicazione e la capacità di risolvere i conflitti.

Danno gravissimo:

  • Morte e grave compromissione delle relazioni con gli altri componenti.

  • Totale mancanza di coesione o patologico invischiamento.

  • Gravi vissuti di colpa e/o rabbia nei confronti di uno o più membri.

  • Gravi dissidi e/o interruzione dei rapporti.

  • Grave chiusura, isolamento e ritiro dalla vita familiare con mancanza di partecipazione e attenzione alle esigenze di sviluppo della famiglia.

  • Alta e patologica conflittualità con instabilità e possibilità di perdita di controllo.

  • Grave alterazione dei sottosistemi familiari.

  • Grave disinteresse rispetto alle esigenze affettive degli altri membri.

Danno grave

  • La routine familiare e il supporto reciproco sono insoddisfacenti.

  • La coesione familiare è ampiamente assente o risulta patologica a livello di invischiamento.

  • Grave senso di fallimento riguardo alla vita familiare.

  • Tendenza all’isolamento e al ritiro dalla vita familiare.

  • Rifiuto di fare progetti futuri.

  • Irritabilità, manifesta intolleranza e aspre critiche in caso di divergenze di opinioni con deterioramento dei rapporti e della comunicazione.

  • Intolleranza nei confronti dei problemi familiari.

Danno medio

  • Il funzionamento della famiglia e la coesione dei sottosistemi è disturbato.

  • Marcato senso di fallimento riguardo alla vita familiare.

  • Rifiuto di programmare periodi di evasione.

  • Tendenza alla passività.

  • Frequenti critiche e recriminazioni.

  • Tendenza a scaricare nella famiglia tensioni esterne.

  • Diminuzione della partecipazione e dell’attenzione alle esigenze di sviluppo della famiglia.

  • Critiche frequenti, immotivate e pretestuose nei confronti degli altri componenti.

  • Diminuzione del dialogo e tendenza all’isolamento.

Danno moderato

  • Manifestazione di noia nello stare con i familiari.

  • Scarsa disponibilità all’ascolto e al dialogo.

  • Tendenza a svalutare la famiglia.

  • Recriminazioni occasionali.

  • Diminuzione del dialogo e della comunicazione.

  • Tendenza a non partecipare alle esigenze di sviluppo della famiglia.

  • Difficoltà a dedicare alla famiglia il tempo libero.

  • Tendenza a eludere i momenti di riunione familiare.

  • Difficoltà nel sostenersi e nel darsi aiuto reciproco.

Danno lieve

  • Occasionali manifestazione di noia nello stare con i familiari.

  • Critiche occasionali e alternanza nella disponibilità all’ascolto e al dialogo.

  • Scarsa attenzione alle esigenze di sviluppo della famiglia.

  • Clima emotivo caratterizzato da una gamma di sentimenti negativi e pessimistici.

  • Difficoltà nel concordare obiettivi e regole.

  • Difficoltà nel risolvere i conflitti.


Attività realizzatici – Indicazioni Valutative

Per attività realizzatrici si intendono quelle aree operative e/o relazionali nelle quali la persona tende a realizzare sé stessa; si tratta di attività che solitamente sono scelte dal soggetto come espressione della propria personalità e, in quanto sostegno narcisistico, hanno un significato fortemente simbolico. Le attività realizzatrici possono essere così suddivise:



  • Attività di riposo

  • Attività ricreative

  • Relazioni Sociali

  • Attività autorealizzatrici

ATTIVITA’ DI RIPOSO

Si tratta di alterazioni che impediscono lo svolgimento delle abituali attività di riposo in tempi sufficienti per potersi riposare. Si tenga presente che anche alterazioni nel senso opposto (eccessivo bisogno di riposare o eccessiva sonnolenza) sono considerate delle alterazioni in senso peggiorativo, in quanto interferiscono con il funzionamento psico-sociale della persona. Per attività di riposo non si intende soltanto il sonno, ma anche quei passatempi che richiedono un basso livello di attivazione fisica e mentale, come la visione di un film o la lettura di un libro.



Le alterazioni alle attività di riposo possono essere causata da:

  • rumori disturbanti

  • dolore fisico

  • dissonie (insonnia, ipersonnia, narcolessia)

  • parasonnie (sonnambulismo, sonniloquio, disturbo da incubi notturni, disturbo da terrore notturno, enuresi notturna, bruxismo, parasonnie NAS, ecc.)

