Archeologia fenicio punica modulo a archeologia del vicino oriente




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ARCHEOLOGIA FENICIO – PUNICA

MODULO A – ARCHEOLOGIA DEL VICINO ORIENTE

Mario Federico Rolfo
APPUNTI DI PREISTORIA DEL VICINO ORIENTE


ANNO ACCADEMICO 2008-2009

Introduzione

Le caratteristiche naturali del Vicino Oriente (fig. 1)
La regione attualmente chiamata “medio oriente”, in ambito archeologico definita “Vicino Oriente”, è posta a cerniera tra più continenti: Asia, Africa ed Europa, per tali caratteristiche ha sempre avuto un ruolo chiave nello sviluppo delle antiche società umane; gli aspetti geografici di questa regione si possono riassumere in tre grandi aree assai differenti tra di loro per caratteristiche naturali:

  • La pianura fluviale del Nilo: (attuale Egitto) caratterizzata dalla presenza del Nilo, il più grande corso d’acqua del globo, che ha la particolarità di produrre, in area pressoché desertica, una striscia di terra umida e coltivabile lunga più di mille chilometri e larga non più di quaranta. Questa valle da sempre è stata un’area accogliente per l’uomo e per gli animali ed è stato uno dei poli delle trasformazioni sociali ed economiche dell’uomo.

  • La costa Siro-Palestinese: (attuali stati della Palestina, Israele, Giordania, Libano, Siria e Giordania) un’area lunga e stretta che va dalla costa del Mediterraneo a ovest fino al confine naturale de deserto Arabico nell’entroterra ad est, dal Nilo a sud fino alla pianura fluviale dell’Eufrate a nord. Questa area presenta una forte discontinuità geografica, dal livello del mare si inerpica verso un altopiano centrale che raggiunge l’altezza di 1000 metri, per poi scendere repentinamente verso la valle del Giordano, unico fiume della regione di portata annuale, e la depressione del Mar Morto. Il Giordano taglia, a partire dal Libano e per tutta la sua lunghezza, la regione palestinese, sfociando nel lago salato chiamato Mar Morto, epicentro di una vasta depressione che arriva a -400 metri dal livello del mare (è la più profonda al mondo).

  • La Mesopotamia: (attuali stati dell’Iraq, parte dell’Iran, Kuwait, area orientale della Siria e della Giordania, il settore meridionale della Turchia) definita correntemente come la regione bagnata dai fiumi Tigri e Eufrate, è chiusa a nord dal complesso montuoso del Tauro (Turchia) e a est dal sistema montuoso dello Zagros, caratterizzato da una serie di creste parallele con andamento nord-ovest, sud-est separate da valli strette, questa area viene definita Alta Mesopotasmia. Dallo Zagros nascono alcuni degli affluenti più importanti del Tigri: i due Zab e la Diyala. Più a sud nascono due affluenti dell’Eufrate: il Balikh e il Khabur, che costituiscono importanti vie di comunicazione per l’alta mesopotamia. Al centro della mesopotamia si estende l’ampia pianura della Jazira, tra Tigri, Eufrate e Khabur, con caratteristiche steppiche e semidesertiche. La Bassa Mesopotamia (la parte meridionale della mesopotamia, chiamata storicamente Sumer) è caratterizzata da una pianura steppica e desertica formata da depositi lasciati dalle acque dei due fiumi, che qui si uniscono a formare un unico corso d’acqua paludoso fino alla foce nel Golfo Persico (chiamato Shat-al-Arab). I limiti meridionali di questa pianura sono costantemente variabili a causa della continua deposizione di limi fluviali, risentendo notevolmente delle variazioni del livello marino. A sud-est la pianura continua oltre il fiume Tigri con la pianura elamita (attuale Iran), una regione distinta da quella sumerica malgrado gli strettissimi legami di interdipendenza, spesso tutt’altro che pacifici.

Parte I

Il Paleolitico

Il Vicino Oriente presenta una frequentazione umana piuttosto antica, influenzata direttamente dall’Africa, area nucleare della nascita e sviluppo della nostra specie umana. Il più antico resto del Pleistocene superiore è stato rinvenuto nel sito di Zuttiyeh (Israele), si tratta di un resto umano associato ad una industria del Paleolitico medio-inferiore detta Acheulo-Yabrubiano datata ai 148.000 anni fa, ma ulteriori analisi datano il reperto a 200-250.000 anni.


Le culture umane del Vicino Oriente nel Paleolitico medio (100.000 – 35.000 a.C.)