  • disturbo del ritmo circadiano

  • altro

Danno gravissimo: si tratta di alterazioni che impediscono lo svolgimento delle abituali attività di riposo in tempi sufficienti per potersi riposare, al punto da produrre gravi problemi di salute (fisici e/o psicologici) e di interferire gravemente con lo svolgimento della vita diurna.

Danno grave: difficoltà nello svolgere le abituali attività di riposo in tempi sufficienti per potersi riposare, al punto di produrre reali problemi fisici e/o psicologici e di interferire gravemente con lo svolgimento della vita diurna.

Danno medio: Si tratta di alterazioni che non producono conseguenze sulla salute della persona, ma interferiscono significativamente con la quantità e la qualità delle attività di riposo.

Danno moderato: Si tratta di alterazioni che interferiscono in modo moderato con la quantità e la qualità delle attività di riposo.

Danno lieve: Si tratta di alterazione transitorie e brevi che durano per un periodo di tempo limitato, generalmente non più di due o tre settimane consecutive.

ATTIVITA’ RICREATIVE

I passatempi e le attività ricreative che devono essere valutate sono quelle che richiedono un certo grado di attività fisica e mentale; alcune attività ricreative possono essere relativamente isolate (pittura, modellismo, ecc.), ma richiedono comunque un coinvolgimento attivo con l’ambiente e producono qualcosa di concreto e tangibile.



Danno gravissimo: Cessazione di ogni impegno o attività sportive o ludiche in atto. Le attività ricreative sono rare e inesistenti. Si tratta di alterazioni che comportano la rinuncia a programmare qualsiasi attività ricreativa, la rinuncia e/o l’interruzione dei progetti in fase di realizzazione, il rifiuto ad accettare proposte di attività ricreative.

Danno grave: Diminuzione significativa e marcata di ogni impegno o attività ricreative. Si tratta di situazioni caratterizzate da tendenza all’isolamento, rinvio di quasi tutti i progetti creativi soggettivamente importanti.

Danno medio: Diminuzione significativa e marcata di alcuni impegni e/o attività ricreative. Si tratta di situazioni caratterizzate da tendenza all’isolamento e al rinvio di alcuni progetti creativi soggettivamente importanti.

Danno moderato: Partecipazione discontinua a impegni o attività ricreative. La partecipazione alle attività ricreative avviene solo se forzata. E’ presente la tendenza a rifiutare gli inviti a proposte di svago, e la partecipazioni alle iniziative creative o ludiche è solitamente occasionale e deludente.

Danno lieve: Sporadici disagi o altri ostacoli che interferiscono con i passatempi e le attività ricreative. Tendenza a dilazionare inviti di attività creative e ludiche. La persona partecipa alle attività ricreative ma tende a svalutare le situazioni di svago o creative un tempo ritenute soddisfacenti, tende a valorizzare il passato a scapito del presente, ciò è solitamente accompagnato da una diminuzione dell’interesse verso gli hobby o gli interessi culturali.

LE RELAZIONI SOCIALI

L’uomo è un “animale sociale” e le relazioni con i pari rivestono un ruolo importante nel suo sviluppo e nel suo equilibrio psichico. Nell’infanzia le relazioni tra i bambini sono solitamente strumentali e secondarie rispetto al ruolo più centrale del rapporto con i genitori, mentre iniziano ad essere davvero vitali per la crescita durante l’adolescenza. Non devono essere considerati nella valutazione le relazioni con persone che hanno rapporti di parentela o hanno un rapporto professionale con la persona in esame (medici, educatori, ecc.)



Danno gravissimo: Interruzione totale delle relazioni non parentali. Le attività relazionali sono rare e inesistenti. Si tratta di situazioni in cui è presente una interruzione totale delle relazioni amicali che possono essere accompagnate dal rifiuto di vedere gli amici, elusione dei contatti telefonici e possibili frequenti e aggressivi litigi con gli amici.

Danno grave: Drastica diminuzione dei rapporti sociali. L’attività sociale al di fuori della famiglia rappresenta più una eccezione che una regola. La drastica diminuzione dei rapporti solitamente è accompagnata dal timore di giudizi negativi, dal deterioramento dei rapporti e dalla perdita di considerazione.

Danno medio: Perdita di interesse per le relazioni sociali. La persona perde interesse verso le relazioni sociali con la tendenza all’auto esclusione dalla partecipazione delle relazioni e attività sociali. Le persone appaiono isolate e dipendenti dalla famiglia.

Danno moderato: Tendenza a dilazionare gli svaghi condivisi con il gruppo di pari. Disagio o altri ostacoli che interferiscono con la socializzazione, è presente generalmente insoddisfazione per la propria vita sociale.

Danno lieve: Tendenza a svolgere e preferire attività solitarie e scarsa convivialità. Sono presenti sporadici disagi o lievi ostacoli alla socializzazione.

ATTIVITA’ DI AUTOREALIZZAZIONE

Questa area è la più ampia e complessa nella quale rientrano diverse aree operative, tra cui quella sessuale, lavorativa, la progettualità, le aspettative e le “chance”. Vengono illustrate di seguito solo quelle più frequenti.



Attività sessuale: l’attività sessuale ha particolare importanza e deve essere intesa nell'ambito di un ipotetico continuum dove da un lato è svolta all’interno di un rapporto d’amore, dall’altro può essere utilizzata in maniera strumentale, ossia quando serve a sostenere i propri sentimenti di potenza: nell’uomo questi sentimenti e vissuti hanno a che vedere con la potenza esercitata in maniera palese; nella donna invece i vissuti di potenza sono mascherati dalla seduttività. L’alterazione all’attività sessuale può avere cause psicologiche o organiche come: grave invalidità, disturbo da desiderio sessuale, avversione sessuale, disturbo dell’eccitazione sessuale, disturbo dell’erezione, disturbo dell’orgasmo, dispareunia, vaginismo, ecc.

Danno gravissimo: Interruzione dell’attività sessuale.

Danno grave: Drastica diminuzione dell’attività sessuale e gravi limitazioni nello svolgimento dell’attività sessuale tale da renderlo difficoltoso e/o doloroso.

Danno medio: Diminuzione della qualità e della frequenza dei rapporti sessuali che sono vissuti come insoddisfacenti.

Danno moderato: Lieve diminuzione nella qualità e nella quantità.

Danno lieve: L’attività sessuale non subisce una diminuzione nella quantità, ma nella qualità; è infatti caratterizzata da mancanza del desiderio e mera accondiscenda al rapporto.

Ambito lavorativo: nell’adulto il lavoro è una delle più importanti aree di autorealizzazione e di espressione della propria personalità. Il termine “ambito” lavorativo va inteso in senso ampio ed include qualsiasi attività dell’individuo rivolta alla produzione di reddito (lavoro dipendente, libero professionale, artigianale, imprenditoriale, ecc.), tuttavia non riguarda il danno dal punto di vista della perdita economica, ma da quello della realizzazione dell’individuo: la limitazione della capacità lavorativa induce infatti vissuti di menomazione e perdita della virilità, con spunti depressivi e/o paranoidei. Nel bambino l’attività lavorativa trova corrispondenza nelle attività scolastiche, mentre nell’infante trova corrispondenza nelle attività ludiche e di gioco.

Danno gravissimo: Perdita del posto di lavoro, abbandono dell’attività e grave perdita di opportunità lavorative e professionali. L’abbandono del posto di lavoro e la perdita di “chance” può essere dovuto a diversi fattori quali: malattia, grave invalidità, dimissioni, errori sul lavoro tali da dare luogo ad un demansionamento, scarso rendimento tale da giustificare un licenziamento.

Danno grave: Il posto di lavoro è conservato ma risultano compromesse le potenzialità e la crescita professionale. Alto rischio di perdere il posto di lavoro.

Danno medio: la persona non rischia di perdere il lavoro, ma le difficoltà incidono sulla produttività e sulle potenzialità professionali future.

Danno moderato: le difficoltà incidono in modo significativo sulla produttività e non sulle potenzialità professionali future.

Danno lieve: difficoltà che incidono in modo transitorio sulla produttività e non sulle potenzialità professionali.