Clima: nella fase iniziale della glaciazione del Würm (120.000-70.000 anni da oggi) sono presenti forti oscillazioni del tasso delle arboree (alberi) che vanno dal 6 al 60% del totale della vegetazione, la fase iniziale (90.000-62.000 anni) è caratterizzata da una forte umidità, ricerche nella grotta di Et-Tabun hanno individuato che in questo periodo il tasso delle arboree si aggira sul 64%. Ad un episodio più secco breve (61.000 – 56.000 anni) segue una nuova fase umida datata tra 56.000 e 42.000 anni, che si va via inaridendo. Gli studi paleoclimatici dell’area vicino orientale presentano notevoli difficoltà perché i dati scientifici mal si collegano con quelli relativi alle zone europee del Mediterraneo orientale e meridionale, che sembrano a loro volta collegarsi più direttamente ai dati centro-europei. L’area vicino orientale presenta al suo interno ulteriori complicazioni date dalle variabilità delle condizioni climatiche tra le varie regioni, soprattutto tra le pianure costiere, il Monte Carmelo, la valle del Giordano e le aree desertiche. Il solo fenomeno che sembra legare tra loro queste aree è rappresentato dalla modificazione relativa del tasso generale di umidità.

Le culture musteriane: L’area siro-palestinese è stata frequentata in maniera particolarmente intensa dall’uomo a partire dai 100.000 anni fa. Le specie umane diffuse sono l’Homo neanderthalensis e l’Homo sapiens, il primo si tratta di un ramo differente dalla nostra linea evolutiva, con caratteristiche fisiche assai simili alle nostre, solamente più robusto e di statura inferiore alla nostra ma con capacità cranica uguale ed a volte superiore alla nostra, il secondo è la forma arcaica della nostra specie, con tratti identici ai nostri, un poco più robusti. Questi gruppi umani hanno lasciato importanti resti archeologici nei depositi in grotta costituiti da pietre lavorate in particolari tecniche di taglio, chiamate archeologicamente “industria litica”. Le industrie del Vicino oriente differiscono sensibilmente da quelle contemporanee europee, a causa di una maggiore presenza di una particolare lavorazione della pietra detta tecnologia levallois, e sono generalmente chiamate levalloiso-musteriano oppure musteriano levantino (fig. 2). Nel Vicino Oriente sono conosciuti circa 25 siti con queste industrie, la maggior parte si tratta di grotte con più livelli di occupazione. Questo gruppo di industrie viene suddiviso in sottogruppi che differiscono tra loro per la frequenza statistica di differenti strumenti: gruppo classico di Tabun-Qafzeh , il gruppo di Abou-Sif: meridionale e caratterizzato da punte levallois particolarmente allungate, il gruppo Jabrud: settentrionale con lavorazione levallois particolarmente accentuata, il gruppo di Erq el-Ahmar nel quale sono molto numerose le punte levallois non ritoccate.


Le sepolture paleolitiche del Vicino Oriente

Nel Vicino Oriente le culture umane del Paleolitico (sia dell’uomo sapiens che del neanderthal) hanno lasciato una ricca testimonianza culturale consistente in una serie di sepolture umane con corredo. Queste hanno una importanza fondamentale per lo studio delle forme culturali di questi uomini perché rappresentano l’unica traccia materiale, oltre lo strumentario litico, sulle caratteristiche sociali e comportamentali di questi uomini: coesione del gruppo, struttura sociale e capacità psichiche astratte e superiori. Le sepolture neandertaliane del Vicino oriente sono particolarmente numerose, in maggior numero rispetto all’Europa, area per eccellenza sede dei neandertaliani, tanto da far ritenere agli studiosi che questo gruppo umano, nel Vicino Oriente, abbia saputo sviluppare maggiormente le proprie caratteristiche culturali. Purtroppo, come accade per buona parte degli studi di preistoria, la maggioranza delle scoperte sono avvenute in un periodo (i primi decenni del ‘900) in cui la ricerca archeologica non era sviluppata come oggi, il risultato è stata la perdita di importanti dati archeologici (studio dei pollini, della microfauna, analisi sedimentologiche e pedologiche) che in alcuni casi rendono arduo il riconoscimento delle stesse sepolture. La particolarità della regione consiste nel fatto che contestualmente a questi reperti umani sono stati rinvenuti resti appartenenti a uomini anatomicamente moderni di tipo arcaico (protocromagnoidi) con medesima cultura materiale dei neandertaliani e occupanti medesime grotte e siti archeologici. Questo suggerisce una convivenza più o meno pacifica nell’area (non si possiedono dati al riguardo) dei due gruppi, il gruppo anatomicamente moderno sarà quello che a partire dai 40.000 anni incomincerà a spostarsi lungo il Mediterraneo orientale (Anatolia, Grecia ed area balcanica) per giungere fino in Europa e costituire le culture umane del Paleolitico superiore europeo, mentre il gruppo neandertaliano tenderà gradualmente a scomparire fino ad estinguersi sia nel Vicino Oriente sia in Europa intorno ai 30.000 anni.



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