5. QUANTIFICAZIONE DANNO PSICHICO IN ASSENZA DI LESIONI ENCEFALICHE13
E’ necessario precisare che nessuna categoria di disturbo mentale è totalmente distinta, così come gli individui affetti dalla stessa menomazione psichica possono essere tutti simili sotto il profilo reattivo-comportamentale, in quanto la menomazione potrà dare origine a fattispecie lesive di diverso fenotipo. Pertanto, nella valutazione e quantificazione percentuale del danno psichico conseguente ad eventi traumatici, è importante comprendere sia il grado di compromissione funzionale sia come questo influenzi le capacità della persona (capacità legali, responsabilità, invalidità etc.)
Criteri per distinguere tra i diversi livelli di gravità
I criteri da utilizzare, per distinguere tra i diversi livelli di gravità, sono i seguenti:

  1. l’entità della sintomatologia: in particolare nei disturbi dell’umore e nei disturbi d’ansia è necessario valutare con attenzioni il numero degli episodi depressivi, maniacali, ipomaniacali o ansiosi;

  2. la compromissione del funzionamento socio-lavorativo;

  3. il funzionamento dell’Io e l’esame di realtà;

  4. il livello evolutivo dei meccanismi di difesa utilizzati;

  5. l’identità e il tipo di “confini” tra sé e gli altri (rigidi, assenti, labili, ecc.).

Questi cinque criteri devono essere valutati dapprima singolarmente e successivamente nella loro complessiva valenza per poter formulare un’adeguata stima del livello di compromissione psichica; può accadere, ad esempio, che uno o due criteri possano essere solo parzialmente soddisfatti, ma questo non va a diminuire la gravità della compromissione se nella valutazione complessiva essa risulta gravemente compromessa. I disturbi al di sotto della percentuale del 5% non verranno considerati nel computo valutativo, dovendosi almeno raggiungere tale percentuale per poter parlare di danno psichico. Inoltre, si è ritenuto di dividere in classi la percentuale valutativa, anche sulla scorta delle condivisibili indicazioni fornite dall’AMA (American Medical Association)14, maggiormente testate, adottate e riconosciute per la loro validità applicativa e scientifica a livello internazionale da vari decenni.


Classi AMA

Danno Psichico

Criteri AMA

Danno Psichico

Criteri Ordine Psicologi del Lazio

Classe I

0-5%


Nessun pregiudizio per le attività quotidiane, comportamento sociale adeguato, capacità di concentrazione normale, adattamento normale. Tale condizione non comporta danno alla persona

Non è presente nessuna sintomatologia e nessun disagio nel funzionamento sociale o familiare o lavorativo. L’identità è coesa e l’esame di realtà è integro. Il funzionamento dell’Io è conservato.

Classe II

6-15%


Lieve pregiudizio, compatibile comunque con l’esecuzione della maggior parte delle attività precedenti.

La sintomatologia è lieve, ed è presente un lieve disagio nel funzionamento sociale o familiare o lavorativo. L’identità è coesa e l’esame di realtà è integro. Il funzionamento dell’Io è complessivamente conservato. I meccanismi di difesa utilizzati per far fronte alla angosce depressive, persecutorie o confusionali sono, solitamente, evoluti e maturi: rimozione, repressione, spostamento, formazione reattiva, razionalizzazione, introiezione, intellettualizzazione, identificazione, altruismo, sublimazione, umorismo, ascetismo, annullamento retroattivo, sessualizzazione, isolamento dell’affetto, anticipazione

Classe III

16-40%


Moderato pregiudizio compatibile solo con l’esecuzione di alcune delle attività precedenti.

La sintomatologia è di media entità, ed è presente un disagio clinicamente significativo che si ripercuote negativamente sul funzionamento sociale, familiare e/o lavorativo. I confini tra sé e gli altri possono essere instabili. Il funzionamento dell’Io è irregolare e incostante con difficoltà nella gestione degli impulsi. L’esame di realtà è presente, ma compromesso per alcuni aspetti. I meccanismi di difesa utilizzati per far fronte alle angosce depressive, persecutorie o confusionali si alternano tra arcaici ed evoluti.

Classe IV

41%-80%


Grave pregiudizio, con limitazione significativa del’esecuzione delle attività precedenti.

La sintomatologia è di grave entità, con una compromissione altrettanto grave del funzionamento sociale, lavorativo e di altre aree importanti per la vita dell’individuo. Il funzionamento dell’Io è intermittente e irregolare con difficoltà nel controllare gli impulsi. L’esame di realtà è generalmente compromesso, ma può essere episodicamente presente . I meccanismi di difesa utilizzati per far fronte alle angosce depressive, persecutorie o confusionali si possono alternare tra arcaici ed evoluti, ma prevalgono quelli arcaici come scissione, proiezione, idealizzazione e svalutazione primitive, negazione, acting-out.e.

Classe V

>80%


Gravissimo pregiudizio, con impossibilità per l’esecuzione delle attività precedenti.

La sintomatologia è di gravissima entità, con una compromissione altrettanto grave del funzionamento sociale, lavorativo e di altre aree importanti per la vita dell’individuo. Si riscontra mancanza del senso di continuità dell’identità, con una frammentazione dell’Io e perdita delle funzioni principali. L’esame di realtà è compromesso. I meccanismi di difesa sono arcaici e primitivi: scissione, identificazione proiettiva, proiezione, diniego, dissociazione, idealizzazione, acting-out, somatizzazione, regressione, fantasia schizoide

Di seguito è riportata una lista dei disturbi psichici tenendo conto della nosografia proposta dal DSM-IV TR e dei criteri individuati per valutare il livello di compromissione15. Con tabella separata, vista la loro peculiarità, vengono presentate le quantificazioni del danno psichico correlate ai disturbi di personalità.

Nel caso di disturbi psichici non presenti nell’elenco sottostante, per una giusta quantificazione, è necessario:


  • fare riferimento ai cinque criteri individuati per valutare il livello di gravità

  • individuare , tra le sindromi elencate, quella simile con criterio analogico.

Eventi come il mobbing, il burn-out, il lutto patologico, lo stalking, ecc. non sono citati in tabella poiché essi non sono disturbi psichici ma sono “fenomeni” che, a seconda dei casi, possono produrre o meno pregiudizi esistenziali e/o alterazioni psicopatologiche che possono essere classificate secondo la nosografia proposta dal DSM-IV TR.


CLASSE II - Sindromi lievi (6-15%)

Disturbi d’ansia

Fobia Specifica

Fobia Sociale

Disturbo d’Ansia NAS

Disturbo dell’adattamento

Disturbo post-traumatico da stress lieve o in remissione parziale

Disturbo Acuto da Stress

Disturbo d’Ansia Generalizzato

Disturbo Ossessivo-Compulsivo lieve

Disturbi dell’umore

Disturbo Depressivi maggiore con episodio singolo

Disturbo Distimico

Disturbo Bipolare I, episodio singolo

Disturbo dell’Umore NAS

Altri Disturbi

Amnesia dissociativa (episodio singolo)

Fuga dissociativa (episodio singolo)

Disturbo ipocondriaco

Disturbo di somatizzazione

Disturbo somatoforme indifferenziato

Disturbo di dimorfismo corporeo

Disturbo algico

Disturbo di conversione

Sindrome psicomotoria


CLASSE III - Sindromi moderate (tra 16% - 40%)
Disturbi D’ansia

Fobia Sociale

Disturbo da Attacchi di Panico con o senza agorafobia

Disturbo Ossessivo-Compulsivo

Disturbo post-traumatico da stress

Disturbo d’Ansia NAS

Disturbo Acuto da stress

Disturbo d’Ansia Generalizzato



Disturbi dell’umore

Disturbo Depressivo maggiore episodio singolo con manifestazioni psicotiche

Disturbo Depressivo maggiore ricorrente

Disturbo Distimico

Disturbo Bipolare I, episodio singolo con manifestazioni psicotiche

Disturbo Bipolare I con episodi ricorrenti

Disturbo Bipolare II

Ciclotimia

Disturbo dell’Umore NAS

Altri Disturbi

Disturbo Ipocondriaco

Disturbo di dimorfismo corporeo

Disturbo Schizoaffettivo

Disturbo Psicotico Breve

Fuga Dissociativa

Amnesia Dissociativa (episodi ricorrenti)

Fughe dissociative

Disturbo di Depersonalizzazione
CLASSE IV - Sindromi gravi (tra 41% - 80%)
Disturbi D’ansia

Disturbo Post-Traumatico da Stress

Disturbo d’Ansia NAS

Disturbo Ossessivo-Compulsivo

Disturbo d’Ansia Generalizzato

Disturbi dell’umore

Disturbo depressivo maggiore ricorrente

Disturbo Bipolare I con episodi ricorrenti

Disturbo Bipolare II

Ciclotimia

Disturbo dell’Umore NAS



Altri Disturbi

Disturbo ipocondriaco

Disturbo di dimorfismo corporeo

Disturbo Schizoaffettivo

Disturbo Psicotico Breve

Fughe Dissociative

Amnesie Dissociative (episodi ricorrenti)

Disturbo di Depersonalizzazione


CLASSE V - Sindromi gravissime (> 80%)

Disturbo Schizoaffettivo

Fughe dissociative

Disturbo dissociativo dell’identità

Disturbo di Depersonalizzazione

Sindromi in cui sono prevalenti modalità di funzionamento psicotico




Disturbi di Personalità

Traumi o esperienze traumatiche, specialmente se avvenute in età evolutiva, possono produrre alterazioni psicostrutturali che possono configurarsi come dei veri e propri disturbi di personalità. Il DSM IV –TR propone, nell’asse II, ben 11 distinzioni e ne descrive altre due nell’appendice (disturbo depressivo di personalità e disturbo passivo-aggressivo di personalità). Nel proporre una quantificazione di questi disturbi si è ritenuto opportuno ricorrere alle teorie di Kernberg che identifica tre grandi organizzazioni di personalità (nevrotica, borderline, psicotica). Coniugando il DSM e le teorie di Kernberg è possibile rappresentare il livello di gravità dei disturbi di personalità nel seguente modo:




Organizzazioni di personalità (Kernberg)

DSM-IV TR

%

Organizzazioni Nevrotiche

Disturbo Ossessivo-Compulsivo

Disturbo Dipendente

Disturbo Evitante

Disturbo Depressivo

Disturbo Passivo-Aggressivo


15-30

Organizzazioni Borderline

Disturbo Borderline

Disturbo Antisociale

Disturbo Narcisistico

Disturbo Istrionico



31-60

Organizzazioni Psicotiche

Disturbo Paranoide

Disturbo Schizotipico

Disturbo Schizoide


>60


6. PROPOSTA DI QUESITO PER LA VALUTAZIONE DEL DANNO PSICHICO E DA PREGIUDIZI ESISTENZIALI
Il nominato C.T.U. psicologo, esperto in psicologia giuridica:

  • esaminati tutti gli atti e i documenti dalla causa;

  • condotti colloqui clinici con il periziando ed eventualmente con i membri della famiglia;

  • effettuato un approfondito esame psicodiagnostico;

  • acquisita, dal medesimo e da altre figure significative, ogni notizia opportuna alla successiva richiesta di descrizione dello stato di salute e di benessere attuale e pregresso;

  • consultati, ove necessario, eventuali curanti che detengano informazioni significative (ad es. documentazione di prescrizioni, visite o degenze);

  • sentiti i consulenti delle parti, ai fini di una valutazione integrale e personalizzata del danno

accerti, valuti e dica, utilizzando i criteri e il “baréme” elaborati dall’Ordine degli Psicologi del Lazio:

1) se il periziando sia affetto da sindromi e/o disturbi di rilevanza psicopatologica, diagnosticati secondo gli opportuni criteri di classificazione internazionale. In caso di risposta affermativa dica quale sia stata, secondo un giudizio di compatibilità, la causa della suddetta psicopatologia;

2) se sussistano eventuali postumi temporanei e/o permanenti ed eventuali valutazioni prognostiche. Quantifichi, inoltre, il danno psichico, accertando la congruità delle spese sopportate per eventuali cure ed individuando l’entità di quelle necessarie per il futuro;

3) fornisca motivate indicazioni aggiuntive sulla riduzione della capacità lavorativa specifica, tenuto conto delle condizioni soggettive del danneggiato;

4) se e in che modo il fatto in esame abbia prodotto dei pregiudizi esistenziali che interessano: A) l’assetto psicologico e la personalità; B) le relazioni familiari e affettive; C) le attività realizzatrici (riposo, ricreative, sociali, autorealizzatrici). In caso affermativo valuti lo stato di tali pregiudizi ed esprima un valore che va da: assente (0-5%), lieve (6-15%), moderato (16-30%), medio (31-50%), grave (51-75%), gravissimo (>76).



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